La Notte della Baionetta: il Mare, la Fuga, la Storia

 

 

 

La nave ormeggiata nel Bacino di S.Marco a Venezia nell’agosto 1943
Descrizione generale
Tipo corvetta
Classe Gabbiano. SerieScimitarra
Impostazione 24 febbraio 1942
Varo 5 ottobre 1942
Radiazione 1º novembre 1972
Caratteristiche generali
Dislocamento 670
Lunghezza 64,4 m
Larghezza 8,7 m
Pescaggio 2,8 m
Propulsione 2 motori Diesel 3500 HP
2 motori elettrici 150 Hp
Velocità 18 nodi (33,34 km/h)
Autonomia 1450 miglia mn a 18 nodi
Armamento
Armamento (1943)

· 1 cannone da 100/47 mm

· 3 mitragliere Breda da 20/65 a.a. in impianti singoli

· 4 mitragliere Breda da 20/65 a.a. in impianti binati

· 2 tubi lanciasiluri da 450 mm in impianti singoli

· 8 lanciabombe a.s. pirici

· 2 scaricabombe a.s.

(1956)

· 1 cannone da 100/47 mm (poi sbarcato)

· 2 mitragliere da 40/56 mm in un impianto binato (poi aggiunto un impianto singolo a prua)

· 1Porcospino (arma)MK 15 a.s.

· 4 lanciabombe a.s.

Note
Motto Ardita lanio

 

La corvetta Baionetta, piccola unità antisommergibile della classe Gabbiano, entrò in servizio solo nel luglio del 1943. Nessuno avrebbe immaginato che, poche settimane dopo, sarebbe diventata la protagonista silenziosa di una delle pagine più discusse della storia italiana: la fuga del Re e del Governo dopo l’Armistizio dell’8 settembre.

Il 9 settembre, mentre Roma era nel caos e truppe tedesche convergevano verso i centri vitali della capitale, la Baionetta ricevette un ordine cruciale:
mettere in salvo la famiglia reale, il maresciallo Badoglio e parte del Governo, portandoli a Brindisi, già in mano alleata.

Quel viaggio avrebbe segnato non solo la vita della nave, ma anche il destino politico dell’Italia.

Una nave piccola per un compito enorme

Baionetta non era progettata per ospitare passeggeri: 64 metri di lunghezza, 112 uomini d’equipaggio, armamento antisommergibile e spazi molto ridotti.
Eppure, nella notte concitata di Ortona, divenne l’unica possibilità di salvezza per:

  • Re Vittorio Emanuele III

  • Regina Elena

  • Principe Umberto

  • Maresciallo Badoglio

  • Ministri, ufficiali e personale di Stato

Il porto era nel caos:
civili e militari tentavano di salire a bordo, l’ammiraglio De Courten fu costretto a interrompere gli imbarchi quando si raggiunsero i 57 posti scialuppe, e la tensione salì fino a minacce armate.

Alle 01:00 del 10 settembre, la Baionetta lasciò Ortona diretta verso sud.

 

L’agente segreto che salvò l’operazione

Fra le persone imbarcate vi era anche Cecil Richard Mallaby, agente britannico del SOE, con radio e codici.
Fu lui a garantire comunicazioni criptate con gli Alleati, permettendo al convoglio di proseguire senza incidenti nonostante il sorvolo di aerei tedeschi.

In quelle ore, la Baionetta divenne una stazione radio mobile del nuovo governo in esilio.

Perché proprio Ortona?

Ortona, nel settembre 1943, offriva:un porto operativo e lontano dal controllo immediato dei tedeschi, la possibilità di raggiungere rapidamente unità navali amiche, un punto d’imbarco collegato alla fuga da Roma sul versante adriatico.

Da F/b

“Dal porto di Ortona fino alla nave R. N. Baionetta, il re Vittorio Emanuele fece utilizzare il peschereccio “Dolie” di Vincenzo Diomedi per il solo trasporto dei propri bagagli”. 

L’ultimo testimone di questo “trasbordo” fu il Sig. Tommaso D’Antuono”.

 

Il velocissimo incrociatore leggero

SCIPIONE AFRICANO

 

Da lì, la nave poté dirigere verso Brindisi con la scorta dell’incrociatore Scipione Africano e della corvetta Scimitarra.

 

Il percorso della fuga (8–10 settembre 1943)

 

Per rendere chiara e immediata la dinamica degli eventi.

Roma (8 settembre, sera)

La capitale è indifesa dopo l’annuncio dell’armistizio.

La Corona e il Governo lasciano la città per evitare la cattura da parte tedesca.

Pescara (9 settembre, pomeriggio)

Breve sosta.

Si imbarcano Badoglio, ministri e ufficiali dello Stato Maggiore.

 

Ortona (9 settembre, notte)

Imbarco concitato sulla Baionetta.

Salpano 57 persone, tra cui la famiglia reale e Mallaby.

Navigazione (notte 9–10 settembre)

In acque minacciose, ma senza attacchi.

Il convoglio procede verso sud con la scorta navale.

Brindisi (10 settembre, ore 16.00)

Sbarco del Re.

 

La città diventa capitale provvisoria del Regno del Sud.

Inizia la cobelligeranza italiana a fianco degli Alleati.

 

Baionetta dopo Baionetta

La nave non concluse la sua storia con il celebre viaggio. Operò con la Marina Cobelligerante, scortò convogli alleati e sopravvisse anche al siluro di un U-Boot tedesco.

 

Nel dopoguerra fu impiegata in:

 

– missioni di rilievo relitti,

– crociere nel Mediterraneo orientale,

– addestramento specialistico,

– importanti ammodernamenti (sonar, radar, armamento).

Fu radiata nel 1972, dopo trent’anni di servizio.

 

Una fuga discussa, ma non unica

La storia ha giudicato in modi opposti l’esodo della monarchia e del governo.

Ma è bene ricordare che, nella stessa guerra, moltissimi capi di Stato fuggirono per guidare dall’estero la resistenza dei propri popoli:

Re Haakon VII (Norvegia)

Regina Wilhelmina (Paesi Bassi)

Governo polacco in esilio

Edvard Beneš (Cecoslovacchia)

Re Pietro II (Jugoslavia)

Charles de Gaulle e la Francia Libera

 

La fuga di Baionetta, dunque, non è un unicum, né necessariamente un atto di codardia: in molti casi, fu l’unica via per evitare il collasso totale dello Stato.

 

CONCLUSIONE

 Ogni nave, nella sua vita, affronta una sola vera prova.
La Baionetta la incontrò in una notte d’Adriatico, quando il suo compito non era più combattere, ma custodire la continuità di un Paese che stava crollando.
Navigò tra silenzi, ordini sommessi e un mare nero come l’inchiostro, mentre sulle sue lamiere si aggrappava l’ultima fragile speranza dell’Italia.

Eppure andò avanti.

Non per gloria, non per potenza, ma perché talvolta anche una piccola nave può portare sulle proprie paratie il peso della Storia.

E la scia che tracciò quella notte :

— tra la paura, il dovere e l’infinito —
non si è mai dissolta.

È la scia che riconosciamo ancora oggi, quando una nave, controvento, trova la forza di tenere la rotta.

 

FINE

 

 

*-  Il radiotelegrafista inglese di Badoglio

di Sergio Lepri

https://www.sergiolepri.it/documenti/storia-italia1943-Il-radiotelegrafista-inglese-di-Badoglio.pdf

La spia sulla nave del re

di Roberto Barzanti

https://www.toscanalibri.it/scritto-dautore/la-spia-sulla-nave-del-re_1734/

 

 

 

Carlo GATTI

Rapallo, giovedì 11 dicembre 2025