SIMONETTA PETTAZZI PREMIATA CON LA FIAMMA DELLA PACE

 

Conferimento della "Fiamma della Pace" alla Dottoressa Simonetta Pettazzi

 

 

Nel pomeriggio di sabato 20 Maggio 2017, il Museo Marinaro Tommasino-Andreatta ha avuto la gradita visita di Sua Altezza l’Arciduca d’Austria Markus d’Asburgo-Lorena, pronipote di Francesco Giuseppe ed Elisabetta d’Austria e del   Colonnello delle Forze Armate  Austriache  Ingegner Karl Skrivànek,  presidente della O.M.V.

Österreichischer Marineverband, cioè  l’Associazione Marinai Austriaci che ha il compito di conservare la memoria della Marina Austroungarica.

Gli ospiti erano accompaganti dal Cavalier Stefano Foti di La Spezia, promotore dell'evento.

La serata è poi proseguita con l'aperitivo offerto nel Salone Mastro Checco dell'Antica Casa Gotuzzo, nel Rione Scogli di Chiavari e con la cena nel ristorante attiguo "il Vecchio Borgo" dove, al termine, è stata offerta una torta con l'effige dello stemma riportato nello stendardo dell'Impero Austro Ungarico.

Per finale non poteva mancare un tocco di delicatezza da parte dei nobili ospiti.

Dopo lo scambio dei Crest e di altre importanti pubblicazioni avvenute nelle sale del  Museo Marinaro, al Comandante Ernani Andreatta è stato donato un bellissimo volume dal titolo "La Guerra Navale 1914-1918",  a cura del compianto  Achille Rastelli e Alessandro Massignani,  mentre  alla Dottoressa Simonetta Pettazzi, è stata conferita la medaglia della "Fiamma della Pace".

"La Fiamma della Pace", è una Associazione per la promozione della pace, fondata da Sua Altezza Imperiale e Reale Arciduchessa Margarete Herta Asburgo-Lorena e dal suo vice-presidente nella persona di Sua Altezza  Imperiale e Reale Arciduca Sandor Asburgo-Lorena, diretto discendente dell'Imperatrice e Regina Maria Teresa del Sacro Romano Impero Germanico che fu  Arciduchessa d'Austria, Regina d'Ungheria, Boemia, Croazia. L'associazione si prefigge di promuovere la pace laddove questa è minacciata da interessi nazionali o di parte, con interventi presso le opportune sedi governative o rappresentanze locali.

E’ molto attiva in tutta Europa in particolare nell’Europa dell’Est e nei Balcani non escludendo peraltro paesi del Medio Oriente. L’appartenenza a questa Associazione di "Diritto Austriaco",  è titolo di merito personale e coinvolge i membri nel sostegno morale alle attività, salvo altri impegni di natura volontaria a carattere più operativo.

La "Fiamma della Pace" può essere  conferita in diverse forme.

Al comune di Montesilvano, nell'agosto del 2015,  la Fiamma della Pace, è stata conferita in forma di monumento in legno. Così,  il sindaco Francesco Maragno ha accolto la principessa Herta Margareta, e  l'arciduca Sandor d'Asburgo, giunti a Montesilvano, insieme al colonnello Karl Skrivànek. «Oggi - ha detto il Sindaco - abbiamo il dovere di insegnare, diffondere, difendere e promuovere gli ideali di libertà, di tolleranza, di solidarietà e di rispetto che costituiscono il miglior antidoto contro ogni sorta di discriminazione fra i diritti delle persone e delle genti».

L'11 Marzo 2017 a Montecarlo, in occasione della cerimonia per il "Premier  Wiener Bal - Printemps Monaco" evento di grande risonanza organizzato in nome della Tradizione, della Cultura e della Pace, nel salone  Bellevue del Café de Paris, la principessa Herta Margareta e  l'Arciduca Sandor d'Asburgo, hanno consegnato al giornalista sanremese Roberto Pecchinino  il prestigioso premio Internazionale "Fiamma della pace 2017", importante riconoscimento aperto a politici, diplomatici, rappresentanti dei media e attivisti di pace.

Il simbolo della Fiamma della Pace, in questo caso, era rappresentato da una scultura in legno di una fiamma,  montata su una base di pietra.

Nella foto, il Colonnello Karl Skrivanek con il Cavaliere Stefano Foti in rappresentanza dei Marinai d’Italia e Simonetta Pettazzi.

Conferimento della FIAMMA DELLA PACE alla Dott.ssa Simonetta Pettazzi nel Salone Mastro Checco dell’Antica Casa Gotuzzo di Chiavari. Da sinistra il Colonnello Karl Skrivanek e L’Arciduca MARKUS d’Asburgo Lorena.

Ovviamente, la dottoressa Simonetta Pettazzi non ha i titoli internazionali dei meriti sopra descritti ma ha riscosso subito la simpatia dei nobili ospiti sia nella visita  al Museo Marinaro che nell'accoglienza  di benvenuto nel Salone "Mastro Checco" dell'Antica Casa Gotuzzo per le sue innate doti  di cordialità, gentilezza e  cortesia !

Pertanto il conferimento della Fiamma della Pace alla Dottoressa Simonetta Pettazzi di Chiavari, sotto forma di medaglia dorata e smaltata, è ben giustificata anche in questo caso.

Foto di gruppo

Da sinistra il Com.te C.F. Marco Rainoldi, Enrico Paini, Francesca Perri, Simonetta Pettazzi, Paola Ferraris, Giancarlo Boaretto, Il Comandante della Scuola TLC C.V. Giuseppe Cannatà, Il Colonnello Karl Skrivanek, Ernani Andreatta, un amico del Duca di Zoagli, quindi Jasmine, sorella del Duca Canevaro, il Duca di Zoagli Emanuele Canevaro,   l’Arciduca Markus D’Asburgo Lorena, Franco Casoni, Giovanni Demartini, ed il Ten. Colonnello Vito Casano.

La Cerimonia si è svolta nel Salone Mastro Checco dell'Antica Casa Gotuzzo alla quale assistevano il Cavalier Stefano Foti, promotore dell'evento, il Tenente Colonnello Vito Casano in rappresentanza della Scuola Telecomunicazioni Forze Armate di Chiavari, Ernani Andreatta Fondatore del Museo Marinaro e i Curatori Giancarlo Boaretto e Paola Ferraris.

Comandante Ernani Andreatta

Mare Nostrum Rapallo

Rapallo,  20 giugno 2017

 


 

 

 

 

 



A BORDO CON IL PILOTA. Libro di John GATTI

 


È normale elencare le qualità e i pregi di un prodotto ma, per non creare false aspettative, preferisco cominciare con il dire cosa non troverai in questo testo.

Quindi, cosa non c'è nel libro A bordo con il Pilota:

Non è un testo puro di teoria della manovra.

Al suo interno sono presenti formule matematiche, ma nel limite in cui restano utili all'obiettivo finale. Non vengono spinte oltre per non perdere di vista l'aspetto pratico.

Cosa offre A bordo con il Pilota:

È un anello di giunzione tra teoria essenziale e pratica.

Offre il punto di vista di un professionista della materia.

Riporta i fondamentali scaturiti da esperienze vissute e commenti a manovre realmente eseguite.

Espone i fatti con obiettività, arricchendoli con consigli che nascono da situazioni concrete.

Descrive la  portualità osservando i passaggi essenziali dal Ponte di Comando.

A bordo con il pilota ha oltre 100 elementi grafici tra disegni  e foto. I primi curati da Garipoli Maurizio, Pilota del Porto di Ravenna, le seconde da Fabio Parisi, lupo di mare attraversato da vene artistiche profonde.

A chi interessa A bordo con il Pilota:

Interessa chi vuole conoscere meglio la manovra, i suoi strumenti, i pericoli e le soluzioni, ma anche i rapporti che legano diverse realtà che collaborano nel campo marittimo.

Si rivolge a chi vuole approfondire la conoscenza di un mondo "particolare" entrandoci dentro, e a chi va per mare e necessita di affinare determinate competenze.

Non è un testo scolastico, ma è comunque utile allo studente di qualsiasi livello in quanto affronta argomenti didattici legandoli a finalità assolutamente pratiche.

Sicuramente utile all'allievo che deve affrontare le difficoltà proprie dell'anno di training, ma anche a tutti coloro che hanno a che fare con il mare e con il mondo dello shipping.

Un valore aggiunto di assoluto prestigio è dato dalla precisa, profonda e coinvolgente prefazione del Professor Sergio Maria Carbone, Professore Emerito di Diritto dellUnione Europea, Università di Genova.

 

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A CURA DI MARE NOSTRUM RAPALLO

Webmaster Carlo GATTI

20 Giugno 2017



NAVIGANDO CON L'HURTIGRUTEN...

 

NAVIGANDO CON L’HURTIGRUTEN...

Navigando nel Trollfjord


Abbiamo riportato la mappa del tratto integrale del viaggio sul quale si può osservare la rotta dei postali dell'Hurtigruten (linea rossa) da Bergen a Kirkenes. Non occorre essere esperti capitani di lungo corso per capire quanta perizia sia necessaria per trasformare le oggettive difficoltà nautiche in semplice routine giornaliera.

Intorno al 1970 il mondo dei trasporti voltò pagina. Gli aerei sostituirono le navi di Linea e queste si convertirono in navi da crociera. La norvegese Hurtigruten fu l’unica Società che sopravvisse a quel passaggio epocale e continuò la sua Linea conservando a tutt’oggi le iniziali caratteristiche di trasporto merci e passeggeri. Oggi le sue 13 navi sono in grado di sostenere, con gran successo, la concorrenza delle blasonate navi da crociera che a flotte visitano le bellezze naturali della Norvegia.

- Collegamenti marittimi per tutti i mesi dell’anno tra le città della Norvegia, molte delle quali sarebbero completamente isolate.

- Collegamenti commerciali con transiti di merci lungo tutto il territorio Nord-Sud.

- Ottimi investimenti nelle costruzioni di navi eleganti e funzionali anche per il settore crocieristico nella bella stagione.

Il pieno successo di questa Società è quindi dovuto alla ormai collaudata capacità manageriale di adattare le proprie navi, il proprio personale e le strutture di terra a questa triplice domanda di SERVIZI.

Questa foto ripresa dalla M/n Richard With (larghezza 20 metri) rende una parziale idea dello stretto di Stokksund (poco a nord di Trondheim) che è largo appena 70 metri. La rotta di ritorno prevede il passaggio notturno di questo stretto.

Dobbiamo subito dire che i comandanti norvegesi, disponendo del PEC (patente di pilotaggio), portano i turisti a sfiorare i punti più attraenti della rotta costiera che oggi è considerata, non a torto, la più spettacolare del mondo. Per chi non ha problemi di denaro e di tempo, il viaggio Bergen-Kirkenes e ritorno, dura due settimane e scala ben 36 porti, ma in pratica il turista può salire e scendere dove meglio crede, programmando le soste e le escursioni dei suoi sogni: a partire proprio dal Sognefjord (Bergen), per continuare nel ramificato Geirangerfjord (Ålesund) dentro il quale rimarrà senza parole dinanzi alle cascate che precipitano in mare da centinaia di metri d’altezza.

La natura mozzafiato s’intreccia con le baie dove si avvistano balene, orche e aquile di mare durante le loro abbuffate stagionali.

Navi moderne, equipaggi efficientissimi, ottima cucina internazionale, natura splendida, sono questi gli ingredienti di una vacanza che i norvegesi hanno affinato e perfezionato nel tempo per lasciare nel turista un ricordo indelebile.


Le sette sorelle nel fiordo di Geiranger

Ma c’è un aspetto del viaggio che merita di essere rilevato, ed è il contatto giornaliero con gli abitanti dei porti scalati, che ci permette di scoprire ad esempio, che gli aristocratici abitanti di Bergen hanno un tratto in comune con i nostri Leghisti forse perchè ricordano, con nostalgia, d’essere stati un importante baluardo commerciale della Lega Hanseatica.

Si scopre inoltre che quasi tutte le città toccate, grandi e piccole, hanno allestito per i turisti, interessanti e documentati “War Museum” della 2° Guerra Mondiale dei quali, dopo 65 anni dalla fine della guerra, non c’è traccia nel nostro Paese.

C’è persino una Camogli del Nord, si chiama Ålesund e vanta il più antico Istituto Nautico nazionale dal quale escono buona parte di capitani dell’immensa flotta mercantile che, pensate, è piazzata ai primissimi posti nella classifica mondiale, pur avendo soltanto 3,5 milioni d’abitanti.


La facciata ovest, iniziata nel 1248, è la parte più caratteristica della cattedrale di Nidaros (antico nome della città di Trondheim). La chiesa ospita anche celebrazioni liturgiche di fedi diverse: cattoliche, greco-ortodosse, copte e anglicane. La musica ha un ruolo importante nella vita religiosa della cattedrale, e ci sono ben 5 cori con un totale di 300 cantori.

Proseguendo verso nord, si scala Trondheim che incorona i suoi Reali nella più antica cattedrale della Norvegia, chiamata Nidaros che fu un caposaldo del cattolicesimo scandinavo prima di M. Lutero.

L’ultimo porto che si tocca prima d’entrare nel Vestfjord, è Bodø, capitale delle aringhe. La città fu ricostruita interamente dopo i bombardamenti dei tedeschi nel maggio del 1940. D’obbligo è la visita del Museo dell’Aviazione che è tra i più importanti al mondo.


Hamnøy-Lofoten

Il viaggio prosegue per Stamsund e Svolvær (isole Lofoten). La patria del merluzzo (stoccafisso e baccalà) accoglie il turista con una cintura di picchi alti, neri e lunari e ci si trova al centro di curiosi villaggi di pescatori che vivono in casette di legno colorato, poggiate su palafitte che assorbono le variazioni della marea (circa tre metri) e oggi sono diventate, solo in parte, confortevoli e ospitali Bed & Breakfast con possibilità d’alloggio completamente arredato. Qui, la sosta riveste un significato particolare per noi italiani, sia per lo stoccafisso di cui siamo i maggiori consumatori (ne abbiamo già scritto sul MARE) sia per la storia dell’ammiraglio veneziano Quirini che naufragò da queste parti e lasciò, insieme al suo equipaggio, indiscutibili segnali nella toponomastica locale, ma anche negli occhi e nei capelli scuri della popolazione. Avevano fatto naufragio nella piccola isola di Røst durante la stagione della pesca al merluzzo e i pescatori si trovavano al largo in ben altre cose affaccendati...


Si tratta, in buona sostanza, di un turismo particolare, nel quale si respira l’atmosfera di un mondo discreto, riservato e lontanissimo dagli schiamazzi sud-europei. Qui la gente è semplice, genuina e riesce ancora a meravigliarsi delle albe boreali, del sole che non tramonta mai d’estate e dell’oscurità invernale che è mitigata soltanto dal tenue riflesso della neve sui pendii.


Una bella immagine della RICHARD WITH


La Richard With nel porto di Ålesund. La nave costruita nel 1993, ha una stazza di 11.200 tons, una lunghezza di 122 metri, può trasportare 691 passeggeri, 45 auto ed ha una capacità di stiva di 1005 mq. A destra la passeggera Gun Oskarsson in escursione con  il marito, autore di questo servizio.

La Norvegia con i Postali dei Fiordi

La Storia dell’Hurtigruten

La linea postale dei fiordi Bergen-Kirkenes e ritorno, scala ben 36 porti e porticcioli; le tredici navi che compongono la flotta sono le eredi di ben 70 navi che le hanno precedute dalla sua fondazione.

La storia di questa società di navigazione è nota con il nome di HURTIGRUTEN e merita un brevissimo racconto.

La conformazione geografica della Norvegia è caratterizzata da innumerevoli isole rocciose (il cosiddetto skjargård, o giardino degli scogli), che fronteggiano le coste per tutta la sua lunghezza: si tratta per lo più delle aguzze sommità emerse di un'esigua piattaforma costiera frantumata dalle erosioni marine e glaciali.


Questa foto con i gabbiani in controluce, ci racconta la Norvegia più di tante parole.

Come abbiamo già detto all’inizio, a causa di questa sua tipicità, la Norvegia ha sviluppato più linee di navigazione che strade, autostrade e ferrovie. Il collegamento tra le piccole e grandi città della costa è sempre stato più rapido via mare, sia per la temperatura della Corrente del Golfo che non permette la formazione di ghiaccio lungo la frastagliata linea costiera, sia perchè intorno all’industria del pescato, è sempre gravitata la maggiore economia del Paese: l’industria ittica.

L’antico problema dei collegamenti tra il lontano Nord e il meridione del Paese, fu sempre all’ordine del giorno dei Governi fin dall’inizio della Rivoluzione Industriale, ma subì un notevole ritardo a causa degli irrisolti problemi nautici dovuti al buio invernale e alle tempeste da ovest; le navi erano piccole, di legno e non esisteva il radar...

La svolta arrivò nel 1891. Inizialmente l’idea governativa di costituire una linea celere che avrebbe collegato via mare Trondheim (centro-Norvegia) con Hammerfest (nord-Norvegia), fu declinata dalle due maggiori compagnie marittime del tempo, perchè ritenuta troppo pericolosa, se non impossibile. A quel tempo esistevano soltanto due carte nautiche idrografiche e 28 fari a nord di Trondheim.

La sfida fu tuttavia accolta dal capitano Richard Whit che aveva raccolto, nel frattempo, dati idrografici d’estrema importanza e attendibilità sulla navigazione costiera del percorso indicato.

Contro ogni previsione, la sua disponibilità ad intraprendere il viaggio fu accettata con grande interesse dallo Stato. Il 2 luglio 1893 la m/n Vesterålen, al comando del coraggioso R. With, salpò da Hammerfest ed inaugurò la linea. L’impresa ebbe grande risonanza e diede il via ad una vera rivoluzione nei trasporti navali norvegesi.

Nacque in questo modo la Linea dell’Espresso Postale, una vera istituzione nazionale, che prese il nome di HURTIGRUTEN il cui significato è riferito alle parole norvegesi “Hurtig” (rapido) e “Ruten” (strada).

Il pionieristico viaggio della Vesterålen favorì tante opportunità, sia per la popolazione che per l’economia costiera e nazionale. Un esempio rilevante è indicato dalla velocità del servizio postale: in passato erano necessarie tre settimane d’estate e cinque d’inverno per consegnare a Hammerfest una lettera spedita da Trondheim, con l’Hurtigruten, il tempo si riduceva a qualche giorno.


Tra i meridiani e i paralleli di questo segnale, passa il Circolo Polare Artico (lat. 66° 33’ Nord).

Con un colpo di magia, cessò il millenario isolamento dei più sperduti villaggi a nord del Circolo Polare Artico. Con l’impiego di navi sempre più moderne, aumentarono anche i porti che erano scalati regolarmente di giorno, di notte e durante tutto l’anno sulle due direttrici: nord-sud. Insieme alla merce cominciarono a viaggiare anche i norvegesi che non avevano altro mezzo per muoversi in un paesaggio tanto affascinante quanto difficile e per certi versi ostile.


Navigazione “molto” costiera tra gli scogli dell’arcipelago norvegese.

Un aspetto interessante di questa storia è che la linea Hurtigruten diventò, da quel maiden voyage, una fucina d’esperti comandanti e ufficiali che in qualsiasi condizione meteo portano a compimento i loro viaggi navigando a poche decine di metri dagli scogli, con la stessa perizia di un pilota portuale abituato a sfiorare letteralmente le dighe e le banchine portuali. Questa specializzazione, una volta acquisita, va ad integrare la loro professionalità di comandanti d’altomare, che in precedenza era limitata alla gestione della navigazione in spazi aperti, quando il loro occhio non era sufficientemente esercitato a districarsi in passaggi ristretti d’indubbia pericolosità.

Dinanzi a tanto coraggio e abilità di manovra occorre fare chapeau alla tradizione marinara norvegese che, occorre precisarlo, non è certo figlia dell’improvvisazione. Per ogni marinaio di queste parti, cimentarsi sulla rotta dell’Hurtigruten, rappresenta il rito d’iniziazione ad una vita difficile che presuppone la perfetta conoscenza di migliaia d’isole, nonché la miriade di scogli che affiorano con la bassa marea e spariscono sotto il pelo dell’acqua con l’alta marea.

Arte marinaresca e tradizione sono scritte sul biglietto da visita di questi comandanti nordici che fin dall’infanzia sono abituati a sfidare le tempeste, il freddo e il ghiaccio per sopravvivere. Non si passa vicino agli scogli soltanto per poterli ammirare...o per esibizionismo, la vera ragione è che la nave deve seguire il percorso più sicuro, ma anche il più breve, perchè da sempre:

TIME IS MONEY

Hurtigruten, il Postale dei Fiordi – crociera da Kirkenes a Bergen (rotta sud).

Viaggio: 6 giorni/5 notti, partenze giornaliere

Le 11 navi della flotta Hurtigruten tutti i giorni dell’anno solcano le acque atlantiche della Norvegia collegando tra loro Bergen, la “Capitale dei Fiordi”, e Kirkenes, nell’estremo nord, a ridosso del confine russo.

Tra di loro altri 32 scali: importanti città come Trondheim e Tromsø; insediamenti dalla storia millenaria; piccoli villaggi di pescatori; le pittoresche isole Lofoten, con le montagne a strapiombo sul mare; il massiccio di Capo Nord, punto più settentrionale del continente europeo e tappa mitica per i viaggiatori di ogni epoca. E soprattutto la linea del Circolo Polare Artico, superata la quale si entra nell’area caratterizzata dagli straordinari fenomeni del sole di mezzanotte in estate e dell’aurora boreale nella stagione invernale.

Durante la navigazione lungo la costa norvegese, l’Hurtigruten attracca in 34 porti: in alcuni di questi il tempo di sosta è limitato, in altri la sosta è più lunga, con tempo a disposizione per una visita individuale o per partecipare alle escursioni a terra organizzate dal commissario di bordo.

 

La flotta dei Postali dei Fiordi

12 navi che navigano lungo la costa norvegese variano per dimensioni ed età.

MS SPITSBERGEN


La nave più recente, la MS Spitsbergen, prende il nome dall’isola di Spitsbergen nell’arcipelago delle   Svalbard, la corona Artica della Norvegia. Gli interni di questa nave moderna ed eco-sostenibile sono stati disegnati dalla svedese Tillberg, il più importante studio di architettura e interni nautici al mondo.


MS FINNMARKEN


A bordo della MS Finnmarken si trova una combinazione tra l’atmosfera rilassata di Hurtigruten e un tocco di lusso. La nave è arredata e decorata splendidamente nello stile Art Deco, con colori vividi, forme geometriche ardite e decorazioni sfarzose. È l’unica nave della flotta ad essere dotata sia di una piscina che di vasche idromassaggio sul ponte.

 

MS MIDNATSOL


La MS Midnatsol (Sole di Mezzanotte) è dedicata all’estate norvegese. Le luminose decorazioni interne sono ispirate al caldo clima estivo, un tema che si riflette anche nei numerosi esempi di arte norvegese moderna esposti a bordo. Il salone panoramico a due piani della MS Midnatsol permette alla luce naturale di riversarvisi all’interno e garantendo viste panoramiche straordinarie.

 

MS TROLLFJORD


Questa nave prende il suo nome dal famoso fiordo Trollfjord nel nord della Norvegia. Gli interni sono confortevoli con un ampio impiego di legno e pietra norvegese. Lo spazioso salone panoramico a due piani sopra la prua e le ampie vetrate permettono alla luce naturale di illuminare la nave garantendo al tempo stesso viste straordinarie per i nostri ospiti.


MS NORDNORGE



“Nord-Norge” si traduce: Norvegia del Nord, una regione situata a nord del circolo polare artico. I nuovi interni, eleganti e con un moderno tocco nordico, riflettono il paesaggio ruvido e mozzafiato della Norvegia artica. Dopo giornate passate a sperimentare l’ampia selezione di escursioni e attività, la sera ci si può rilassare nell’elegante atmosfera marinara di bordo.


MS NORDKAPP


La MS Nordkapp prende il nome da Capo Nord, uno dei pezzi forti del viaggio a bordo di Hurtigruten che, ad una latitudine di 71° N, è il punto più a nord dell’Europa continentale. La nave è completamente equipaggiata con il suo team di esplorazione. Gli interni in stile scandinavo sono eleganti ma non pretenziosi, creando il contesto ideale per un’esplorazione dinamica della costa norvegese.


MS KONG HARALD


Pur dovendo il suo nome a re Harald di Norvegia, questa nave rinnovata offre interni moderni ed eleganti con un’atmosfera molto rilassante. Molti dei materiali utilizzati a bordo sono naturali, come il legno, l’ardesia e il cuoio. La paletta dei colori riflette i diversi paesaggi costieri che i  turisti incontreranno durante il viaggio.


MS NORDLYS



La nave MS Nordlys prende il nome dallo spettacolare fenomeno dell’Aurora Boreale. Le opere d’arte, le decorazioni e i colori a bordo della nave si ispirano alla magia di questo spettacolo di luci.


MS RICHARD WITH


Bodø: incontro tra una riproduzione di una barca vikinga e un Postale Hurtifìgruten

La nave MS Richard With prende il nome dal fondatore di Hurtigruten. A bordo si apprezzano le decorazioni della celebre famiglia Harr. I saloni panoramici viziano l'esigente turista con viste indimenticabili sul panorama circostante.

 

MS POLARLYS


La nave Polarlys-Hurtigruten nel Geirangerfiord


MS «Polarlys» sotto il ponte Sortlandsbrua.


Polarlys una parola norvegese che indica il fenomeno dell’aurora boreale. I nuovi interni della nave richiamano lo stupefacente panorama costiero della Norvegia, con la gamma di colori che va dal marrone e l’arancione del terreno alle sfumature verdi e blu del mare e dei fiordi.

 

MS VESTERÅLEN



La MS Vesterålen prende il nome dalla prima nave della flotta Hurtigruten a navigare lungo la costa nel lontano 1893. La nave è caratterizzata da luminosi saloni e vivaci aree comuni. Grazie alla bassa capacità di posti a bordo e la possibilità di toccare con mano la storia di Hurtigruten, un viaggio sulla MS Vesterålen è senza dubbio un’esperienza unica.

 

MS NORDNORGE


 

MS FRAM


Una nuova nave, la Fram, chiamata così in onore della nave Fram della spedizione di Fridtjof Nansen è stata costruita alla fine del 2007 per sostituire le veterane Lofoten e Nordstjernen.


ALBUM FOTOGRAFICO


Vesteraalen fu la prima nave HURTIGRUTEN

Il percorso dell'Hurtigruten è nato nel 1893 da un progetto governativo per incrementare le comunicazioni lungo la costa della Norvegia. Originariamente solo una compagnia di navigazione, la Vesteraalens Dampskibsselsskab (VDS), era disposta a intraprendere il lungo e pericoloso viaggio, in particolare durante il lungo e buio inverno. Hurtigruten, che si può tradurre come il viaggio espresso, ha rappresentato un'innovazione notevole per le comunità lungo il percorso, se prima la posta per arrivare dalla Norvegia centrale ad Hammerfest impiegava 3 settimane in estate e 5 mesi in inverno, ora avrebbe potuto impiegarci solo 7 giorni.

Nel 1894, dato il successo dell´impresa, altre due compagnie norvegesi richiesero allo stato la concessione di operare sotto le insegne Hurtigruten, e già nel 1898 la rotta venne estesa a Sud fino a Bergen, porto di partenza delle navi e poco più tardi anche a Nord fino a Kirkenes, al confine con la Russia. Del 1894 è anche il primo catalogo riservato alla Francia e alla Gran Bretagna, non solo per le merci ma anche per i passeggeri, nasceva già da allora il turismo crocieristico dell´area. Incoraggiate dal successo iniziale della Vesteraalen, molte altre compagnie ottennero la concessione statale per poter effettuare il viaggio; espandendo così il servizio dell'Hurtigruten fino al livello attuale. Nel 1912 viene introdotta la prima Finnmaker, nome che segnerà la storia dell´azienda, la seconda Finnmaker del 1956, è oggi, un museo su terra che ci illustra l'evoluzione dell´azienda nei secoli. Nel 1925, inoltre, il britannico Yacht Alexandra viene ceduto all´azienda. Esso, sotto il nome Prins Olav, con i suoi 20 nodi rappresentava la nave più veloce operante nei mari norvegesi.

L´arrivo del nuovo millennio, e il “boom” crocieristico segna anche una fase di notevole espansione per Hurtigruten, nel 2002 si dà avvio al piano di costruzione delle nuove moderne navi da crociera e nel 2003, per la prima volta nella storia dell´azienda, una nave del gruppo viene inaugurata al di fuori dei confini statali, ad Amburgo, in Germania.


L'antica nave FINNMARKEN, (precedente all'attuale Finnmarken) costruita nel 1956, è stata convertita in museo su terra ed è usata per mostrare come l'Hurtigruten si è evoluto nel corso degli anni. Ci sono ancora due navi, tuttora funzionanti, risalenti agli stessi anni della vecchia Finnmarken, la Nordstjernen (costruita nel 1956) e la Lofoten (1964), anche se vengono utilizzate solo in sostituzione delle ben più lussuose navi che effettuano le crociere antartiche durante lo stesso periodo. Tutte le altre navi sono costruite tra il 1982 e il 2003, la maggior parte tra la fine degli anni novanta e l'inizio del 2000.



SIRIUS -  Fu la seconda nave costruita nel 1809 per il traffico Hurtigruten


M/s ERLING JARL consegnata nel 1949


M/s NORDSTJERNEN



M/s LOFOTEN


(Scipione D'Este in viaggio di nozze con Hanna Karen Gatti)

Tre foto del Torghatten, il monte con il buco.... (Archivio dott. S.D'Este)

Torghatten is a granite mountain on Torget island in Brønnøy  municipality in Nordland  county, Norway. It is known for its characteristic hole, or natural tunnel, through its center. It is possible to walk up to the tunnel on a well-prepared path, and through it on a natural path.

Incontro con una nave sociale RICHARD WHIT Hurtigruten

Varata ad Oslo nel 1964, la MS Lofoten offre un viaggio nei ricordi tra atmosfere intime ed informali. La nave prende il nome dalle isole Lofoten, poco a nord del Circolo Polare Artico. La storia di Hurtigruten è al centro della navigazione sulla MS Lofoten. Godetevi saloni unici e ponti panoramici perché questa “vecchia signora” è unica.


LA FLOTTA  HURTIGRUTEN DAL 1893

Nome                  Varo -  Arma. - In servizio

DS VESTERÅLEN: ..........1891   ----   VDS    ---  1893-1941

DS SIRIUS: ...................1885   ----   BDS    ---  1894-1895

DS OLAF KYRRE:............ 1885   ---  NFDS  --- 1895, 1899-1903

DS ERLING JARL: ..........1895   ---  NFDS  --- 1895-96, 1897-41,42-43

DS JUPITER:.................. 1856   ---   BDS   ---  1896-97, 1904, 1907-10

DS ORION: .....................1874 ------ BDS    --- 1898-1903

DS KONG HALFDAN: .......1874   ---   NFDS   ---1898-1907

DS CAPELLA: .................1885   ---   BDS     ---1898-1905, 1910-'12

DS RØST:....................... 1898   ---   VDS     --- 1899-1919

DS ASTRAEA:................. 1900   ---   BDS     --- 1900-1910

DS HAAKON ADALSTEIN: 1873  ---   NFDS    ---1902, 1905-'30

DS LYRA:........................ 1905  ---   BDS      ---1905-1913

DS SIGURD JARL: ...........1894  ---   NFDS  --- -1907-1940

DS RICHARD WITH: ....... 1909  ---   VDS   -----1909-1941

DS MIDNATSOL: ............. 1910  ---   BDS   ---- 1910-1950

DS POLARLYS: .................1912 ---   BDS  ----  1912-1951

DS FINMARKEN:.............. 1912  ---   VDS  --- - 1912-1956

DS HERA:........................ 1889   ---  BDS   ---  1913-1931

DS HAAKON JARL: ...........1879  ---   NFDS ---  1914-1924

DS OLAF TRYGVESØN: .....1876  ---   NFDS ---  1919-1921

DS KONG HAAKON:......... 1904  ---   DSD  --- --  1919-27

1941-44, 1946-50

DS KONG HARALD: --------1890  ---    NFDS  --- 1919-1950

DS NEPTUN: ....................1890  ---    BDS    --- 1919.1921

DS HAAKON VII : ............1907   ---    NFDS  --- 1923-1929

DS DRONNING MAUD:..... 1925   ---    NFDS  --- 1925-1940

DS SANCT SVITHUN: .......1927   ---    DSD    --- 1927-1943

DS MIRA: ........................1891   ---    BDS    --- 1927-1937, 1941

DS KONG GUDRØD: .........1910   ---    NFDS  --- 1930-1935

DS IRMA:........................ 1905   ---     BDS   --- 1931-1944

DS PRINSESSE RAGNHILD: 1931  --    NFDS   -- 1931-1940

DS LOFOTEN:.................... 1932 ......... VDS ---- 1932-1964

DS NORDNORGE……….........1924 …........ODS ……  1936-1940

DS PRINS OLAV ………..........1907…….....NFDS…….1937-1940

DS NORDSTJERNEN…..........1937……......BDS……..1937-1954

DS ARADNE……………...........1930……......BDS……. 1939-1940

DS BARØY ………………..........1929……......ODS…….1940-1941

DS RYFYLKE……………...........1917……......DSD……..1940-1941

MS HADSEL……………….........1940……......VDS……..1941-1950

MS RAGNVALD………….........1930……......NFDS…….1942-1956

DS SIGURD JARL……...........1942……......NFDS…….1942-1960

DS CHRISTIANIA……..........1895........DSD-NFDS....’44,’47,’48

DS SKJERSTAD………...........1925.............NDS……..1945-1958

DS LYRA………………….........1012............BDS……....1945-1950

DS TORDENSKJOLD…..........1906…........NFDS……..1946-1950

DS OSLO………………….........1929..........DS.NFDS……....1948

DS OTTAR JARL………..........1929……....NFDS…….1947-1948

DS SALTDAL……………........1884…........NDS………1946-1950

DS DRONNINGEN……..........1894….........VDS……1941-1946

DS LYNGEN……………….......1931…..........TFDS…..1948-1949

MS ERLING JARL……...........1949…........NFDS…….1949-1980

MS MIDNATSOL……….........1949…..BDS,TFDS...... 1949-1983

MS VESTEÅLEN………...........1950…......VDS……….1950-1983

MS SANCT SVITHUM...........1950….......DSD………1950-1962

DS KRONPRINSESSE MÄRTA .1929…..DSD……..1950-1962

MS ALTA……………………......1950….........FFR…1950.52.53.58

MS SORØY...........................1950..............FFR.......1950-1965

MS NORDLYS.....................1951.......BDS,TFDS......1951.1983

MS HÅKON JARL.................1952.....NFDS,ODS.....1952-1982

MS POLARLYS…………........1952......BDS,TFDS.....1952-1993

MS BARØY…………….......1952……....ODS…….. 1953-1964

MS SALTEN………………......1953…..SDS…1953-59,1962-64

DS JUPITER........................1916.....BDS............1954-1955

MS METEOR.......................1965....BDS............1955-1958

MS NORDTJERNEN............1956..BDS-TFDS.....1956-1994

MS FINNMARKEN...............1956...VDS-OVDS...1956-1994

RAGNVALD JARL..............1956…NFDS-TFDS..1956-1995

MS HARALD JARL.............1960..NFDS-TFDS..1960-2001

LOFOTEN………………….....1964.VDS-FFR.OVDS-HRG-’64

MS KONG OLAV……….......1964.DSD-VDS-OVDS, 1964-’97

MS NORDNORGE...............1964..ODS-OVDS..1964-1996

MS MIDNATSOL................1982..TFDS-HRG....1983-2001

MS NARVIK.......................1982..ODS-OVDS...1982-2007

MS VESTERÅLEN...............1983..VDS-OVDS-HRG....1983

KONG HERALD..................1993....TFDS-HRG..........1993

MS RICHARD WITH...........1993....OVDS-HRG.........1993

MS NORDKAP…………........1996…..OVDS-HRG……..1996

MS POLARLYS…………..... 1996…..TFDS-HRG……….1996

MS NORDNORGE…….......1997…..OVDS-HRG………1997

MS FINNMARKEN……......2002….OVDS-HRG……….2002

MS TROLLFJORD.............2002….TFDS-HRG………..2002

MS MIDNATSOL……….... 2003….TFDS-HRG………..2003

MS FRAM…………………....2007…HURT.ASA-HRG….2007

 

 

CARLO GATTI

13 Giugno 2017



L'ULTIMO "PRIGIONIERO" DI RAPALLO

 

L’ULTIMO “PRIGIONIERO” DI RAPALLO



 


Qualche giorno fa ho avuto l’occasione di visitare le segrete del castello cinquecentesco di Rapallo che fino ai primi anni ’50 erano adibite a carcere: sei celle in tutto. Improvvisamente, dopo tanti anni di amnesia, mi è venuto in mente quel tragico episodio che mise fine a quel luogo di detenzione umido e triste, una specie di “isola dei reclusi” dal sapore medievale, che ancora oggi emana un’atmosfera di orrore e paura pensando alle fragorose mareggiate invernali che colpiscono la vecchia struttura come colpi di cannoni. Ne parlai con gli amici della mia età e mi accorsi che nessuno di loro ricordava quel tentativo di evasione dell’ultimo prigioniero recluso che diede luogo al ferimento del guardiano. Pare che anche altri anziani rapallini abbiano rimosso quel brutto ricordo, veramente da dimenticare, tuttavia, la mia memoria ha continuato a galoppare fino a quando ho “inquadrato” visivamente un caro amico, la persona giusta e qualificata per riesumare quell’episodio da “Far west” che, a malincuore, fa parte della nostra storia cittadina.

Italo, noto commerciante di Rapallo, è il figlio di Giuseppe Pocorobba, collega del guardiano Rocco Canacari che fu ferito da un detenuto...

Prima di entrare nel vivo della vicenda, come ti spieghi che in quei primi anni ‘50 era ancora in funzione una prigione costruita nel XVI secolo?

L’istituto penitenziale di Rapallo era un “Carcere Mandamentale” ossia quasi dismesso, nel quale erano detenute le persone in attesa di giudizio per reati lievi, oppure condannate a pene fino a sei mesi.

Italo, sono passati tanti anni, so che eri un ragazzino come me, ma che di quell’avvenimento ricordi tutti i dettagli, per ragioni famigliari a te molto vicine. In questo momento penso che tutti i rapallini e rapallesi ti stiano ascoltando.  Come si svolsero i fatti? Ce ne vuoi parlare?

Il detenuto usava farsi la barba con un rasoio di sicurezza che Rocco gli concedeva di usare. Fu proprio mentre riponeva il rasoio nella valigetta contenente i suoi effetti personali che si rese conto che, celata sotto la biancheria c’era ancora la sua pistola automatica. Da qui nacque l’idea della fuga… e la sua gravissima messa in opera. Giunse il giorno, in piena estate, in cui il detenuto impugnò l’arma e fece fuoco contro il guardiano con più colpi di pistola automatica. Per fortuna soltanto uno dei tre proiettili andò a segno nella nuca di Rocco Canacari fuoriuscendo dall’occhio destro devastandolo ma risparmiandogli miracolosamente la vita. Rocco, vecchia tempra di ex carabiniere resistette all’aggressore e lo respinse mentre questo lo colpiva alla testa, ancora una volta, ma con il calcio della pistola. Alla fine Rocco, sebbene fosse ferito gravemente, riuscì coraggiosamente a barricarsi nel suo ufficio.

Credeva di morire e con il dito intinto nel proprio sangue, scrisse sul grande registro giornale del carcere un messaggio alla moglie raccomandandole i numerosi figli.

Ancora oggi credo che solo la Madonna di Montallegro abbia potuto mettere la sua mano protettiva sul povero Canacari. Infatti, dopo il terzo sparo del detenuto, la pistola s’inceppò.

Il racconto della seconda parte di questa brutta storia riguarda il “salvataggio” di Rocco. La vicenda é molto meno cruda, ma forse più avvincente perché coinvolse più persone e per fortuna molto in gamba...


L’operazione di salvataggio di Rocco Canacari avvenne grazie alla reazione dei due detenuti che si trovavano nelle rispettive celle che danno sulla passeggiata. Vista la scena e capita la situazione, i due cominciarono a urlare gridando attraverso le finestre a “bocca di lupo” per attirare l’attenzione dei passanti. Fu proprio grazie a queste richieste di aiuto che fu possibile allertare le forze dell’ordine. Fu mandato in bicicletta il vigile Gabbiati a casa nostra per avvertire mio padre che subito si precipitò ad aprire le carceri, fu cos’ possibile soccorrere il povero Canacari.

Ed anche qui la Madonna lo aiutò, perché eravamo in procinto di salire sulla carrozza di “Badin” che ci doveva portare in stazione a prendere il treno per Piazza Armerina (Sicilia), paese natale di mio padre. Eravamo in piena estate ed il viaggio era stato programmato da tempo.

Lo sparatore che aveva sognato la fuga, presto si rese conto che non sarebbe più potuto evadere senza le chiavi (dei tre accessi) alla prigione e, in preda al panico, ritornò quasi subito nella sua segreta lato mare, e cadde nella disperazione più totale. Era consapevole del guaio che aveva combinato, ma ormai era troppo tardi.

A quel punto si doveva salvare Rocco che perdeva sangue copiosamente.

Rocco Canacari fu prelevato senza altri danni. Il coraggioso guardiano si riprese e, nonostante la grave invalidità, continuò il suo lavoro nelle nuove carceri costruite nel frattempo nella ex Casa del Fascio. Lavorò fino alla pensione e visse ancora per molti anni.

Un ricordo personale dell'articolista: quando lo sparatore fu prelevato dal carcere per essere trasferito altrove, dovette fare i conti con una folla inferocita che tentò di linciarlo.

Alcuni cenni storici

La costruzione del castello cinquecentesco

Chi non ha mai sentito ricordare, con un certo brivido, l'assalto di Dragut al nostro borgo? Ebbene, dietro a questo nome, che nei documenti dell'epoca è storpiato in Droguth, Draguto, Dragute, Dorghutto ed in tante altre forme, si delinea la minacciosa figura di quel Torghud che, catturato nel giugno del 1540 da Giannettino Doria nella baia di Giralata presso Aiaccio, era finito incatenato al banco dei rematori a bordo d'una delle galee genovesi del grande ammiraglio Andrea Doria.
Ed in questa miserevole condizione avrebbe certamente terminato le sue avventure se Khair-Ad-Din, il più potente corsaro barbaresco, tristemente noto col nome di 'Barbarossa', non avesse posto fine, dopo qualche anno alla sua prigionia provvedendo al pagamento del cospicuo riscatto.
Così Torghud poté ben presto riprendere ancora più spavaldo a correre il mare sotto il vessillo della mezzaluna, gettando ovunque il terrore, in una travolgente ascesa che, di successo in successo, lo porterà prima ad essere il più temuto pirata tra gli 'infedeli' e poi al governo della città di Tripoli. Una palla di cannone, infine, lo ucciderà il 25 giugno 1565 sotto le mura di Malta da lui assediata.


L'assalto al borgo

Nella primavera del 1549 Torghud "Dragut", tornato libero dalla prigionia per mano di Andrea Doria, è pronto ad iniziare una nuova serie di scorrerie. Alle prime luci dell'alba del 4 luglio 1549, le navi turche, che col favore delle tenebre si erano avvicinate alla costa, puntano rapide al cuore della baia rapallese. Gli uomini, su veloci imbarcazioni, prendono terra in tre punti: presso la Porta Saline, alla Marina delle Barche, al centro del litorale, e nel quartiere della Stella, in Avenaggi. Brandendo le armi, i pirati si gettano assetati di preda sulle abitazioni, dilagando in ogni direzione. La sorpresa è assoluta e non si riesce ad organizzare un tentativo di resistenza in qualche modo efficace. Agli abitanti, quindi, non resta che cercare la salvezza con una fuga disperata. Dai documenti si ha notizia della cattura di oltre ventidue rapallesi che, nell'agosto seguente, verranno sbarcati ad Algeri, iniziando per loro indicibili sofferenze e per i parenti il tormento di tentarne il riscatto a prezzo di enormi sacrifici. Ingenti anche i danni materiali subiti dal nostro borgo per la devastazione delle botteghe, dei laboratori artigianali, delle case.

L'assalto subìto il 4 luglio 1549  da parte del pirata saraceno, determinò i rapallesi a perorare presso il Senato genovese l'erezione di un forte a protezione della spiaggia; una delegazione, guidata da Fruttuoso Vassallo, sottopose la richiesta che, sollecitamente, ottenne l'assenso desiderato. Da quel momento, il Castello costituì, con le fortificazioni di San Michele di Pagana, Santa Margherita Ligure, Paraggi e Portofino, il sistema difensivo del golfo Tigullio.

All'inizio del XIX secolo, il castello, armato di cannoni e presidiato da una decina di soldati, mantiene la sua doppia funzione di carcere-baluardo. Dopo l'unità d'Italia, però, iniziano i grandi cambiamenti: il primo ed il secondo piano vengono trasformati per divenire sede della Guardia di Finanza, mentre il piano celle continua a svolgere il suo compito con pochi rimaneggiamenti. Nel 1958, il Comune di Rapallo diviene proprietario del forte e nel 1963 verrà avviato un primo restauro che porterà il castello ad assumere la funzione di sede espositiva.

Il castello di Rapallo, più che un castello vero e proprio, è un fortino di forma rettangolare, con una massiccia parete curva a Sud Ovest, circondato dal mare ed unito alla costa da una sottile striscia di terra. La struttura è composta da un piano destinato alle carceri, due piani superiori, una torre di coronamento ed una garitta aggrappata alla parete Nord Est. Il paramento esterno è quasi completamente in ciottoli e blocchi di pietra a spacco. Alla base, una scogliera frangiflutti artificiale difende il forte dai colpi di mare. La copertura del corpo principale è in sottili lastre di ardesia, mentre la torre termina con una copertura praticabile piana protetta da un parapetto. L'unico accesso attuale consente di accedere direttamente al primo piano attraverso una scala in muratura.

Carlo GATTI

9 Giugno 2017