Raimondo MONTECUCCOLI, una storia goliardica e fortunata

Raimondo MONTECUCCOLI

UNA STORIA GOLIARDICA... e fortunata

E’ stata brillantemente rievocata dal comandante Sergio Nesi nel suo:

Tutto ruota intorno alla figura di Raimondo Montecuccoli, condottiero seicentesco ma anche moderno “fantasma” con la divina missione di proteggere l’incrociatore che porta il suo nome dalle mille insidie delle missioni di guerra nel Mediterraneo.

Tutto nasce da una storia vera che diviene uno degli spassosissimi aneddoti raccontati dal comandante Sergio Nesi, amico dei Piloti del Porto di Genova, nel suo libro “Volo dell’Alcione”.

Allo scoppio della guerra, il T.V. Giulio Pelli, estroso Ufficiale di rotta del Montecuccoli, introdusse l’usanza di coprire con la carta di un cioccolatino la “O” del motto Centum Oculi” che campeggiava in alto sul quadro del condottiero posto nel quadrato Ufficiali della nave. Questa semplice accortezza, nell’idea del Pelli, avrebbe procurato all'incrociatore, che secondo lui difettava di corazzatura, una discreta “scorta” di ben cento colpi di fortuna da "spendere" durante il corso della guerra.

La cosa andò ovviamente ben oltre la trovata goliardica.

Un paio di marinai di guardia in coperta svennero dallo spavento asserendo di aver visto il fantasma del condottiero comparire dal buio della notte mentre i colpi di fortuna che riguardarono l’incrociatore nelle sue navigazioni di guerra continuarono a moltiplicarsi stante la carta stagnola ben appiccicata sulla “O” del motto del condottiero.

Ma il sugello alla leggenda del fantasma di Montecuccoli si ebbe il 15 giugno 1942, durante la battaglia di Pantelleria. Il solo colpo d’artiglieria che raggiunse il Montecuccoli attraversò il quadrato ufficiali seminando nell’ambiente diversi fori di scheggia. Una di queste schegge andò proprio ad impattare sul quadro del condottiero provocando la chirurgica asportazione della famigerata “O” del motto Centum Oculi”. La goliardica storiella del fantasma di Montecuccoli divenne pertanto storia.

Ecco quindi il filo conduttore di questo bel romanzo del Nesi. La storia della vita terrena del condottiero “rigorosamente desunta dalla vasta letteratura citata nella indicazione bibliografica desunta da padre Berardo Rossi […] nel suo bellissimo libro Raimondo Montecuccoli” e la vita ultraterrena del suo fantasma, raccontata attraverso il personaggio del giovane Ufficiale Sergio Rocca, unico nome di fantasia del romanzo, che altri non è che il Nesi stesso.

Nonostante il rigore storico che contraddistingue l'opera, il romanzo del Nesi è tutt'altro che noioso. Grazie allo stile brillante dell’autore che, come nella precedente trilogia dell’Alcione, è prodigo di aneddoti e freddure, la lettura è piacevole e scorrevole.

Per chi non fosse in possesso poi della già citata ormai introvabile trilogia, inoltre, il romanzo è anche un ottima occasione per poter leggere una buona parte delle incredibili avventure trascorse dal Nesi durante la Seconda guerra mondiale. Quelle appunto che si riferiscono al suo periodo d’imbarco sul Montecuccoli.

Post Scriptum:

Per chi fosse riluttante a credere alla storia del fantasma di Montecuccoli, ecco le foto del quadro in questione che, dopo il disarmo dell’incrociatore, fu collocato nel Museo Navale di Venezia.

Ringrazio il nostro Vicepresidente, lo storico Maurizio Brescia, socio di BETASON, per la gentile concessione e il socio di Mare Nostrum Franco Bernareggi per la segnalazione del libro di Sergio Nesi e della foto del quadro dallo stesso ammirato nel Museo Storico dell’Arsenale veneziano.

A cura di

Carlo GATTI

Rapallo, 24.12.2012


Il Corsaro genovese GIUSEPPE BAVASTRO

GIUSEPPE BAVASTRO

Il corsaro genovese

Ritratto di Giuseppe Bavastro


La sciabola di gala di Bavastro, riccamente lavorata con accanto il fodero, é conservata a Venezia, presso il Museo Storico Navale

Il corsaro del cinema

L’audace navigatore genovese al servizio della Francia di Napoleone, condusse una spietata guerra di corsa contro le navi inglesi che assediavano il capoluogo ligure nel 1800. Dalle sue imprese esce il ritratto di un combattente feroce verso i nemici e generoso con gli amici fino alla prodigalità, temerario e passionale; un uomo che visse tra storia e leggenda.

Pirata o Corsaro ?

- Il pirata é una sorta di brigante del mare che assale e depreda navi per fini individuali compiendo un reato di diritto internazionale. Può quindi essere catturato e tradotto dinanzi ai giudici di qualsiasi Paese. Il fenomeno é ancora in corso.

- Il corsaro attaccava solo dietro autorizzazione del sovrano che gli dava facoltà di arrembare con una nave armata in corsa i mercantili nemici; era la cosiddetta “guerra di corsa”.

Famosi corsari italiani furono i liguri Enrico Pescatore, ammiraglio di Federico II di Svevia, e Giuseppe Bavastro (1760-1833) al servizio dei Francesi in epoca napoleonica. I più celebri corsari furono comunque inglesi e francesi: Francis Drake, Raleigh, Hawkins, Surcouf, Jean Bart, Duguay-Trouin, i quali resero grandi servigi alle rispettive nazioni.

Giuseppe Bavastro nacque a Sampiedarena il 10 maggio 1760 da una famiglia

della borghesia nizzarda. Praticamente analfabeta, il ragazzone alto e robusto, combattivo e indipendente, preferì infatti imbarcarsi e sfidare le intemperie nautiche e della vita avventurosa piuttosto che abbracciare una vita sicura, agiata, ma incolore.

Nel 1783 sposò Annetta, figlia di un locandiere francese, ma il matrimonio non gli impedì di riprendere la vita sul mare.

A 22 anni, Bavastro armò una goletta da 100 tonnellate dello zio Giovan Battista Parodi per i traffici con la Sicilia e fu proprio in quel periodo che conobbe gli scontri con i pirati algerini dai quali imparò le varie tattiche di combattimento.

Con la Rivoluzione Francese, nel periodo del terrore, si offrì per compiere il trasporto dei profughi e fu preso in seria considerazione quando si offrì di comandare uno dei quattro trasporti di truppe napoleoniche in Egitto senza pretendere compensi. Fedele ai francesi, nel 1800 si trasferì nella sua Genova con la moglie, ma qui visse i tragici momenti dell'assedio degli inglesi via mare, e degli austriaci via terra. In quell'occasione Bavastro si distinse forzando ripetutamente il blocco navale con le sue piccole imbarcazioni, al servizio dell'amico generale Andrea Massena. Il suo nome ed il suo coraggio passarono alla storia della nostra regione per un’impresa davvero eroica. Ogni notte una nave inglese s’avvicinava indisturbata al porto e lanciava proiettili di bombarde su Genova.

Sciabecco arabo

A Bavastro venne in mente una missione suicida: armò una vecchissima galea, provvista di soli tre cannoni, imbarcò una schiera di galeotti al remo, un equipaggio di coraggiosi incursori e, contando sulla sorpresa, uscì dal porto e mise la prua sulla nave inglese mentre stava salpando. Ma questa volta, nelle tenebre di una notte illune, si nascondeva un “genovese” che la sapeva più lunga del diavolo e, appena fu a tiro,  armò i cannoni e fece fuoco contro lo scafo inglese. I suoi colpi partirono improvvisi, veloci e precisi e tagliarono in due lo scafo degli assedianti. Purtroppo, le navi della flotta inglese che componevano il blocco, non erano distanti e attaccarono a loro volta la vecchia galea che puntando sull’agilità riusciva ad evitare le cannonate con rapide accostate. Agli inglesi non rimaneva che la tattica dell’abbordaggio avendo per obiettivo la cattura di quello sfacciato corsaro che aveva osato tanto contro le navi di sua maestà. Bavastro non ebbe il tempo di fuggire, ma non volle neppure  indietreggiare. Fu circondato e continuò a combattere in violenti corpo a corpo sul ponte della galea. Resistette ancora un’ora poi, ricordandosi d’essere un formidabile nuotatore, si tuffò in mare e sparì dalla vista del nemico. Il generale Massena, suo vecchio amico d’infanzia, conosceva le sue vie di fuga come pochi altri, e lo fece recuperare da un gozzo posizionato da tempo come “civetta” in quel braccio di mare.

Nel 1806 Napoleone incoraggiò  la guerra di corsa e in questa sua specialità Bavastro s’impegnò da protagonista con continui abbordaggi e atti di pirateria basati sulla rapidità della manovra.


Sciabecco arabo


Per questo tipo di d’ingaggio, Bavastro usava vecchi ma affidabili sciabecchi come l’Intrepido, armato di  soli quattro cannoni, che manovrava con la sua eccezionale capacità. In questa fase si rafforza la leggenda dei duelli vincenti contro gli abili corsari inglesi che conducevano un'analoga guerra nel Mediterraneo. I suoi scafi antiquati e la sua ridotta capacità di fuoco, inducevano il nemico a sottovalutarlo fino a farlo avvicinare oltre ogni limite di prudenza. Ciò che ne seguiva per il suo intrepido coraggio era solo routine. Giustamente fu definito dai genovesi il classico “gundun”.

Celebre fu l’episodio che lo vide, presso le Isole Baleari, attaccare e mettere alle strette la grande fregata inglese Phoenix. Anche quella volta Bavastro era al comando di una  nave molto obsoleta rispetto alle navi inglesi, ma questa volta era armata con 14 cannoni.

Il corsaro genovese Giuseppe Bavastro si sposta successivamente nell’Adriatico

per istruire e rinforzare le file dei corsari che agiscono dall’operoso porto di Ancona. La sua strategia di base é sempre la stessa: un piccolo e antiquato  sciabecco come il “Massena” che non desta alcun sospetto nella marina austriaca, ma che é veloce, ben armato di cannoni moderni e di tanto coraggio.

I danni che procura sono peggio della grandine...

Ricevette varie onorificenze: l'ascia d'onore per meriti marittimi, la rosetta d'ufficiale della Legion d’Onore, il grado onorario d Capitano di Fregata. Napoleone in un colloquio diretto con lui lo definì l'unico mio Ammiraglio vittorioso.

Bavastro rimane, tuttavia, un fighter solitario che agisce improvvisando tattiche basate sul coraggio. Si sceglie accuratamente l’equipaggio  che più gli assomiglia, ma lui solo decide quando e come attaccare il nemico. I suoi principi basati sull’individualismo gli impediscono di inserirsi in una struttura militare organizzata e quando nel 1806 Massena lo chiama a Napoli per dargli il comando della corvetta Fama della Marina del Regno si sente a disagio e preferisce riprendere la sua guerra da corsa.

Al comando del Principe Eugenio, armata di 16 cannoni, compie altre storiche  imprese contro navi inglesi sempre più potenti, ma soccombe e perde il suo “legno”. Si salva con pochi uomini nell’unico modo che conosce: raggiungendo a nuoto la lontana riva di Tarragona. Qui trova il modo di organizzarsi recuperando il brigantino Fanny, naviglio corsaro inglese che aveva precedentemente conquistato. Con esso riprende la sua guerra da corsa. A bordo di questa veloce imbarcazione opera ancora a lungo nel Mediterraneo spagnolo.

Bavastro era affascinato dall'imperatore Napoleone e quando questi cadde in disgrazia pensò di liberarlo dalla reclusione dell’Isola d’Elba, ma dovette rinunciare.Conclusa l'era napoleonica, Bavastro vide respinta la sua richiesta d'iscrizione nei quadri della marina sarda, memore delle sue imprese da corsaro napoleonico. Reagì a quella delusione mettendosi a disposizione di Simon Bolivar in America Latina. Terminata la guerra di liberazione del Venezuela, ritornò in Mediterraneo al servizio della Francia. Grazie alla perfetta conoscenza della lingua francese e di quella arabo-algerina, divenne CADI (magistrato mussulmano di nomina politica cui si demandava l’amministrazione della giustizia ordinaria). In seguito divenne Comandante del Porto di Algeri. Questa splendida città era stata a lungo scalata dal corsaro genovese, sia in tempo di pace con le navi da carico, sia in tempo della guerra “di corsa” in epoca napoleonica.

Il re di Francia Luigi Filippo nel 1832 gli concesse la cittadinanza francese. Nel marzo del 1833, mentre si trovava ad Algeri, Bavastro fu colto da malore e dopo 10 giorni morì, a 73 anni ancora da compiere. Le ultime sue parole pare siano state: “Aprite le finestre, voglio vedere il Mare”.A Genova-Pegli gli è oggi intitolata una via. Anche a Roma gli è stata intitolata una via, in zona Ostiense. Anche a Nizza (Francia) esiste Rue Bavastro - Corsaire Niçois (via Bavastro - Corsaro Nizzardo)

Carlo Gatti

Stöia vëa de 'na Gondonata e de 'n Gondon

di Franco Bampi - * Presidente "A Compagna"

Zena a l'ëa 'na repubblica piccinn-a, ma ricca. A preferiva pagâ pe avei paxe e taere; a no gh'aiva sordatti e quande ghe servivan a i piggiava a pagamento. Pe questo i ciû potenti in scio-o cian militare han faeto a-i Zeneixi un mûggio de gondonate, ma de quelle cattive. E questa chì, che ve veuggio contâ, a l'é staeta proprio ben ben grossa. In to 1800 o Napolion, ch'o curriva in sà e in là pe l'Europa, o s'ëa invexendòu a fâ a guaera in to nord dell'Italia. O generale Massena, ch'o s'ëa dovùo retiâ chì a Zena, o gh'aiva l’incarego de tegnî impegnae Austriachi e Ingleixi pe-o ciû lungo tempo poscibile. Pe questo, da-o frevâ do 1800 finn-a a-i primmi de zugno do maeximo anno, Zena a l'ha dovùo patî quello che i libbri de stöia (no guaei a dî a veitae) arregordan comme "O Blocco de Zena". O l'é staeto un assedio terribile e ben ben diffiçile da violâ, ma ben ben importante pe Napolion ch'o l'é riescïo a intrâ in Milan e a guägnâ a Marengo: vittöie che han determinòu o destin de tutta l'Europa. Pe via do Blocco, a Zena o mangiâ o mancava: l'ëa sparïo da-a çittae gatti, chen, ratti e ratti pennughi. A gente a se desbëlava pe 'na feuggia de leituga marsa. I zeneixi ean costreiti a mangiâ de tutto e, comme se lëze in sci-i libbri, finn-a a mangiâse anche tra de liätri. 'Na bella gondonata, ma con morti a rëo, perché tutta questa stöia a no l'é staeta vosciùa da Zena: Zena a l'é staeta tiatro e vittima: Zena a l'ha solo patïo con sacrifissio e dignitae a voentae de 'n foresto. E da tutto questo remescio Zena a l'aviä solo da perde: e de faeti a perdiä a seu secolare indipendensa in to 1815 pe-e decisioin do Congresso de Vienna. Ma, in te quello periodo, un bello gondon, in to senso bon, o l'é staeto anche o Capitan Bavastro. Nasciùo in scia spiägia de San Pê d’Aenn-a e subito lavòu da-a seu mamà in te l'aequa do mâ, o l'é staeto quello ch'o l'é riescïo a piggiâ in gïo e nave ingleixi do Blocco co 'na vegia galëa ciammä "Prima". O Bavastro o l'ha affondòu a nave ch'a bombardava Zena. Alloa trenta ätre nave ingleixi se son misse a combatte contra de lë e doppo un terribile scontro o Capitannio o s'é sarvòu cacciandose in mâ e vegnindo a neuo verso taera. Da quella neutte i Ingleixi han smisso de bombardâ Zena.

Un bello gondon pe 'na grossa gondonata!

Traduzione:

Storia vera di un tiro mancino e di una geniale trovata

Genova era una repubblica piccola, ma ricca. Preferiva pagare per ottenere pace e possedimenti: non aveva soldati e quando ne aveva bisogno li assoldava. Per questo gli stati più potenti sul piano militare hanno giocato ai genovesi una quantità di brutti scherzi, alcuni anche molto crudeli. E questo che vi voglio raccontare è stato uno dei peggiori.

Nel 1800 Napoleone, che correva in qua e in là per tutta l'Europa, si era incaponito di far guerra nel nord dell'Italia. Il generale Massena, che si era dovuto ritirare a Genova, aveva l'incarico di tenere impegnati Austriaci e Inglesi, il più a lungo possibile. Per questo, dal febbraio del 1800 ai primi di giugno dello stesso anno, Genova ha dovuto sopportare quello che i libri di storia (non molti, a dire il vero) ricordano come "Il blocco di Genova". Si è trattato di un terribile assedio e difficilissimo da violare, ma molto importante per Napoleone che nel frattempo è riuscito a entrare a Milano e a vincere la battaglia di Marengo: vittorie che hanno determinato il destino dell'Europa intera. A causa dell'assedio, a Genova mancava il cibo: dalla città erano scomparsi gatti, cani, topi e pipistrelli. La gente si contendeva una foglia di lattuga marcia. I genovesi erano costretti a mangiare qualsiasi cosa e, come si legge sui libri, persino a divorarsi l'uno con l'altro. Un tiro mancino, con morti in quantità, perché questa storia non è stata voluta da Genova: Genova è stata teatro e vittima. La città ha solo patito con spirito di sacrificio e dignità le conseguenze della volontà di uno straniero. E da tutto questo Genova avrà soltanto da perdere, e infatti nel 1815 dovrà rinunciare alla sua secolare indipendenza per decisione del Congresso di Vienna.

Ma in quello stesso periodo, un bel farabutto, in senso buono, è stato anche il Capitan Bavastro. Nato sulla spiaggia di San Pier d'Arena e subito lavato da sua madre nell'acqua di mare, è stato quello che è riuscito a farla in barba alle navi inglesi del blocco con una vecchia galera chiamata "Prima". Bavastro è riuscito ad affondare la nave che bombardava Genova. Allora trenta altre navi inglesi gli si sono rivolte contro e dopo una terribile battaglia il Capitano si è salvato gettandosi in mare e raggiungendo a nuoto la riva. Da quella notte gli inglesi cessarono il bombardamento di Genova.

Una geniale trovata in risposta ad un tiro mancino.

Carlo Gatti

Rapallo, 8.12.2012






RELAZIONE Attività Mare Nostrum 2012


RELAZIONE Attività Mare Nostrum 2012

Cari associati,

L’anno 2012 è stato ricco di eventi ed avvenimenti che, grazie anche all’attività culturale e promozionale portata avanti dalla nostra associazione, hanno particolarmente arricchito l’offerta storico-documentale dedicata alle nostre radici marinare ed agli appassionati  cultori di storia locale.

In linea generale vanno ricordati per il loro valido supporto promozionale il nostro sito sul web, il periodico Il Mare, il MUSEO MARINARO Tommasino-Andreatta ospitato presso la Scuola TTLLC di Chiavari e l’Associazione il SESTANTE di cui il presidente com.te Enzo Gaggero é nostro socio.

Ciò detto si evidenzia il corposo elenco degli eventi realizzati nell’anno 2011.

“ DA CAVOUR ALLA CAVOUR ”

140 anni di sviluppo della tecnologia navale in Italia

Sabato 17 dicembre 2011, presenti tutte le massime Autorità militari e civili di Spezia, si é tenuta l'Inaugurazione della Mostra "Da Cavour alla Cavour". Il nostro socio Ing. Marco Prandoni organizzatore, responsabile e probabilmente ideatore della Mostra, ha riscosso un "enorme" successo personale. L'idea della Mostra é nata dalla storica collaborazione tra L'Università d'Ingegneria di Genova e la Marina Militare.

A Marco Prandoni invio a nome di Mare Nostrum un grande applauso di stima per l'impegno qualitativo e quantitativo profuso che fa tanto onore a lui e alla nostra Associazione che ha collaborato con alcuni modelli del Museo Marinaro Tommasino-Andreatta e con la modernissima “grafica” dei nostri soci Claudio Molfino e Sandro Bonati.

MUSEO NAVALE – ARSENALE M.M. – LA SPEZIA

Dicembre 2011-Dicembre 2012. Durante il periodo di apertura della Mostra, nella Sala Auditorium di cui essa é corredata, si sono tenute conferenze sui temi tecnici e storici navali e marittimi, ed altri eventi culturali.

28.2.2012 - Palazzo Ducale-Genova si é svolta l'annunciata conferenza sull'U-boot 455 con interventi del presidente, vicepresidente e dei due relatori: la sub Eva Bacchetti Del Veneziano e il nostro Emilio Carta. La posizione centrale del Ducale, il prestigio della "A Compagna", nonché il celebre filmato di cui dispone la nostra Associazione, hanno richiamato 150 persone che hanno dimostrato grande interesse per l'argomento  tributando scroscianti applausi all'indirizzo di Mare Nostrum.

17.3.2012 - L’Associazione “Spazio Aperto” di Via dell’Arco di Santa Margherita Ligure ha organizzato: Misteri in fondo al mare. I segreti nascosti negli abissi e nella mente umana. Relatore Emilio Carta, giornalista e autore del libro “Il collezionista d’armi”.

Come trasmettere le proprie conoscenze storiche, l’esperienza di navigazione, un passato da giornalista senza annoiare?

Quale moderatore dell’incontro si é proposto il direttore artistico di “Via dell’Arco”, Giovanni Galvani.

Sabato 24 marzo alle ore 17 nella Civica Sala incontri della Biblioteca (Genova) Emilio Carta e il sub Lorenzo Del Veneziano hanno presentato il libro dedicato al libro storico-fotografico U-Boot 455 e trenta immersioni nelle acque della provincia di Genova.

Domenica 25 marzo alle ore 16,30, ospiti dell’associazione culturale di Santa Margherita L. “La Corallina”, Emilio Carta e Carlo Gatti hanno offerto una nuova lettura del ritrovamento dell’U Boot 455, che tanto interesse ha destato in Europa e nel mondo, negli abissi della nostra costa a -120 m di profondità. Emilio Carta ha raccontato le ultime novità e verità emerse sul sommergibile tedesco, misteri che ancora dividono gli esperti ma che ormai paiono definitivamente acclarate. Il Comandante Gatti ha invece tenuta desta l’attenzione del pubblico circa le responsabilità ancora da dipanare con estrema chiarezza sul naufragio della nave da crociera Costa Concordia e sugli errori di manovra imputabili al Comando.

Martedì 27 marzo alle ore 18, a Genova, nella Sala Convegni della Fiera del Mare, Emilio Carta, Lorenzo Del Veneziano e Carlo Gatti hanno offerto gli ultimi spunti, anche polemici, sul naufragio della nave passeggeri Costa Concordia naufragata all’isola del Giglio nel gennaio scorso.

Venerdì 6 aprile alle ore 18 il socio Emilio Carta, al Circolo Golf & Tennis di Rapallo - come aveva già fatto a novembre durante la scorsa edizione nella sede associativa del Gran Caffè Rapallo in occasione della Mostra Mare Nostrum – ha illustrato la pubblicazione “All’inferno e ritorno” curata dallo stesso E. Carta e legata ad un episodio dell’ultima guerra mondiale del quale era stato protagonista, suo malgrado, il marò-cannoniere Mario Ammi.

All’incontro erano presenti anche numerosi soci della nostra Associazione. In tale occasione è stato anche presentato un breve filmato di Ernani Andreatta riguardante la “guerra sui mari”.

Venerdì 16.3, il periodico IL MARE con i suoi collaboratori affluiti numerosi (16) al Gran Caffé Rapallo, ha rinnovato il suo simpatico appuntamento annuale. La testata come sapete é in forte crescita con grande richiesta da parte dei rapallesi e non solo. Purtroppo, dati i tempi, la “testata” si trova in debito d'ossigeno con la pubblicità. Per l'occasione sono state consegnate dalla dott.ssa Lavagno Canacari  pergamene-ricordo al dir. Emilio Carta, all'editore Massimo Busco e all'anfitrione della serata dott. Brasey.

23 Aprile 2012

Il nostro socio T.V. Enzo GAGGERO ha tenuto l’attesa conferenza su Luigi Rizzo alla Casa della Gioventù per l’Associazione “Marinai d’Italia” a Rapallo.

29.4.2012

Il socio E.Carta ha presentato il suo ultimo romanzo: IL COLLEZIONISTA D’ARMI al Café Hotel Europa impegnato nel suo il primo “aperishow spy”.

19.5.2012 Il socio Maurizio Brescia ha tenuto una serie di conferenze sul tema:

152° anniversario della partenza dei Mille da Quarto

Giovedì 10 maggio

17,30 Presentazione del volume “Le navi di Garibaldi” di Paolo Piccione con l’Autore interverranno: Maria Stella Rollandi (Università di Genova), Maurizio Brescia, storico navale, membro del comitato di redazione della rivista mensile “Storia militare”, Raffaella Ponte dell’Istituto Mazziniano - Museo del Risorgimento).

19 maggio 2012Maurizio Brescia ha presentato:

Vent’anni di STORIA MILITARE meritando un grande successo personale.

PROGRAMMA ESTATE 2012 - Su invito della Proloco  di Recco, MARE NOSTRUM é stata impegnata per una serie di importanti Eventi.

1)-Sabato 4 AGOSTO - Ore  (21,15)  Enzo Marciante   ha parlato del suo libro "Storia di Genova a fumetti" ed ha proiettato delle immagini con i suoi disegni. Ha presentato Emilio Carta.

2)-Sabato 11 AGOSTO Ore (21,15) - Emilio Carta e Ernani Andreatta sono stati relatori del "Viaggio della Carlo Erre", il piroscafo maledetto. Una storia vera di emigranti colpiti dell'epidemia di colera. Per l'occasione é stato proiettato un prezioso filmato sull'emigrazione elaborato dal socio Ernani Andreatta.

3)-Domenica 12 AGOSTO Ore 21,15- Presso l’ORATORIO DEI NERI di Rapallo, E.Carta e E.Andreatta hanno intrattenuto il numeroso pubblico sul ritrovamento del relitto della "Corazzata italiana ROMA". E’ stato proiettato un filmato eccezionale e sono intervenuti testimoni ed esperti storici del settore navale.

4)-Venerdì 17 AGOSTO Ore (21,15) - Recco. Conferenza su '"I grandi Naufragi" con l’intervento di E.Andreatta-E.Carta-L.Del Veneziano-C.Gatti – Sono stati proiettati filmati sulle navi: Locarno-Bianca C.- Costa Concordia. E’ seguito un interessante dibattito.

5)-Martedì 16 OTTOBRE Ore (21,15) - Recco. Si é svolta una importante Conferenza sulla  "Storia del Rex" – E’ stato proiettato un filmato d'epoca. Sono intervenuti Andreatta E. -Carta E. - Gatti C. e testimonials dell'epopea dei transatlantici.

Mostra di Mare Nostrum ed. 2012

La Mostra si é svolta entro le seguenti date:

Sabato 13 ottobre: -   Alle 10,30 Inaugurazione della Mostra nella sala consiliare, alla presenza del Sindaco e numerosi Assessori e Autorità. Si é tenuta, in seguito, l’annunciata Conferenza Stampa e la presentazione dell’annuale fascicolo e dell'intero programma.

Domenica 28 ottobre Alle ore 17.30 si é svolta la Cerimonia di chiusura della Mostra con il saluto del Sindaco. Sono stati consegnati gli attestati agli espositori e partecipanti.

Tra il 13 ottobre e il 28 ottobre Mare Nostrum ha effettuato, ogni sabato e domenica, varie conferenze, presentazioni di libri di carattere marinaro e videoproiezioni che riportiamo qui di seguito nel Programma stampato e distribuito in migliaia di copie sul territorio.

Tra ottobre e dicembre 2012

Un nutrito programma storico-culturale ha visto impegnato il ns. Vicepresidente Maurizio Brescia.

Si é tenuto al Museo del Risorgimento di Genova (via Lomellini, 11) un ciclo di conferenze dal titolo "Storie di navi, uomini e battaglie". Di seguito riportiamo il programma dei quattro incontri che comprendevano proiezioni di documenti iconografici e multimediali:

10 ottobre 2012mercoledì h. 17.30
: “La Marina italiana dall’Unità alla Grande Guerra”

26 ottobre 2012venerdì h 17.00: 
”I fotografi navali, tra arte, immaginazione e tecnologia”

14 novembre 2012mercoledì h 17.00
: “Navi e marinai nell’iconografia della battaglia di Lissa” (nell'ambito della presentazione del restauro dei dipinto di Giovanni Selerio "La battaglia di Lissa", a cura di Franca Carboni dell’Istituto Mazziniano)

4 dicembre 2012martedì h 17.00: 
”Storia delle bandiere navali italiane 1848-1946”

PREMIO NARRATIVA

21 settembre 2012 alla Caserma TTLLCC di Chiavari s'é svolta la quarta edizione del Premio Narrativa.

Un gran successo!!!! Sia per il clima di commemorazione del ritrovamento della corazzata ROMA, sia per la partecipazione dei “parenti chiavaresi” delle vittime, sia per i vincitori dei premi. Per Mare Nostrum hanno partecipato i soci Simonetta Pettazzi, G.Boaretto e signora, il sottoscritto e signora e naturalmente Nanni Andreatta che ha prodotto e presentato un eccezionale DVD-documentario sulla Roma con rare testimonianze. Un sentito ringraziamento deve essere rivolto al Comandante Benedetti della base di Chiavari, ai suoi collaboratori ed al caro amico di Mare Nostrum Maggiore Vito Casano per la loro sempre eccellente ospitalità. Il Museo é rimasto aperto per il numeroso pubblico, che ha dimostrato, come sempre, tanta ammirazione.

MOSTRA MARE NOSTRUM 2012

Qui di seguito sono elencati gli EVENTI, gli ospiti e i temi affrontati in questa edizione.



16 novembre 2012, L’Associazione culturale STELLA POLARE ha organizzato presso il Café De Filla di Chiavari un incontro sull’AFFONDAMENTO DELLA CORAZZATA ROMA. Relatore il socio Ernani Andreatta. Presenti numerose Autorità comunali, provinciali e regionali. Il numeroso pubblico ha tributato un caloroso applauso al nostro socio Comandante per l’impegno profuso in questa ricerca di grande attualità.

Venerdì 30 novembre

Nella sede di Mare Nostrum, a Rapallo,  il prof. Giovanni Giosué Chiesura ha presentato il romanzo storico:

DEFIXIONES

Il Mistero delle Tavolette Magiche.

Autrice la nostra socia Marinella Gagliardi Santi. Grande successo di pubblico e di critica.

6 dicembre 2012 – La Spezia

Cerimonia di Chiusura della Mostra

"Da Cavour a Cavour - 140 anni di sviluppo della tecnologia navale in Italia"

- Il C.Ammiraglio Marco Manfredini, Macchinista Navale ed Ingegnere, Direttore dell'Arsenale, ha dato il BENVENUTO al numeroso pubblico presente (oltre 500 p.)

- Intervento di Aristide Massardo, Preside della Scuola Politecnica di Genova che vede riunite Ingegneria e Architettura. Professore ordinario di Macchine e sistemi per l'energia e la propulsione e ingegneria dei sistemi energetici.

- Intervento del C.Ammiraglio Claudio Boccalatte Presidente della Sezione ATENA della Spezia, che ha condotto la Conferenza sul Tema:

"Dalla regia Scuola Superiore Navale alla Scuola politecnica. Cenni sull'evoluzione della Progettazione Navale e della Didattica in Italia"

RELATORI ED ARGOMENTI:

* D.ssa Silvia Pierdicca e Dr. Giuliano Bonanno della Biblioteca della Scuola Politecnica:

"Il Patrimonio Storico Scientifico della Scuola Politecnica - Ausilii alla Didattica della R.S.S.N.”

* C.Amm. Claudio Boccalatte:

"Evoluzione della Progettazione Navale e della Didattica dal 1871 al XXI Secolo"

* Ing. Giuliano Vernengo del DITEN della Scuola Politecnica:

"Attuali Metodi e Strumenti per la Progettazione Navale e la Didattica"

Ha fatto seguito un eccellente e cordialissimo:

"Vin d'Honneur"

Un ringraziamento particolare al socio Ing. Marco Prandoni artefice di questa importante e significativa carrellata storica che ha fissato nel tempo eventi importantissimi della nostra Marina Militare. I numerosi interventi dei conferenzieri hanno illustrato i risultati tecnologici raggiunti e le applicazioni a bordo delle navi, nelle vasche idrodinamiche con le varie strumentazioni citate, ed infine le Sedi Universitarie di Ingegneria e Archittetura per la formazione del personale altamente specializzato.

Ricordo a tutti che i soci  E.Andreatta (Museo) e C.Molfino (Grafico e Coreografo) hanno collaborato al successo di Marco P.

- I soci Andreatta, Boaretto, Bucca, Gatti, Molfino, Prandoni hanno presenziato alla Cerimonia.


Giovedì 13 - alle ore 17.00

Mare Nostrum ha partecipato ad un meeting sul REX organizzato dall'Associazione Culturale L'AGAVE che è presieduta dalla Signora Mirna Brignole. L’ormai famoso E. Starnini ha partecipato con altri testimonials dell’epoca.  L’incontro si é svolto presso la sede ubicata nello stesso stabile di PALAZZO ROCCA. Il socio Nanni Andreatta ha proiettato un interessante Power Point di foto che ha introdotto il TEMA sviluppato dal presidente. Sono seguite molte domande del pubblico ed un nutrito dibattito.

Con gran piacere v’informo che il Sito di Mare Nostrum, che curo personalmente come webmaster, ha raggiunto le 12.000 visite in venti mesi di attività e ci ha permesso una visibilità a livello mondiale. Siamo seguiti in tutti i continenti e i nostri scritti vengono giornalmente letti e apprezzati da storici di fama mondiale.


Ringrazio il Sindaco e la Giunta Comunale per il contributo che viene elargito a Mare Nostrum a sostegno dell’Attività Culturale diffusa su tutto il territorio ligure e che raggiunge la sua massima espressione della annuale Mostra e Pubblicazione, che va letteralmente a ruba per l’aumento esponenziale dei suoi collezionisti.


Ringrazio di cuore i soci che ci aiutano “manualmente” nei mesi di punta.


Ringrazio coloro che collaborano al nostro successo con semplici fotografie, segnalazioni, commenti via e-mail e sul sito, perché tengono vivo l’interesse ed il gusto della ricerca e della discussione dando vivacità e un senso critico all’Associazione.


Ringrazio il tesoriere che, oltre a tenerci i conti in ordine, ci indica il superamento degli ostacoli che ogni anno ostacolano e aumentano la nostra fatica.


Ringrazio e mi complimento con i soci che organizzano Mostre fuori sede, scrivono libri e s’impegnano in convegni, incontri, congressi, simposi, raduni mettendo sugli scudi il nome di MARE NOSTRUM.


Ringrazio gli amici fraterni E.Andreatta, G.Boaretto, M.Brescia, E.Carta, C.Molfino, M.Prandoni con i quali la fatica ed il superamento degli impegni diventano un divertimento.


Ringrazio tutti coloro che per impegni familiari e di lavoro sono fisicamente lontani ma sempre pronti a sostenerci con suggerimenti e consigli.


Ringrazio mio fratello Giampiero che ci offre gratis la sede, la Sala Convegni e

prezzi “stracciati” per le nostre “abbuffate”.


Ringrazio il nostro Editore Massimo Busco che ci permette il grande vanto di possedere un organo di stampa: IL MARE in crescita costante.


Ringrazio i nostri soci-Presidenti di altri Enti: E. Andreatta Curatore del Museo Marinaro Chiavari, Enzo Gaggero Presidente dell’Associazione IL SESTANTE,

Giancarlo Boaretto vicedirettore del Museo Marinaro di Chiavari, che oltre ai loro pesanti impegni di routine, condividono con noi l’esigenza d’interagire, partecipare e offrire le proprie pecularieta’ al servizio di un “Progetto Comune” tendente alla divulgazione della Cultura Marinara.


Ringrazio infine i Nuovi Soci che ci hanno deliberatamente scelti per condividere con noi l’amore per il mare e le sue storie.


Il Presidente: Carlo Gatti

L’addetto stampa: Emilio Carta


Rapallo, 24.12.2012

 



In VIAGGIO con i CORMORANI

IN VIAGGIO CON I CORMORANI

L’ISOLA CHE NON C’E’. Nel nord della Norvegia, il cormorano è tradizionalmente considerato un uccello semi-sacro. Si ritiene sia un segno di buona sorte avere dei cormorani vicino al proprio villaggio. Secondo un’antica leggenda nordica, le persone che muoiono in alto mare, senza alcuna possibilità di recupero dei loro corpi, trascorrono l'eternità sull'isola di Utrøst che può solo occasionalmente essere avvistata dai viventi. Gli abitanti di Utrøst possono visitare le loro case soltanto nelle sembianze di cormorani. L’isolotto fantasma si trova al limite meridionale delle isole Lofoten, famose per la pesca dello stoccafisso. Poco sopra Utrøst si trova la più famosa isola di Røst dove naufragò il comandante veneziano Pietro Querini con la sua cocca nel 1432. Dopo una sosta forzata di circa 8 mesi, l’equipaggio ritornò in Italia diffondendo la cultura dello stockfisk.

Agli inizi del 1970 vidi per la prima volta un cormorano, detto anche marangone,* appollaiato su una delle boe che segnalano il canale d’entrata del Porto Petroli di Multedo (Ge). Nell’attesa di prendere il cavo della petroliera in arrivo con il mio grosso rimorchiatore,  mi avvicinai fin quasi a toccarlo. Era grande, aveva il ciuffo e si sentiva al sicuro.  Dopo qualche mese di frequentazione quotidiana diventammo amici e presto mi presentò la sua compagna. Sparirono in primavera e quando ormai ero lontano dall’idea di rivederli, il primo ottobre di quello stesso anno ritornarono sulla stessa boa con tre giovani esemplari al seguito, più piccoli e un po’ più chiari.

Quella piccola famiglia diventò una colonia che presto si spostò nella più tranquilla riviera di levante. Il ricordo di quell’incontro mi accompagnò per lungo tempo e durante i miei viaggi, quasi sempre di mare, mi divertivo a notare le differenze tra le sei specie di cormorani esistenti al mondo.  Passarono ancora molti anni quando, un giorno, alcuni amici mi proposero di scoprire la bellezza della passeggiata costiera: Covo di Nord Est – Paraggi. Era la fine di settembre e quella camminata mi aprì un mondo di meraviglie naturali. Improvvisamente mi venne in mente la fatidica data legata al ritorno dei cormorani e, di getto, mi prese  l’ansia per il loro arrivo.

E’ il primo ottobre del 2012. Emozionato come un bambino al primo giorno di scuola, riparto dal Covo armato di binocolo e, scandagliando metro dopo metro la scogliera, vedo un grosso esemplare di cormorano staccarsi dalla roccia e planare sull’acqua dopo un breve volo radente. Ha fame, si guarda in giro, e all’improvviso s’inarca all’indietro per poi scattare come una freccia che sale e poi discende tuffandosi in perfetta verticale con la testa in giù e le zampe verso il cielo.

Sparisce per 30-40 secondi e riemerge a  60-70 metri di distanza, senza scia.

Il suo punto d’emersione é sconosciuto ed appartiene alla sua strategia di caccia. Non ho alcuna cognizione scientifica della sua velocità in immersione, ma intuisco che il cormorano potrebbe essere un ottimo atleta in grado di nuotare i 100 metri sotto il minuto mentre insegue la preda.

Quando giungo sotto il monastero della Cervara, là dove iniziano i millenari scogli di puddinga, vedo quattro cormorani appostati sul faraglione, si crogiolano al sole. Appaiono stanchi. Sono appena arrivati dalla Scandinavia.

Al ritorno da Paraggi ne intravedo uno da lontano con le ali aperte. Probabilmente é appena ritornato da un’immersione e si asciuga al sole. Alcuni gabbiani hanno trovato spazio sullo scoglio di puddinga. Non c’é alcuna lotta per il territorio, anzi, parlottano tra loro come vecchi amici che si ritrovano dopo una lunga assenza.

I cormorani sono uccelli tranquilli e pazienti, tuttavia, può succedere anche nelle buone famiglie che qualcuno debba sloggiare.....

Anche tra il cormorano e l’airone cenerino non c’é alcuna rivalità, ed é facile vederli in compagnia come nella foto sotto.

Ma anche a Portofino (foto sopra), oppure sul faraglione di puddinga in compagnia di un gabbiano  (foto sotto).

Sul lungomare di Rapallo l’airone sverna con gli anziani villeggianti e spesso si apparta nei dintorni del Castello medievale.

Un Po’ di Storia.

La pesca con il cormorano ha radici antichissime. In Giappone, la pesca con il cormorano veniva chiamata Ukai. L'attività di pesca attraverso questo metodo era concentrata in 13 città tra cui Gifu, ancora oggi comunità-simbolo della pesca con il cormorano sul fiume Nagara.

La pesca Ukai era molto popolare durante i periodi Heian e Edo, e veniva patrocinata dai governatori locali per catturare il pesce da donare alla famiglia imperiale.

Questa forma di pesca primordiale, mosse quindi i suoi primi passi in Giappone intorno al VII° secolo, fu importata in Cina intorno al X° secolo dopo Cristo, ed è cambiata molto poco nel corso dei secoli. In Cina, il pescatore usa ancora oggi una zattera assemblata con canne di bambù, passa l’intera vita sull'acqua con i suoi uccelli e li addestra, con un piccolo trucco, a restituire il pesce che cattura. La pesca con il cormorano è veramente uno spettacolo da vedere per la sua semplicità ed efficacia allo stesso momento. Tutto quel che serve è un natante che galleggi, un paio d’anni per l’addestramento del cacciatore e, soprattutto, un millennio di tradizione... Infatti, gestire un cormorano non è l'impresa più facile di questo mondo: i pescatori legano una sottile corda di canapa (o un anello metallico) attorno alla gola del volatile per evitare che possa ingoiare il pesce grande, lasciando inghiottire quello più piccolo. Con questo metodo astuto e non violento, il cormorano soddisfa le sue esigenze alimentari ed il pescatore quelle commerciali.

Appena il cormorano cattura il pesce, il pescatore lo rimorchia verso la barca tramite una sottile cimetta  costringendolo a sputare il pesce.

Come avviene l’addestramento? Innanzitutto occorre catturare i cormorani, che vengono scelti tra le quattro specie di cormorani marini, più grossi dei loro parenti di fiume e in grado di trasportare più pesce. Sono inoltre dotati di una maggiore resistenza, hanno un'indole più docile, tendono a non competere tra loro per il cibo e sono facilmente catturabili. Il pescatore usa la dolcezza e l’amicizia. Ogni mattina, il pescatore lo porta al fiume a fare il bagno tenendolo con un sottile guinzaglio legato attorno al collo. In questo modo il cormorano si abitua alla presenza del padrone che ogni tanto lo accarezza e lo coccola.


Occorrono quasi tre anni per addestrare un cormorano marino selvatico. In questa lunga fase “scolastica” viene nutrito con pesce d'acqua dolce che non ha mai pescato prima.

In Giappone la pesca col cormorano inizia intorno alle 19.30 e dura quasi tutta la notte. Per cinque mesi all'anno, 10-12 cormorani e 3-6 pescatori escono in barca illuminando il fiume con torce di legno di pino.

Ad un segnale del capo pesca, i cormorani si tuffano in acqua e iniziano a nuotare perlustrando la zona che gli é consentita dal lunghezza della cima. Un cormorano può raggiungere diverse decine di metri di profondità, anche se la pesca Ukai si svolge generalmente in acque dolci alquanto basse.

Ogni cormorano si nutre di circa 750 grammi di pesce al giorno, e può ritornare verso la barca con 5-6 pesci dopo ogni tuffo.

*Nota. La parola CORMORANO, detto anche MARANGONE  deriva dal nome degli uccelli «smergo», uccello tuffatore. Deriva dal Latino classico: mergus, “smergo”, dal verbo “mergo” immergere, tuffare. E’ evidente il passaggio al nome  “palombaro”, ma anche al marangone (in veneto: marangoni de nave é il carpentiere specializzato in riparazioni subacquee). Sul sito di Mare Nostrum Rapallo abbiamo dedicato al saggio: “La navi di Caligola a Nemi”, un importante capitolo in cui si narra che il primo tentativo di recuperare quelle navi fu fatto nel 1446 dal celebre architetto Leon Battista Alberti, che si avvalse dell’opera di nuotatori subacquei genovesi chiamati, appunto, “marangoni” per la loro resistenza e capacità di lavorare in immersione.


*Il CORMORANO è un uccello di grandi dimensioni dal manto parzialmente nero e il becco ad uncino. Vi è comunque un'ampia variazione in termini di dimensioni nella vasta gamma di specie. Sono stati riportati cormorani dal peso di 1,5 kg fino a 5,3 kg, ma il peso medio si aggira fra i 2,6 a 3,7 kg. La lunghezza può variare da 70 a 102 cm e l'apertura alare da 121 a 160 cm. Ha un lungo collo a forma di S elastico che permette di far passare pesci grandi fino all'esofago. Gli adulti si distinguono dai giovani dal piumaggio marroncino. Ben adattato sia all'acqua dolce sia salata, il cormorano gode di una buona vista fino a nove metri. I cormorani hanno le piume permeabili e per questo motivo passano molto tempo al sole ad asciugarsi le penne. Le zampe hanno grandi membrane che gli danno una grande spinta sott'acqua. Inoltre, quando s’immerge, può arrivare ad una profondità di 6 metri. E’ molto aerodinamico grazie alle ampie ali e alla forma affusolata, invece il decollo dall'acqua è complicato a causa della posizione eretta delle zampe e del peso dell'acqua che impregna le piume. La maggior parte dei cormorani emigra all'inizio della primavera, per la riproduzione, nell'emisfero Sud.

Tutte le specie di cormorano sono carnivore e si nutrono principalmente di pesce, sia d'acqua dolce che d'acqua salata. Spesso per giustificare inutili mattanze si utilizzano leggende metropolitane sostenendo che il cormorano mangia fino a 50 kg di pesce al giorno.

Molti pescatori vedono nel cormorano un concorrente per la pesca. A causa di ciò esso è stato cacciato fin quasi all'estinzione in passato. Grazie a sforzi di conservazione il suo numero è però aumentato. Al momento esistono circa 450.000 uccelli nidificanti in Europa Occidentale. L'aumento della popolazione ha posto ancora una volta il cormorano in conflitto con la pesca. Nel Regno Unito ogni anno, vengono rilasciate delle licenze che permettono di uccidere un numero specificato di cormorani, al fine di contribuire a ridurre la predazione; è tuttavia ancora illegale uccidere un uccello senza tale licenza.

I cormorani della specie Guanay, inoltre, acquisiscono una certa importanza nelle attività agricole, per il fatto di essere le principali fonti di guano, usato come concime.

Carlo GATTI

Rapallo, 25.12.2012

Ringrazio gli autori delle bellissime fotografie “firmate” che ho usato a puro scopo divulgativo della cultura marinara, essendo questo il primo articolo dello Statuto della nostra Associazione senza scopo di lucro.

(Webmaster Carlo Gatti)



RAPALLO naviga sui SETTEMARI

 

LO SAPEVATE CHE LA M/N RAPALLO

“NAVIGA” SUI SETTEMARI?

La MSC (Mediterranean Shipping Company) di Gianluigi Aponte ha voluto riservare, proprio a noi rapallini, rapallitani (vedi Treccani) e rapallesi, una sorpresa che non può passare inosservata: ha battezzato MSC RAPALLO la sua ultima unità entrata in servizio nel 2012.

La flotta comprende navi con una capacità massima di 14.000 TEU includendo una delle più grandi navi portacontenitori del mondo, la MSC CAMILLE. L'azienda è interamente posseduta dal suo presidente G. Aponte e dalla sua famiglia, un grande esempio di capacità imprenditoriale italiana.

MSC RAPALLO

13.050 TEU (N° contenitori - Twenty feet - equivalent - unit)

143.521 tonnellate di Stazza Lorda.

Lunghezza = 366 metri - Larghezza 48 metri

Anno di costruzione 2011

La portacontenitori MSC RAPALLO é una delle navi più grandi al mondo. Fa parte dell’enorme Flotta (444 navi) che il Comandante sorrentino Gianluigi Aponte ha creato dal nulla, con tanto coraggio e antico fiuto marinaro.

L’Impero di Gianluigi Aponte

MEDITERRANEAN SHIPPING COMPANY

30 maggio 2012 - Parte la MSC DIVINA nel nome di Sophia Loren a braccetto del comandante Bossi e dell’amico d’infanzia Gianluigi Aponte

Gli armatori che dominano la scena mondiale dei trasporti marittimi nel nuovo millennio, sono per lo più magnati del petrolio, potenti gruppi bancari e ricchi imprenditori che provengono anonimamente dai più disparati settori economici. Non tutti sanno, per esempio, che il nostro bistrattato Paese vanta in questo settore una “eccellenza” che tutti c’invidiano e che oggi andiamo a conoscere più da vicino.

Autore di questa grande impresa é l'armatore Gianluigi Aponte, discendente di un’antica stirpe di armatori sorrentini. La sua carriera inizia con il grado di giovane marinaio che si diploma al Nautico e arriva in pochi anni ad ottenere il sospirato Comando, ma come notiamo scorrendo alcune pagine della sua vita, l’uomo aveva ben altro nel suo DNA. Oggi é l’unico Armatore di alta classifica mondiale ad essere proprietario “esclusivo” delle sue navi mantenendo intatta la tradizione di tanti armatori privati italiani del recente passato che, mettendoci il nome e la faccia, crearono benessere e tanti posti di lavoro. I loro nomi sono: Barbaro, Bibolini, Bottiglieri, Cameli, Costa, Cosulich, D’Amico, D’Alesio, D’Amato, Fassio, Frassinetti, Gavarone, Grimaldi, Lauro, Messina, Onorato, Ravano ecc... alcuni dei quali sono ancora oggi sinonimo di grande prestigio dell’Italia sul mare.


MSC RAPALLO

Un po’ di Storia

Nel 1969, con coraggio e lungimiranza, G.Aponte acquista la sua prima nave da carico Patricia, e inizia così a trasportare diversi tipi di merci sulle rotte africane. Gli affari vanno bene. Ormai ha rotto il ghiaccio.

Nel 1970 fonda la Compagnia privata Aponte Shipping Company e l’anno successivo compra un'altra nave ancora più grande a cui dà il nome di sua moglie, Rafaela.

Nel 1973 Arriva la terza unità, il Carriere Ilse. Queste tre navi sono inizialmente posizionate in Mediterraneo, in Africa orientale e nel Mar Rosso, ma in seguito diventano operative anche in Nord America e in Australia. Passano circa 14 anni di serio e duro lavoro, ma anche di grandi profitti.

Nel 1987, la Compagnia si affaccia nel settore crocieristico con l’acquisto della vecchia nave passeggeri Monterey (monoelica) che viene successivamente venduta quando Gianluigi Aponte, in onore del suo mentore, Achille Lauro, decide di rilevare quella che fu la prestigiosa Flotta Lauro. MSC Crociere decolla come parte di un solido gruppo e aggiunge alla sua  flotta altre due navi passeggeri usate, ma eleganti: Rhapsody e Melody. Nell’ambiente si intuisce che l’invisibile (così fu definito) armatore napoletano Gianluigi Aponte é un imprenditore capace, dotato di notevole carisma, che sa scalare le posizioni in classifica con prudenza, ma anche con infallibile fiuto e determinazione.

Nel 1995 l'ormai famoso armatore sorrentino acquisisce anche la Compagnia Marittima “Snav”, società costituita da aliscafi e traghetti a impegnata nei collegamenti con le principali isole italiane . Tutto ciò che fallisce per incapacità imprenditoriale, nelle sue mani diventa reddito e posti di lavoro, sia a bordo che in terra. Assorbe numerose navi porta contenitori della Soc. Italia e Lloyd Triestino ormai in dissesto finanziario, ma anche navi di altre Società che non funzionano per altri motivi. Trascorrono otto anni di lavoro intenso con grande espansione di traffici e successi crescenti.

Nel 2003 ha inizio il piano d’investimenti da 5,5 miliardi che ha reso MSC Crociere una delle più giovani Compagnie di crociere leader a livello mondiale. Il piano, terminato nel 2010 con l'entrata in servizio dell'undicesima unità, è stato integrato con la commessa di una nuova nave ammiraglia da 4.000 passeggeri: la MSC Divina che é stata inaugurata il 26 maggio del 2012 a Marsiglia. Dopo diversi anni di crescita senza precedenti, oggi MSC Crociere è in grado di ospitare 1,2 milioni di passeggeri a bordo delle sue navi  e con l'arrivo di MSC Divina raggiungerà il traguardo di 1,4 milioni passeggeri l'anno.

Nel 2007 La linea è stata nominata "Compagnia di Navigazione dell'anno" dalla Lloyds Loading List.

Nel 2008 è stato inaugurato il quartier generale di MSC India, MSC House.

Nel 2008 Forbes gli attribuisce un patrimonio di 2,8 miliardi di dollari dichiarando Gianluigi Aponte il 412° uomo più ricco del mondo.

Nel 2009 diventa uno degli azionisti della CAI (Compagnia Aerea Italiana)  in seguito alla privatizzazione voluta dal Governo italiano.

Nell'ottobre 2010 acquisisce il 51% delle azioni della compagnia navale " Grandi Navi Veloci" che fonderà con SNAV.

Nel novembre 2011 acquista il 51% di "Bluvacanze" “ e "Cisalpina Tour".

Nell'aprile 2011 la MSC si avvicina a quota 2 milioni di TEU nella capacità complessiva della sua flotta.

La compagnia oggi

Il quartier generale della Compagnia é a Ginevra , in Svizzera, la sede operativa a Piana di Sorrento, in Italia, mentre il principale hub* della linea si trova ad Anversa, in Belgio .

La Mediterranean Shipping Company (MSC) , compie 43 anni ed è la seconda Compagnia merci più grande del mondo dopo la danese Maersk-Sealand . Dispone di 420 Agenzie di rappresentanza impiegando un totale di 28.000 persone in tutto il mondo ed è dotata di una flotta di 444 navi da carico che scalano 306 porti di tutti i continenti. Si tratta di un record decisamente storico per la compagnia.

Concludiamo con il formidabile elenco delle navi della MSC Crociere:

MSC MAGNIFICA, MSC FANTASIA, MSC POESIA, MSC MUSICA,  MSC LIRICA, MSC ARMONIA, MSC DIVINA, MSC SPLENDIDA, MSC PREZIOSA, MSC ORCHESTRA, MSC OPERA, MSC SINFONIA, MSC MELODY.

Com’é noto, grazie a queste modernissime navi passeggeri, la MSC si é strategicamente posizionata tra i due gruppi CARNIVAL CORPORATION e ROYAL CARRIBEAN INTERNATIONAL che fino a qualche anno fa si dividevano, incontrastate, il mercato mondiale delle crociere.

* Hub Port: porto nodale scalato dalla nave “madre” sul quale converge e dal quale muove il traffico smistato dalle navi “feeder”.

Carlo GATTI

Rapallo, 24.12.2012

 

ALBUM FOTOGRAFICO

(Archivio Pino Sorio)