IL RITORNO

 

.. Il Santa Caterina ritorna !!!

La notizia correva di caruggio in caruggio.su per le erte scale di ardesia delle alte case ammucchiate sul porto…
Il clipper dato per scomparso da più di un mese ritornava..


Tra poco avrebbe doppiato il promontorio e  sarebbe apparso con la sua maestosa velatura all’orizzonte.

“Il Santa Caterina ritorna ! …”: lo udirono le madri, le mogli. le sorelle di coloro che da tre anni erano lontani per mari sconosciuti e in un frusciare dl gonne, ondeggiar di scialli, rumorio di zoccoli e scarpe si ammucchiarono sul molo vicino al faro.


“Il Santa Caterina ritorna !… Lo udì la moglie del comandante mentre compilava la lista della spesa della giornata e alla serva che la guardava silenziosa. quasi aspettandosi ordini speciali. disse “Non è venerdì di quaresima e non facciamo sempre zemin di ceci e baccalà al verde ” e la serva non riuscendo a trattenersi”. Ma io credevo … ritornando dopo tre anni … al comandante forse piacerebbe…”  “Zitta, pettegola! Non c’è niente da credere o da pensare … va’ a fare il tuo dovere!”


Stringendo le labbra prese uno scialle dall’armadio sistemò i capelli allo specchio e gli occhi le caddero sulla lettera che sporgeva dalla scatola dei fazzoletti, l’ultima che aveva ricevuto: senza troppi riguardi il marito l’avvisava che sulla nave con lui c’era la figlia di non so quale capo per la quale doveva far preparare la villetta al Boschetto che era un onore per loro ospitarla …


Quella lettera che annunciava un fatto che non era poi tanto insolito (c’erano stati figli e figlie di maraja che dopo alcuni mesi passati da loro, proseguivano per l’Inghilterra dove andavano a studiare …) le era sembrata tuttavia quasi minacciosa come se questa volta tutto fosse diverso: era una lettera distratta senza affetto (non che il comandante fosse poi troppo espansivo ma tra loro c’erano frasi scherzose e certe allusioni che prendevano il posto di mille romanticherie): più la rileggeva, più i1 suo cuore si stringeva …


“il Santa Caterina ritorna!” Lo udì Maddalena con un brivido, mentre appena uscita dal letto dell’amante, si aggiustava i capelli davanti allo specchio … Senza svegliarlo si vestì  in fretta e scese furtivamente le scale.


Era una di quelle giornate di inizio marzo, quando un mare di  ardesia rispecchiava un cielo uguale e l’orizzonte ingialliva dl zolfo sbiadito:colpi di vento marezzavano la superficie delle acque e nell’ aria c’era qualcosa di inquieto come quando d’estate si attende il temporale.


All’estremità del molo accanto al faro si stringeva il gruppo grigio marrone nero delle donne: davanti a tutte con la sua cuffia merlettata la moglie del comandante.

Giungevano intanto abbandonando gli attrezzi pescatori e carpentieri, insomma una piccola folla si arrampicava sulla scogliera per scrutare il tratto di mare verso la punta della Chiappa … Il vento si era fermato: i gabbiani silenziosi erano allineati sulle rocce, sui prospetti dell’antico castello.

“Eccola!  “un grido a più voci segnalava l’apparizione della prua che doppiava il promontorio: presto l’intera imbarcazione sarebbe apparsa alla vista … ed ecco che il grido gioioso si smorzò: a poca distanza dalla nave le nubi presero forma di cono,un turbine grigio scuro si alzò tra cielo e mare e ruotando sull’acqua si diresse verso il promontorio …

Le donne caddero in ginocchio: il vascello ora era tutto in vista, ma era chiaro che, salvo un miracoloso evento, il turbine lo avrebbe investito in pieno. E così fu. In  breve le vele divelte, si vide il “Santa Caterina” inclinato di prua a imbarcare acqua: all’unanime grido straziato delle donne risposero i richiami degli uomini che armati velocemente  gozzi e barche, si dirigevano verso il disastro non disperando di riuscire a raccogliere i sopravvissuti.

Sul molo le donne si stringevano e ognuna cercava dentro di sé la forza di accettare la probabile disgrazia anche se,come sempre accade,la speranza non voleva spegnersi.

Maddalena artigliava le dita allo scialle: pallida guardava verso l’orizzonte. No, non poteva credere che il terribile pensiero che, alla notizia del ritorno, la sua mente aveva formulato si fosse concretizzato davanti ai suoi occhi. Si teneva in disparte per evitare le maligne occhiate delle altre. Lì in quell’alveare di case strette tra mare e collina nessuno parlava apertamente, ma tutti sapevano tutto degli altri. Si inginocchiò anche lei a pregareorgo.

Solo la moglie del comandante era in piedi: per lei, visto che appariva chiaro che la nave sarebbe affondata, non poteva esserci alternativa: il comandante avrebbe seguito la sorte del “Santa Caterina”. Conosceva bene l’orgoglio del marito.

Cominciarono a rientrare nel porto le prime imbarcazioni: vivi e morti raccolti insieme, gioia e grida di angoscia si mescolavano. I   morti allineati sul molo venivano pietosamente coperti,l a campana cominciò a suonare lugubri rintocchi…

All’orizzonte ormai del “Santa Caterina” era visibile solo una parte di poppa e il mare a poco a poco avrebbe forse restituito relitti e i corpi che mancavano all’appello: tra di essi anche quello del marito di Maddalena. Solo  meno di un terzo dell’equipaggio era sopravvissuto … da almeno vent’anni il piccolo porto non era stato colpito da una tale disgrazia.

Tutti gli occhi erano tuttavia attratti verso una delle imbarcazioni rientrate. In essa, assieme ai due rematori, c’era una grande cassa di legno arabescato, con un verricello fu issata a riva: galleggiava presso il relitto.

Con i suoi preziosi intarsi suggeriva mondi lontani: gli occhi di tutti fissavano la moglie del comandante che pallida con impassibile volto si avvicinava.

Dalla cassa improvviso uscì un gemito che fece indietreggiare spauriti quelli che la circondavano.

“Aprite!” fu l’ordine secco della donna: apparvero sete multicolori :il lamento veniva da un viluppo dorato; apparve un piccolo volto color avorio antico e due grandi occhi scuri smarriti…

Consapevoli sguardi corsero tra la folla “Ecco un altro di quei foresti che portava il comandante!” Cosa avrebbe fatto ora la scià Eugenia ? ora che il comandante era morto?

La ragazza, ancora quasi una bambina, era stata rivestita pietosamente di panni asciutti: un carrozzino era arrivato per portarla come consuetudine alla villa del Boschetto con la sua preziosa cassa, ma eccola d’improvviso avvicinarsi ad Eugenia tendendo le braccia con una sola incerta parola “Mother!”

Tutti videro il viso della donna arrossire e gli occhi riempirsi di lacrime mentre la prendeva per mano.

“Al Boschetto, scià Eugenia ?” “No, Giuachin, andiamo a casa”

Maddalena, sfuggendo alle parole di condoglianza, desiderava solo un angolo buio dove rifugiarsi :nel tumulto della sua mente vedeva solo visi accusatori e le sembrava di dover subire un orribile castigo, anzi forse lo desiderava  ardentemente in un angolo del suo cuore … sentì una mano sfiorarle il braccio, era Pin, il suo amante, Scosse rabbiosamente il braccio “Via, via! Vattene! mai più,… mai più !”

La vide sparire come una furia su per la salita.

 

di Maria Grazia

Bertora

 

 

Rapallo, 31 Gennaio 2019