PORTOGALLO
UNA GRANDE STORIA MARINARA …

La popolazione del Portogallo conta circa 10,4 – 10,7 milioni di abitanti nel 2024-2026
Con una densità di circa 112-115 abitanti per km², concentrata prevalentemente lungo la costa e nell’area di Lisbona. Il paese presenta una lieve decrescita demografica, con una popolazione prevalentemente di origine portoghese (circa il 94%) e una maggioranza cattolica.
La superficie del Portogallo, pari a circa: 92.200−92.400 km2 – corrisponde a poco meno di un terzo del territorio italiano: 302.072 km2
È estensionalmente paragonabile alla somma delle superfici di regioni come Piemonte e Lombardia insieme, o circa il doppio della superficie del Lazio, rappresentando una porzione significativa ma nettamente inferiore alla penisola italiana.
La storia marinara del Portogallo è una delle più straordinarie e influenti epopee della storia mondiale, segnata dall’audacia e dall’innovazione tecnologica.
Nonostante le sue dimensioni ridotte, nel XV e XVI secolo, il Portogallo ha aperto la strada all’era delle scoperte, trasformandosi in un vasto impero commerciale marittimo che collegava Europa, Africa, Asia e Sud America.
I Pilastri dell’Epopea Marinara Portoghese:
Enrico il Navigatore e Sagres:
Nel XV secolo, il principe Enrico promosse sistematicamente l’esplorazione marittima, fondando un centro di studi nautici a Sagres, in Algarve, dove cartografi, navigatori, astronomi e costruttori navali perfezionarono tecniche di navigazione, astrolabi e caravelle.
Innovazione Tecnologica (Caravella e Nau):
I portoghesi perfezionarono la caravella, un’imbarcazione agile con vele latine (triangolari) capace di risalire il vento, fondamentale per esplorare le coste africane e superare le acque inesplorate dell’Atlantico. Per i lunghi viaggi oceanici carichi di merci, svilupparono invece la nau (caracca), più grande e robusta.
Strumenti di Navigazione:
L’uso sistematico di astrolabio, quadrante e bussola permise ai marinai di orientarsi in mare aperto, lontano dalla vista della costa.
Le Rotte Africane e delle Indie:
I navigatori portoghesi metodicamente mapparono la costa occidentale africana. Bartolomeo Diaz nel 1488 doppiò il Capo di Buona Speranza, aprendo la strada all’Oceano Indiano.
Vasco da Gama:
Nel 1498, completò la circumnavigazione dell’Africa, raggiungendo Calicut, in India, e stabilendo una rotta marittima diretta per le spezie, interrompendo il monopolio veneziano e genovese nel Mediterraneo.
Pedro Álvares Cabral:
Nel 1500, navigando verso l’India, la flotta di Cabral deviò verso ovest, scoprendo accidentalmente il Brasile, che divenne poi la più importante colonia portoghese
Ferdinando Magellano:
Sebbene al servizio della Spagna, il navigatore portoghese ideò e guidò la prima spedizione che avrebbe effettuato la circumnavigazione del globo.
Afonso de Albuquerque:
Consolidò l’impero stabilendo basi strategiche a Goa, Malacca e Hormuz, rendendo il portoghese la lingua franca del commercio in Asia per oltre un secolo
L’Impero Commerciale in Asia:
I portoghesi, sotto figure come Alfonso de Albuquerque, stabilirono basi strategiche (Goa, Malacca, Ormuz) per controllare il commercio nell’Oceano Indiano, estendendo la loro influenza fino a Macao in Cina e al Giappone.
Aspetti Affascinanti e Meno Conosciuti:
Lingua Franca: Nel XVII secolo, il portoghese divenne la lingua franca del commercio marittimo in gran parte dell’Asia.
Il Trattato di Tordesillas (1494):
Il Portogallo divise il mondo con la Spagna, tracciando una linea (la raya) che assegnava le terre scoperte a est alla corona portoghese e a ovest a quella spagnola.
Manuelino:
La prosperità marinara ha dato vita allo stile architettonico manuelino, un tardo gotico portoghese ricco di simboli nautici, visibile a Lisbona.
Questi esploratori non solo ampliarono la conoscenza geografica, ma cambiarono anche il commercio globale, portando alla creazione di reti commerciali transcontinentali e alla prima vera globalizzazione.
Questa incredibile storia impressa nelle pietre dei suoi monumenti
Padrão dos Descobrimentos (Lisbona):
Un imponente monumento che raffigura i protagonisti delle scoperte guidati da Enrico il Navigatore.
Torre di Belém (Lisbona):
Punto di partenza e arrivo delle grandi spedizioni, simbolo dell’architettura manuelina ispirata ai motivi marinari.
Museu de Marinha (Lisbona):
Uno dei musei navali più importanti al mondo, che custodisce repliche di navi e strumenti d’epoca.
Fortezza di Sagres (Sagres):
Situata sull’estremità sud-occidentale dell’Europa, dove la leggenda vuole che sia nata la scuola nautica di Enrico
LISBONA
La zona marinara-monumentale di BELEM (Betlemme) è la parte in rosso che guarda l’oceano e l’estuario del Rio Tejo

Mappa dei Quartieri di Lisbona

Lisbona vista da Almada

La Torre di Belem e il Monumento alle Scoperte distano 900 metri come mostrano la frecce rosse

LA TORRE DI BELEM
Il Monumento alle Scoperte si trova nel raggiante quartiere di Belém, situato nella parte Occidentale di Lisbona. Ricco di molteplici attrazioni turistiche, parchi e piazze alberate, è una delle zone più amate da compaesani e turisti.
L’attrazione principale e il monumento più famoso del quartiere è la Torre di Belém, dichiarata dall’Unesco uno dei Patrimoni dell’Umanità. Questa sorge sulle rive del Tago, dal quale un tempo partirono alcune delle spedizioni più importanti tra cui quella di Vasco de Gama. Salendo sulla cima del Monumento delle Scoperte è possibile ammirare il quartiere nella sua interezza e il fiume che costeggia tutta l’area.
MONUMENTO ALLE SCOPERTE

IL MONUMENTO ALLE SCOPERTE (Padrão dos Descobrimentos) a Lisbona, situato nel quartiere di Belém, sulla riva del fiume Tago è una monumentale celebrazione in pietra bianca dell’Età delle Scoperte portoghese (XV-XVI secolo). Originariamente costruito nel 1940 per l’Esposizione del Mondo Portoghese e ricostruito nel 1960, raffigura una caravella con 33 statue di figure storiche chiave guidate da Enrico il Navigatore.
La prima versione del monumento, costruita nel 1940 sotto gli auspici dell’Estado Novo nel contesto dell’esposizione universale Exposição do Mundo Português, fu demolita nel 1958. Realizzata con materiali poco resistenti, era ridotta in condizioni precarie. L’attuale monumento è stato edificato nel 1960 utilizzando cemento e pietra bianca (lioz, pietra calcarea presente nei dintorni di Lisbona, utilizzata in passato anche nella realizzazione della torre di Belém e del monastero dos Jerónimos).
La caravella che costituisce il monumento porta lo scudo portoghese su entrambi i lati e la spada del casato di Aviz sulla porta d’ingresso. Sulla prua della caravella è rappresentato Enrico il Navigatore con una caravella in mano; dietro di lui, in due file discendenti da entrambi i lati del monumento, sono rappresentati gli eroi portoghesi che parteciparono alle scoperte. Sul lato che dà a occidente è ritratto il poeta Camões con un esemplare del suo capolavoro I Lusiadi, il pittore Nuno Gonçalves con una spatola ed inoltre famosi navigatori, cartografi e re. Le sculture presenti sul monumento sono state realizzate da Leopoldo de Almeida.
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Origini e Concezione: Progettato dall’architetto Cottinelli Telmo e dallo scultore Leopoldo de Almeida, fu concepito nel 1940 per celebrare i centenari della fondazione e della restaurazione del Portogallo.
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Costruzione Definitiva: La struttura attuale, realizzata in cemento e pietra calcarea, fu inaugurata nel 1960 per commemorare il 500° anniversario della morte di Enrico il Navigatore.
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Significato Simbolico: Alto 52 metri, il monumento rappresenta la prua di una caravella che si protende verso il fiume Tago, luogo di partenza degli esploratori.
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Figure Raffigurate: Enrico il Navigatore guida una fila di 32 statue, tra cui navigatori (Vasco da Gama, Magellano), cartografi, re, pittori e scrittori, simboleggiando lo sforzo collettivo dell’espansione portoghese.
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Rosa dei Venti: Davanti al monumento si trova una grande rosa dei venti (50 metri di diametro) con un mappamondo che traccia le rotte delle esplorazioni portoghesi, dono del Sudafrica nel 1960.
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Struttura Interna: Il complesso ospita al suo interno un centro culturale con un auditorium, sale espositive e un ascensore per raggiungere la terrazza panoramica.

Monumento aos Descobrimentos – monumento que celebra os grandes descobrimentos portugueses e as figuras históricas

PROFILO EST
Elenco dei personaggi raffigurati
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Afonso V del Portogallo
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Vasco da Gama (scopritore della rotta marittima per l’India)
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Afonso Gonçalves Baldaia (navigatore)
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Pedro Álvares Cabral (scopritore del Brasile)
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Ferdinando Magellano (fu il primo a circumnavigare il globo)
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Nicolau Coelho(navigatore)
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Gaspar Corte-Real (navigatore)
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Martim Afonso de Sousa (navigatore)
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João de Barros (scrittore)
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Estêvão da Gama (capitano di mare)
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Bartolomeu Dias (primo ad attraversare il Capo di Buona Speranza)
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Diogo Cão (il primo ad arrivare al fiume Congo)
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Antonio de Abreu (navigatore)
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Afonso de Albuquerque (secondo viceré dell’India portoghese)
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San Francesco Saverio (missionario)
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Cristoforo da Gama (capitano)
PROFILO OVEST
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Pietro d’Aviz (figlio del re Giovanni I del Portogallo)
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Regina Filippa di Lancaster
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Fernão Mendes Pinto(esploratore e scrittore)
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Gonçalo de Carvalho, (missionario domenicano)
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Henrique de Coimbra, (missonario francescano)
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Luís Vaz de Camões (poeta rinascimentale che raccontò le navigazioni nell’epico I Lusiadi)
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Nuno Gonçalves (pittore)
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Gomes Eanes de Zurara (cronista)
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Pêro da Covilhã (viaggiatore)
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Jehuda Cresques (cartografo)
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Pêro Escobar (pilota)
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Pedro Nunes (matematico)
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Pêro de Alenquer (pilota)
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Gil Eanes (navigatore)
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João Gonçalves Zarco (navigatore)
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Ferdinando d’Aviz, l’Infante Santo (figlio del re Giovanni I del Portogallo)

Profilo ovest col ponte 25 Aprile sullo sfondo

Rosa dei venti riprodotta sul pavimento davanti al monumento, costruita con marmi policromi
A nord del monumento, una Rosa dei Venti di 50 metri di diametro, contiene al centro le rotte scoperte dai navigatori portoghesi, nel XI e XVI secolo. Disegnata nell’atelier di Luis Cristino da Silva, venne donata nel 1960 dal Sudafrica.
All’interno del monumento esiste un ascensore che porta a metà altezza e quindi una scala che conduce alla sommità del monumento da dove si ha una vista panoramica sul quartiere di Belém e sul fiume Tago. All’interno vi si trova, inoltre, una sala congressi di dimensioni contenute ma completa di platea, palcoscenico e saletta regia.
I DUE PONTI PIU’ FAMOSI DI LISBONA
Passando per Lisbona sotto i suoi due famosi ponti
PONTE VASCO DA GAMA
Il fiume TEJO nasce in Spagna a 1593 metri di altitudine nella serra de Albarracín, più precisamente dalla Fuente de García, e sfocia nell’Oceano Atlantico.
Il ponte Vasco da Gama è il più lungo d’Europa con i suoi 17 km.
Fu inaugurato in occasione dell’Esposizione Universale del 1998, il Ponte Vasco da Gama si estende per 7,6 miglia (12,3 chilometri) attraverso l’estuario del Tago. Questa meraviglia strallata è stata progettata per resistere ai terremoti e ai forti venti, con il suo design elegante e bianco che contrasta meravigliosamente con il blu del cielo e dell’acqua. Gli amanti della natura apprezzeranno la vista che si gode attraversando questo famoso ponte di Lisbona, che passa accanto alla Riserva Naturale dell’Estuario del Teju (Tago).

Ponte Vasco da Gama, costruito nel 1966 e che tutti lo confondono con il Golden Gate di San Francisco.

IL ROSSEGGIANTE PONTE 25 APRILE
CHE PRIMA SI CHIAMAVA “SALAZAR”
Eccovi la “spiegazione”…
Grândola, Vila Morena
E’ il titolo della canzone composta dal cantautore José Afonso nel 1971 che celebra la fraternità e l’uguaglianza. Nel medioevo la città era stata sotto la dominazione moresca.
La fama mondiale di Grândola vila morena è legata ad un ben preciso avvenimento storico, di cui segnò l’inizio: la Rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974. Fu infatti proprio la trasmissione di questa canzone, emessa dalle onde di “Rádio Renascença”, un’emittente cattolica di Lisbona, che diede alla mezzanotte in punto del 25 aprile 1974, il segnale d’inizio al movimento dei militari e alla sollevazione popolare che rovesciò il regime di Marcelo Caetano succeduto il 27 settembre 1968 a SALAZAR colpito da ictus dopo 36 anni di dittatura.
Revolução dos cravos
Così chiamata dei garofani … che una venditrice ambulante si mise a offrire ai militari rivoltosi la mattina del sollevamento, nella Praça do Comêrcio.
“Grândola, Vila Morena”

MONUMENTO 25 APRILE
Grândola, la città dell’Alentejo, che viene così celebrata come una “terra di fraternità” dove è il popolo a decidere: “O povo é quem mais ordena”.
Per decenni, il brano è rimasto un inno di libertà, democrazia e resistenza popolare incarnando ideali di fratellanza, uguaglianza e giustizia sociale.
Il testo evidenzia la semplicità e la forza della voce di Zeca Afonso (soprannome di José), accompagnato in molte versioni solo dalla chitarra.
YouTube
https://www.google.com/search?q=gr%C3%A2ndola+vila+morena+-+youtube&client=safari&hs=lQOp&sca_esv=3c5cf73ee52ef95e&channel=mac_bm&ei=37-ZacWaEdyWi-gPtsTHmQQ&oq=Gr%C3%A2ndola%2C+Vila+Morena%C2%A0&gs_lp=Egxnd3Mtd2l6LXNlcnAiGEdyw6JuZG9sYSwgVmlsYSBNb3JlbmHCoCoCCAMyBRAAGIAEMgUQABiABDIFEAAYgAQyBRAAGIAEMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeSJioAlCxEljJhQJwA3gAkAEAmAFcoAHiAaoBATO4AQHIAQD4AQH4AQKYAgSgAqEBqAIKwgIQEAAYAxi0AhjqAhiPAdgBAcICEBAuGAMYtAIY6gIYjwHYAQGYAwjxBcSXhEUycYMeiAYBugYECAEYCpIHATSgB6YOsgcBMrgHkwHCBwMyLTTIBxaACAA&sclient=gws-wiz-serp#fpstate=ive&vld=cid:c3875eed,vid:gaLWqy4e7ls,st:0
Traduzione in italiano di “Grândola, Vila Morena”
Grândola, vila morena / Terra da fraternidade
Grândola, città bruna / Terra della fratellanza
O povo é quem mais ordena / Dentro de ti, ó cidade
Il popolo è chi più ordina / Dentro di te, o città
Em cada esquina um amigo / Em cada rosto igualdade
In ogni angolo un amico / In ogni volto uguaglianza
Grândola, vila morena / Terra da fraternidade
Grândola, città bruna / Terra della fratellanza

La statua del Cristo Re abbraccia idealmente la città di Lisbona

IL CRISTO RE
ALAMADA-SANTUARIO NAZIONALE

Il santuario nazionale di Cristo Re o, semplicemente, il Cristo Re, è un santuario portoghese che si trova a Pragal (ALMADA) che a sua volta fa parte della Grande Lisbona. È famoso perché alle sue spalle si trova una colossale statua del Cristo Re, ispirata al Cristo del Corcovado di Rio de Janeiro, progettata dall’architetto António Lino, realizzata da Francisco Francio de Sousa ed inaugurata il 17 maggio 1959. La base della statua ha la forma di una porta ed è alta 75 metri e al di sopra di questa si trova la statua di 28 metri del Cristo Re.
La statua venne fatta realizzare durante la dittatura di Salazar per ringraziare Dio per aver risparmiato il Portogallo dagli orrori della Seconda guerra mondiale.
ALCUNI RICORDI DELL’AUTORE
– Durante un imbarco durato i 15 mesi, ho scalato Lisbona due volte al mese; la sosta era di 24 ore. Una meraviglia turistica!
– Ho anche un ricordo Nautico ricorrente…: Superare indenni, ogni volta, la BARRA del fiume Tejo..
La BARRA del fiume a Lisbona è storicamente un passaggio nautico complesso e impegnativo, noto per le sue correnti forti, i fondali variabili e l’esposizione all’Oceano Atlantico. Situata alla foce del fiume, separa la capitale portoghese dal mare e richiede una navigazione attenta, soprattutto in condizioni meteorologiche avverse.
Il Ricordo Nautico consiste in alcuni lunghi momenti di panico in cui la nave perde il “governo” sotto la spinta della corrente che abbatte la prora da un lato.
Occorre lavorare di timone per contrastare quella forza contraria con largo anticipo calcolato….
Nel corso dei secoli, la barra del Tejo è stata il punto di partenza per le grandi esplorazioni portoghesi, ma anche un luogo temuto dai marinai per la sua pericolosità.
Ritornai da turista a Lisbona molti anni dopo per rivivere il glorioso passato del Portogallo nel luogo migliore: il Museo Marittimo, uno dei più originali di Lisbona e del mondo.
Museu de Marinha
Le sale del museo ripercorrono le grandi avventure di marinai ed esploratori portoghesi (e non solo) che con le loro scoperte ampliarono gli orizzonti del mondo. Una sorprendente collezione di oltre 17.000 pezzi tra cui più di 400 modelli navali e 30 imbarcazioni (alcune perfettamente conservate), oltre a cimeli, mappe, attrezzi e documenti, vi attende in questo museo ospitato in un’ala del bellissimo Monastero dei Geronimi.
Imperdibile per tutti gli appassionati di cartografia e del mondo nautico, questo museo è una testimonianza dell’antica potenza marittima del Portogallo ed incanterà anche semplici curiosi, adulti e bambini.
https://www.lisbona.info/cosa-vedere-lisbona/museo-marittimo/
CASCAIS
L’Esilio di Umberto II
Dopo il referendum istituzionale, l’ultimo Re d’Italia si trasferì a Cascais, vivendo una vita lontana dagli onori ma restando legato all’Italia.
Cascais, pittoresca località costiera portoghese vicino a Lisbona, divenne il rifugio in esilio dell’ultimo Re d’Italia, Umberto II di Savoia, dopo la proclamazione della Repubblica il 13 giugno 1946. La famiglia reale visse qui in una residenza riservata, mantenendo viva la memoria della dinastia fino alla morte di Umberto II nel 1983.
Inizialmente la famiglia reale soggiornò a Villa Savoia, e successivamente la presenza savoiarda si consolidò nella zona, con luoghi di soggiorno spesso legati al Grande Real Villa Itália Hotel & Spa, ex residenza del sovrano


Panoramica di Cascais

Cascais era già nota come destinazione preferita da monarchi, inclusi membri di Casa Savoia come Carlo Alberto prima di Umberto II.
Sebbene oggi la cittadina sia una rinomata località turistica, la presenza dei reali in esilio ha segnato la storia locale.
Oggi, la zona è conosciuta anche per strutture turistiche che richiamano nel nome la dinastia, come la “Casa di Savoia” situata a Monte Estoril.

La villa che ospitò la famiglia Savoia in esilio
Ora di Villa Italia è rimasta solo la facciata ed il resto è stato inserito in un importante Hotel 5 stelle che ne porta il nome. Per poter continuare a chiamare la struttura “Villa Italia” è stato necessario il consenso formale della famiglia Savoia e degli Aosta dato il caso di omonimia con la Residenza dei Duchi in provincia d Arezzo.
UNA NOTA POLITICA
L’impero coloniale portoghese, uno dei più antichi e longevi, si è dissolto definitivamente tra il 1974 e il 1975, in seguito alla Rivoluzione dei Garofani. Oggi, territori come Angola, Mozambico, Capo Verde, Guinea-Bissau, São Tomé e Príncipe e Timor Est sono STATI indipendenti, mantenendo legami di cooperazione (CPLP).
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Territori attuali:
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Madeira e le Azzorre sono le uniche isole atlantiche che rimangono parte integrante del Portogallo come regioni autonome, non colonie.
ALCUNE RIFLESSIONI FINALI
Il Portogallo non è soltanto una nazione affacciata sull’Atlantico: è una terra generata dal mare. Stretto tra l’oceano infinito e l’Europa continentale, quel piccolo popolo non ebbe mai la possibilità di voltarsi altrove. Davanti a sé aveva solo l’orizzonte, e quell’orizzonte diventò destino.
L’oceano non fu per i portoghesi una scelta romantica, ma una necessità geografica. Le onde che flagellavano le loro coste insegnarono presto che sopravvivere significava conoscere, misurare, capire. Così nacque una delle più straordinarie avventure della storia umana: uomini di un piccolo regno seppero trasformare la paura dell’ignoto in scienza della navigazione, inventando e perfezionando caravelle, carte nautiche, strumenti astronomici e metodi di orientamento che permisero per la prima volta all’uomo europeo di affrontare l’alto mare con metodo e razionalità.
Fu una sfida impari: l’uomo contro l’oceano.
Eppure proprio quella lotta continua rese il Portogallo la prima grande potenza marittima dell’età moderna, aprendo rotte verso l’Africa, l’India, il Brasile e l’Estremo Oriente e inaugurando l’epoca delle grandi scoperte geografiche.
Il mare plasmò il carattere di quel popolo: prudente ma audace, malinconico ma visionario, capace di partire senza sapere se sarebbe mai tornato. Ogni porto di questo Paese conserva ancora oggi quell’anima di attesa e di partenza insieme, come se le navi non avessero mai smesso di salpare.
Forse è proprio questa la lezione che il Portogallo consegna alla storia del mare: non si domina l’oceano, lo si ascolta.
E chi impara ad ascoltarlo scopre che il vero approdo non è la terra raggiunta, ma il coraggio di aver osato l’orizzonte.
Per questo il Portogallo rimane, più di ogni altro, un popolo di navigatori: uomini e donne che hanno fatto della geografia una vocazione e del mare una forma di destino.
FINE
YouTube
MUSEO MARITTIMO DI LISBONA
https://excurzilla.com/blog/it/portugal/lisbon-maritime-museum-a-pantry-of-historical-artifacts
IL TRATTATO DI TORDESILLAS
https://www.marenostrumrapallo.it/tordesillas/
di Carlo GATTI – 2015
ALBERTO CANTINO – IL FURTO DEL PLANISFERO PORTOGHESE
https://www.marenostrumrapallo.it/16387-2/
di Carlo GATTI – 2025
FARO DI SAN VINCENZO – PORTOGALLO
https://www.marenostrumrapallo.it/14799-2/
di Carlo GATTI – 2024
I Portoghesi pescatori di merluzzi
Questa scena vissuta dal vero mi è rimasta negli occhi e nel cuore!

1963 – Il brigantino SAGRES, con le vele gonfie di vento scivola in processione sul fiume Teju in una splendida giornata di giugno. A bordo c’è il Cardinale che inaugura la stagione della pesca al merluzzo con la benedizione della MADONNA DI FATIMA.
di Carlo GATTI
Carlo GATTI
Rapallo, 22 Febbraio 2026

