L’ARTE DELLA PIRATERIA

DUE PASSI NELLA STORIA…

Il Mar Rosso termina con uno stretto passaggio chiamato Bab el Mandeb che separa la costa dello Yemen da quella dell’Eritrea. Poco più a sud di questo stretto passaggio, dove transita circa un terzo del traffico navale globale, inizia la costa della Somalia che da una ventina d’anni è in mano a vari signori della guerra. Anarchia e legge del più forte regnano incontrastati, nessuno pare sia in grado di riportare l’ordine e la pace, e a questo proposito, nel 1991 le Nazioni Unite e gli Usa fecero un temerario tentativo nel paese con l’operazione Restore Hope, cui parteciparono anche truppe italiane, ma la mediazione tra i due maggiori capi, Aidid e Ali Mahadi, non ebbe alcun risultato. Peggiore fu il colpo di mano dei commando Usa nel 1994 che tentò di rapire Aidid a Mogadiscio. Il risultato complessivo fu un lungo tappeto di morti somali ed americani. Dopo questi fallimenti a ripetizione, le truppe dell’ONU lasciarono il paese in mano a non meno di dodici gruppi militari in guerra tra loro.

 

Foto n.1

In questi anni di continua guerriglia, i pescatori somali hanno imparato l’arte della pirateria dai loro vicini di Socotra, ed ora tutta l’area attorno al Corno d’Africa è popolata di pescatori-bucanieri armati fino ai denti, che esercitano questa “antica specializzazione” con rapide operazioni di arrembaggio, sequestro e richieste di somme ingenti ai danni di inermi equipaggi imbarcati su navi civili e disarmate che, loro malgrado,  devono transitare attraverso quei passaggi stretti e obbligati.

La pirateria moderna nel Golfo Persico ricominciò quindi dai primi anni novanta del secolo scorso. Dapprima con sparute azioni ai danni d’alcuni yachts, ma in seguito gli attacchi passarono ad imbarcazioni sempre più grandi fino ad impadronirsi di grosse petroliere, porta-contenitori e lussuose navi da crociera.

Oggi, il nuovo businnes vede coinvolti non solo degli umili pescatori, ma bande ben organizzate con collegamenti internazionali e quando una nave viene sequestrata, in alcuni villaggi inizia il “lavoro” di rifornire turni completi di pirati e di viveri, per favorire le lunghe trattative fino alla liberazione della nave che avverrà in cambio di riscatti di decine di milioni di euro. Le domande che sorgono spontanee sono tante: come possono dei poveri pescatori dello stretto di Aden o delle coste somale riuscire a gestire cifre così grosse? Chi c’è veramente dietro le azioni di pirateria? Chi guadagna sui riscatti milionari pagati dalle compagnie? Dove e come sono investiti gli enormi utili di queste attività criminali? Quali sono le banche che fungono da lavanderia per questa massa monetaria che nel corso del 2008 ha superato il miliardo di euro? Sorge il dubbio che un’attività nata da pochi pezzenti armati di kalashnikov si sia trasformata in un affaire controllato e gestito molto lontano dal Corno d’Africa.

Foto n.2 – La love-boat americana Seabourn Spirit all’ancora davanti a Portofino.

Cannoni Sonar Contro i Pirati.

Breve storia di un assalto mancato

L’otto maggio 2007, la Seabourn Spirit (Miami Seabourn Cruise Line) fu attaccata da due imbarcazioni in acque internazionali. La nave  da crociera era partita da Alessandria d’Egitto e, al momento dell’attacco, si trovava a 160 km al largo delle coste somale. I pirati le intimarono di fermarsi tagliandole la rotta, ma vedendo che la nave proseguiva la navigazione, aprirono proditoriamente il fuoco. Secondo quanto riportato dai passeggeri, i pirati avrebbero utilizzato bazooka, granate e kalashnikov per impossessarsi della nave da crociera.

A quel punto dell’azione, la nave si difese impiegando un’arma sonica in grado di indirizzare con precisione un potentissimo segnale sonoro, talmente fastidioso da inibire qualsiasi gesto ostile. La Seabourn S. respinse l’assalto e la risposta fu talmente sorprendente che gli assalitori caddero in stato confusionale e non riuscirono più a raggiungerla. Sulla nave, tuttavia, uno dei 161 membri dell’equipaggio rimase lievemente ferito. La lussuosa nave, dopo aver respinto i pirati, invertì la rotta e si mise in salvo raggiungendo incolume le Seyschelles. (foto sotto)

Questo dispositivo, conosciuto con il nome di LRAD (Long Range Acoustic Device) e definito “arma non letale”, è stato sviluppato per uso militare dopo l’attacco di un gruppo di terroristi legato ad Al Qaeda al cacciatorpediniere americano DDG-67 USS Cole nel porto di Aden, nello stato dello Yemen. Le armi soniche sono finora state utilizzate anche e soprattutto per far sì che le piccole imbarcazioni non tentassero di avvicinarsi alle navi da guerra americane.

Secondo i dati emessi dall’IMO (International Maritime Organization), gli atti di pirateria, dal 1984 a oggi, sono stati 440, ma il fenomeno è stato bruscamente accelerato dalla crisi dello Stato somalo e ha subito una forte impennata nel 2008 dove, fra i 293 attacchi registrati, 111 hanno avuto luogo al largo della Somalia, con un aumento del 200% rispetto all’anno precedente.

Nei primi mesi di quest’anno il fenomeno appare addirittura fuori statistica. Ne ricordiamo soltanto alcuni tra i più ecclatanti.

Il 9 aprile, la portacontenitori Albama Maersk è stata attaccata e il suo comandante è stato rapito dopo un corpo a corpo avvenuto tra l’equipaggio e i pirati sul ponte di coperta della nave.

Un quotidiano del 15 aprile riporta: Aden, nel Golfo dei pirati, sono stati catturati altri tre equipaggi, una nave è riuscita a fuggire, ma nelle mani delle bande somale ci sono ancora 340 ostaggi, fra i quali i dieci marinai del rimorchiatore italiano Buccaneer.

Il 25 aprile, la nave da crociera italiana MSC Melody, con oltre 1500 persone a bordo, è riuscita a respingere l’attacco, usando, per la prima volta, armi da fuoco proprie.

Il 28 aprile è stata la volta del Jolly Smeraldo che è riuscito a fatica a respingere con gli idranti di bordo l’ennesimo attacco dei pirati.

Negli ultimi quindici anni si è assistito a vari tentativi di monitoraggio e controllo della parte ovest dello stretto di Aden da parte delle marine militari di varie nazioni (francesi, canadesi, italiane…), la situazione attualmente è di totale confusione.

Lo stesso IMO, che nella metà degli anni novanta consigliava alle navi di tenersi sottocosta allo Yemen, oggi sconsiglia il passaggio dello stretto di Aden a chi non sia dotato di mezzi adatti a respingere i pirati.

A causa di questi attacchi, le compagnie d’assicurazione hanno aumentato vertiginosamente i premi delle polizze per le navi  impegnate in quelle acque.

Alcune importanti compagnie di navigazione hanno reagito alla scarsa presa di coscienza  di molti Governi, imponendo ai propri comandanti di non attraversare lo stretto di Bab el Mandeb, ma di circumnavigare l’Africa, via Capo di Buona Speranza.

Il canale di Suez, costruito oltre 140 anni fa per accorciare di un mese le comunicazioni marittime tra il Mediterraneo e l’Indiano, ovvero tra Europa e Asia, rischia di diventare un canale inutilizzabile a causa degli atti di pirateria attorno al Corno d’Africa.

Molti altri armatori, prima di abbandonare il più rapido ed economico Canale di Suez, sembrano oggi orientati ad installare il Lrad sulle prue delle proprie navi. L’altoparlante si presenta come un grande piatto nero che invia messaggi acustici, la cui portata è di circa 2.000 metri. Se i pirati si avvicinano alla nave, il Lrad viene girato verso di  loro e spara suoni a 150 decibel (il massimo della sopportazione umana è 120 decibel) disorientandoli e costringendoli alla fuga.

Foto n.3 Una bella immagine della prora della Seabourn Spirit sulla quale è Stato installato il “cannone sonoro” anti-pirati LRAD.

LRAD è un sistema di chiamata e di allarme a lungo raggio di azione, un dispositivo acustico a raggio d’azione indirizzato, progettato per comunicare con autorità e straordinaria chiarezza in un raggio d’azione di 15-30 gradi. Il Sistema LRAD è in grado di emettere un “alto là” verbale fornendo istruzioni a fermarsi al di là dei 500 metri, ed ha la capacità di seguire con un segnale d’avvertimento per influenzare il comportamento di chi attacca, oppure per stabilirne l’intenzione.
Il Sistema LRAD è stato utilizzato, per la prima volta, per sventare un attacco pirata a bordo della Seabourn Spirit, durante una crociera di lusso. Il sistema fu installato come parte del sistema di difesa della nave, e fu attivato quando i pirati attaccarono la nave con RPGs a 160 chilometri dalla Costa Somala. L’attacco fu sventato.
Il Sistema LRAD viene correntemente utilizzato come strumento operativo, o per controllo e valutazione in mare, nei checkpoints, nelle autovetture, nell’aviotrasporto, e come applicazione di sistema integrato dall’ US Navy, US Marine Corps, US Army, e US Coast Guard. Inoltre, LRAD è adatto per essere utilizzato da parte del Dipartimento di Sicurezza Interno, o da Agenzie Governative di protezione della legge, oltre ad infrastrutture di alto valore commerciale.

Il Sistema LRAD è un pannello piatto, multi trasduttore, emittente a fase coerente. Progettato per comunicazioni di alta direzione in più lingue nazionali a più di 300 metri sopra la terra, e a più di 500 metri sopra l’acqua, il Sistema LRAD può anche emettere un segnale di avvertimento che influenzi il comportamento di chi attacca, e ne determini l’intenzione a distanza di sicurezza. Perciò, l’operatore del Sistema LRAD può generare risposte attive nel rispetto delle regole d’ingaggio esistenti.
Indirizzando il divario critico di capacità di “chiusura pericolo”, il Sistema LRAD può salvare vite su entrambi i lati del dispositivo. Nell’operazione remota di configurazione del pan/tilt, il Sistema LRAD fornisce una prima capacità di risposta per la protezione di Forze di ampie infrastrutture.
Il dispositivo acustico è un sistema di ammonimento ed avvertimento altamente direzionabile progettato per comunicare con l’Autorità competente, influenzando il comportamento di chi attacca, e stabilendone l’intenzione. Il Sistema LRAD aiuterà a determinare le intenzioni di chi attacca fino a 500 metri di distanza.

Foto n.4 Il LRAD nel Dettaglio Tecnico.

Foto n.5

Nella prima foto, il LRAD in posizione di puntamento.

Nella seconda foto, la parte posteriore del LRAD, consolle e comandi.

Peso:

45 lbs.

Diametro:

33 pollici di diametro x 5 pollici di spessore.

Massimo Tono SPL:

146 dB sostenuto, 151 db di scoppio ad 1 mt.

Massimo Suono Vocale SPL:

meno di 120 db sostenuto, basato su frequenze vocali individuali, e caratteristiche armoniche.

Potenza regolata:

Operazioni normali, limite di tono di 120 db ad 1 mt.

Durata:

Le condizioni termiche hanno un effetto minimo sulle prestazioni del sistema. Il sistema è conforme agli standard ambientali MIL-STD 810.

Emittente, distorsione armonica:

Meno dell’ 1% THD a 126 db, ad 1 mt. , a 2.5 kHz.

Massima potenza utilizzabile:

500 watts; 100-240VAC a 50-60Hz, 5 amps a 115VAC.

Uso Potenza Normale (Tono):

240 watts; 2 amps a 115VAC.

Direzionalità:

-20dB a +/- 15° a 2.5kHz.

Il LRAD ha fatto la sua prima comparsa ufficiale durante la seconda guerra del golfo nella regione di Basra e di Falluja. Ufficialmente era stato concepito per comunicare a voce a lunga distanza fra navi da guerra e imbarcazioni sospette in avvicinamento, ma ben presto gli addetti militari si devono essere resi conto degli effetti collaterali di questo strumento. A distanza ravvicinata, infatti, chi è investito dal suono acuto e penetrante emesso da questa specie di altoparlante ad alta intensità, pari ad un valore 50 volte superiore alla soglia del dolore, è completamente incapace di qualsiasi movimento o azione. Se l’esposizione al suono si protrae per piú di qualche secondo, l’apparato uditivo viene irreparabilmente danneggiato. Negli Stati Uniti, il LRAD venne impiegato dalla polizia contro dimostranti nella cittá di New York durante le proteste nel corso della Convention Repubblicana del 2004.

Sergio Romano ha scritto sul Corriere: “che prima di ricorrere alle armi occorre ricordare che i pirati sono banditi e ladri, ma non assassini.” A nostro modesto avviso, si tratta di una nobile affermazione che tuttavia ci lascia perplessi sulla sopravvivenza della democrazia.


Carlo GATTI

Rapallo, 10.02.11