INCROCIATORE ITALIANO
RAIMONDO MONTECUCCOLI



L’incrociatore leggero italiano Raimondo Montecuccoli fu una delle navi sopravvissute alla Seconda guerra mondiale, anche se non l’unica unità ad avercela fatta. Dopo la guerra, fu trasformato in nave scuola per la Marina Militare e operò fino al suo disarmo nel 1964, dopodiché fu demolito nel 1972.
CARATTERISTICHE DELL’UNITA’
CANTIERE: Ansaldo – Genova
Classe Incr. RAIMONDO MONTECUCCOLI
Gemello: Muzio ATTENDOLO
Impostazione: 1931
Varo: 1934
Completamento: 1935
Radiazione: 1964
Dislocamento:
Normale: 8.875 Tonn.
Pieno carico: 8.895 Tonn.
Dimensioni:
Lunghezza: 182,2 (f.t.) – 166,7 ( pp.) mt.
Larghezza: 16,6 mt.
Immersione: 6 mt.
Apparato motore: 6 caldaie – 3 turbine – 3 eliche
Potenza: 106.000 HP
Velocità: 37 nodi
Combustibile: 1.300 Tonn. di nafta
Autonomia: 4.122 miglia a 18 nodi
Protezione:
Orizzontale: 30 mm.
Verticale: 60 mm.
Artiglierie: 70 mm.
Torrione: 100 mm.

Il cannone da 152 mm conservato all’ingresso del parco Città della Domenica di Perugia
Armamento:
8 pezzi da 152/53 mm.
6 pezzi da 100/47 mm
8 mitragliere da 37/54 mm.
8 mitragliere da 13,2 mm.
4 tubi lanciasiluri da 533 mm.
2 aeroplani
Equipaggio: 507
Incrociatore
Raimondo Montecuccoli
L’Incrociatore Raimondo Montecuccoli fu varato nel Cantiere Ansaldo di Genova-Sestri il 2 agosto ’34 e il 30 giugno del ’35 venne consegnato alla Regia Marina. Faceva parte con l’Eugenio di Savoia, il Duca D’Aosta e il Muzio Attendolo (nave gemella del Montecuccoli) della VII Divisione, inquadrata nella 2^ Squadra Navale (Ammiraglio di Divisione Salza).
Nel ’36 con lo scoppio della guerra civile spagnola, fu impiegato come scorta e per evacuazione di connazionali e profughi.
Il 27 agosto 1937 il Montecuccoli ricevette l’ordine di salpare per l’Estremo oriente per rafforzare la stazione navale italiana in Cina e proteggerla dagli attacchi Giapponesi.
Salpò da Napoli il 30 agosto al comando del Comandante di Vascello Da Zara e giunse a Shanghai il 15 settembre toccando Porto Said, Aden, Colombo e Singapore.
Dopo diverse missioni in Australia e Giappone, il Raimondo Montecuccoli ripartì il 29 agosto del ’39 per l’Europa e giunse a Napoli il 7 dicembre.
Seconda guerra mondiale
IL MONTECUCCOLI PARTECIPO’ ALLE BATTAGLIE:
Attacco a Corfù:
Luglio 1940 – La Battaglia di Punta Stilo
Nel dicembre 1940, la 7ª Divisione di stanza a Bari Eugenio di Savoia, Duca D’Aosta, Montecuccoli e Attendolo insieme ad alcuni cacciatorpedinieri bombardarono postazioni greche sull’isola di Corfù.
17 dicembre 1941 – la Prima battaglia della Sirte la 2
*16 giugno 1942 – battaglia di Mezzo Giugno e quella 10-15 agosto 1942 – battaglia di Mezzo Agosto
*Il convoglio Harpoon-1942 subì pesanti perdite durante la battaglia di “Mezzo Giugno” (12-16 giugno) a causa di attacchi aerei, navali e sottomarini dell’Asse. Dei sei mercantili partiti da Gibilterra, solo due arrivarono a Malta. Le forze dell’Asse ottennero una vittoria significativa, con la marina italiana che ingaggiò uno scontro di superficie durissimo contro la scorta britannica.

L’incrociatore leggero italiano Raimondo Montecuccoli che spara durante la battaglia del convoglio Harpoon nel 1942. Durante lo scontro colpì 11 volte le navi da scorta britanniche, incluso il colpo più lungo effettuato da un incrociatore leggero nella Seconda Guerra Mondiale.
Questa è una trascrizione dello storico italiano Enrico Cernuschi (Amico di Mare Nostrum Rapallo) che include foto rarissime della battaglia, una battaglia molto importante perché tecnicamente è stata la più grande battaglia di superficie della campagna del Mediterraneo che non si è conclusa con una breve scaramuccia in parità (come quella di Calabria), 14 navi alleate hanno difeso il convoglio e sono state sconfitte da una forza italiana di 7 navi; nella forza italiana c’erano i due strani cacciatorpediniere classe Navigatori “modernizzati”, che in realtà hanno perso velocità con la modernizzazione, solo 28 nodi, rendendoli una forza particolare per un attacco.
– dicembre 1942. Operazione M.42 che andò poi a culminare nella:
– Prima battaglia della Sirte
– Armistizio del settembre 1943 raggiunse Malta (Cobelligeranza) partecipò a diverse missioni di trasporto veloce ed al rimpatrio dei prigionieri.
– 1949 attività addestrativa come Nave Scuola per gli allievi dell’Accademia Navale di Livorno effettuando numerose crociere in tutto il mondo che lo resero famoso.
ARMISTIZIO
All’armistizio dell’8 settembre la nave si trovava a La Spezia, da dove, insieme alle altre due unità che in quel momento costituivano la VII Divisione, l’Eugenio di Savoia e l’Attilio Regolo, alle corazzate Roma, Vittorio Veneto e Italia della IX Divisione, i cacciatorpedinieri Mitragliere, Fuciliere, Carabiniere e Velite della XII Squadriglia, i cacciatorpediniere Legionario, Oriani, Artigliere, e Grecale della XIV Squadriglia ed una squadriglia di torpediniere formata da Pegaso, Orsa, Orione, Ardimentoso, e Impetuoso, salpò per congiungersi con il gruppo navale proveniente da Genova, formato dalle unità della VIII Divisione, costituita da Garibaldi, Duca degli Abruzzi, Duca D’Aosta e dalla torpediniera Libra per poi consegnarsi agli Alleati a Malta assieme alle altre unità navali italiane provenienti da Taranto.
Il gruppo, dopo essersi riunito con le unità provenienti da Genova, per ottenere una omogeneità nelle caratteristiche degli incrociatori, il Duca d’Aosta passò dalla VIII alla VII Divisione, sostituendo l’Attilio Regolo che entrò a far parte della VIII Divisione.
Durante il trasferimento la Roma, nave ammiraglia dell’Ammiraglio affondò tragicamente nel pomeriggio del 9 settembre al largo dell’Asinara centrata da una bomba Friz-X sganciata da un Dornier 217 della tedesca Luffwaffe partito dalla base di Istres vicino a Marsiglia.
Dall’inizio del conflitto all’armistizio, il Montecuccoli effettuò 32 missioni di guerra percorrendo 31.590 miglia.
Durante la cobelligeranza ed al termine del conflitto, partecipò a numerose missioni di trasporto veloce e di rimpatrio di prigionieri.
Il Montecuccoli fu uno dei quattro incrociatori lasciati alla Marina Italiana in seguito al Trattato di Pace post bellico.
Missioni post belliche:
– 1946 rimpatrio prigionieri italiani da Porto Said, Philippeville, Algeri ed Orano;
– Dal 1947 al 1949 Attività di squadra;

– Estate 1949 designata nave-scuola per gli allievi dell’Accademia navale, (campagne di istruzione estiva nel Mediterraneo)
– Estate 1951 campagna di istruzione estiva a Santa Cruz de Tenerife.
– Estate 1952 campagna di istruzione estiva a Londra;
– Fino al giugno 1954 a La Spezia per riallestimento
– 1955 Copenaghen;– Dal 1° settembre 1956 al 1° marzo 1957
– Olimpiadi di Melbourne – campagna di istruzione con circumnavigazione del globo;
– 1958 Montreal, Boston e Filadelfia;
– 1961 Helsinki;
– 1963 periplo del continente africano;
– 31 maggio 1964 a Taranto venne ammainata per l’ultima volta la bandiera e con il 1° giugno il Montecuccoli fu cancellato dal Quadro del Naviglio Militare dello Stato.
– 1972 Rimorchiato a La Spezia, passò alla demolizione.

Il giorno di Santa Barbara
Mentre si trovava a Napoli il 4 dicembre 1942, , giorno di Santa Barbara, vi fu un bombardamento da parte dei B-24 americani partiti dall’Egitto che arrivarono indisturbati sulla città in quanto scambiati per una formazione di Ju 52 tedeschi, sganciando le loro bombe da oltre 6.000 metri di altitudine, che colpirono il Montecuccoli, l’Eugenio di Savoia, che ebbe 17 morti e 46 feriti e danni alla parte posteriore dello scafo riparabili in 40 giorni ed il gemello Muzio Attendolo che, colpito al centro da una o due bombe venne danneggiato sotto la linea di galleggiamento inclinandosi per finire semiaffondato. Per il Muzio Attendolola stima delle operazioni di recupero e dei lavori di riparazione era da dieci mesi ad un anno, ma lo scafo venne recuperato e demolito al termine del conflitto.
Il Montecuccoli venne colpito da una bomba a centro nave proprio dentro un fumaiolo che venne disintegrato lasciando al suo posto un cratere, ma la protezione della corazzatura riuscì a salvare la nave che, oltre ad avere avuto 44 morti e 36 feriti, ebbe bisogno di ben sette mesi di lavori. Al termine dei lavori vennero installate quattro mitragliere 20/70 mm Oerlikon.
Quadro originariamente collocato nel quadrato ufficiali dell’incrociatore R. Montecuccoli e oggi esposto al museo navale di La Spezia.
Il motto della nave “Con risolutezza con rapidità” (“Festinando non procrastinando”), tratto dagli “Aforismi” dello stesso Montecuccoli si riferiva all’elevata velocità delle unità della classe Condottieri.
Il Montecuccoli possedeva anche il motto non ufficiale “Centum Oculi” (riportato su un quadro nel quadrato ufficiali e oggi conservato al museo navale di La Spezia), anch’esso attribuito al condottiero e che si riferiva le sue indubbie virtù di attenzione e di valutazione all’evolversi della situazione tattica.
Il Montecuccoli oltre al motto “possedeva anche il motto non ufficiale “Centum Oculi” riportato su un quadro nel quadrato ufficiali e oggi conservato al museo navale di La Spezia.
Durante la battaglia di Mezzo Giugno, nel corso dello scontro di Pantelleria (15 giugno 1942), lo scoppio di un colpo a bordo asportò la “O” della parola “oculi” senza causare altri danni: da allora, a ricordo della fortunata circostanza, il motto fu poi tramandato nella forma “Centum Øculi”.

Incrociatore “Raimondo Montecuccoli” classe Condottieri.
La Nave è entrata in servizio per la Regia Marina il 30 giugno 1935, dislocamento a pieno carico 8900 t. lunghezza 182,2 mt. larghezza 16,6 mt. velocità 37 nodi, equipaggio 580 uomini.
Nel periodo post bellico ha operato come Nave Scuola per gli Allievi dell’Accademia Navale di Livorno fino al suo disarmo avvenuto nel 1964.
Il suo motto: Con risolutezza, con rapidità
– 1956 Olimpiadi di Melbourne –
La crociera aveva come destinazione finale Melbourne in Australia dove in autunno inoltrato si svolsero le XVI Olimpiadi, alle quali parteciparono atleti italiani; a bordo dell’unità, oltre all’equipaggio, i cadetti dell’Accademia Navale. In tale importantissimo evento mondiale, l’unità fu nave appoggio.
Le foto “comparse” si riferiscono in gran parte ai momenti ufficiali dove il comandante e l’equipaggio furono primi attori, furono i rappresentanti dell’Italia all’estero.

Giro del mondo dell’Incrociatore Raimondo Montecuccoli 1956-1957
LA CROCIERA PIU’ LUNGA…..
Il 1° settembre 1956 l’incrociatore Raimondo Montecuccoli stava per partire per la più lunga crociera del dopoguerra.
Doveva spingersi fino all’Indonesia, all’Australia e la Nuova Zelanda per ritornare indietro attraverso gli stessi mari e gli stessi oceani.
Ma le note vicende che determinarono la temporanea chiusura del canale di Suez bloccarono la via del ritorno, e il mattino del 13 novembre, l’incrociatore ricevette l’ordine di tornare in patria via Panama con conseguente “giro del mondo”.
Fu una notizia tutt’altro che spiacevole per chi era a bordo: compiere un viaggio memorabile intorno al globo, percorrendo più di 34.000 miglia.
La missione affidata agli uomini del Montecuccoli era determinante poiché dal comportamento di tutto l’equipaggio dipendeva il giudizio che paesi di tutto il mondo avrebbero dato al nostro Paese, a un decennio dalla fine del secondo conflitto mondiale.
Il Montecuccoli riuscì a guadagnarsi grande stima e considerazione presso le varie autorità locali e profonda ammirazione da parte delle navi che l’affiancarono in manovre ed esercitazioni in mari fino ad allora sconosciuti alla nostra bandiera.
Ecco dunque che in occasione del 60ennale degli eventi descritti nel volume, si propone una riedizione di quanto già pubblicato dalla Marina nel 1957, arricchito da prologo, prefazione e postfazione che inquadrano il periplo del mondo al contesto sociale, economico, politico e culturale di quegli anni.
Il volume è dedicato a coloro che hanno vissuto quel tempo e quella navigazione, talvolta molto difficile, ma anche a quanti vorranno calarsi nella realtà dell’epoca.
È posto in vendita al prezzo unitario di € 18,00 (€ 12,00 prezzo ridotto per gli aventi diritto) più spese postali, facendone richiesta all’Ufficio Storico della Marina Militare, Via Taormina, 4 – 00135 ROMA e-mail: ufficiostorico.vendite@marina.difesa.it (modalità di dettaglio per l’acquisto
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La nave una volta arrivata a Melbourne per la presenza alle Olimpiadi del 1956, sarebbe dovuta ritornare più o meno per la stessa rotta ma, a causa dei fatti successi in Egitto, (Nasser, presidente della Repubblica,
dopo aver espulso tutti gli stranieri e confiscato i loro beni, nazionalizza il Canale di Suez provocando l’intervento militare franco-inglese) con la conseguente chiusura del Canale, la rotta di ritorno fu riimpostata consentendo così all’unità di circumnavigare il globo.
Imbarcati, oltre all’equipaggio, i cadetti dell’Accademia della 2^ e 3^ classe un totale di 134 allievi di cui 22 di Marine straniere che seguivano gli studi a Livorno.
Furono visitati 34 porti (località) e percorse 33.170 miglia marine.
Le fotografie, qui pubblicate, sono “emerse” nella ricerca di altra documentazione, le stesse mi sono state donate negli anni ‘60 da un componente l’equipaggio dell’unità che ha avuto la fortuna di poter dire “io c’ero”.
Nell’elenco le varie tappe della nave, evidenziate meglio nel percorso sul planisfero; in rosso la rotta d’andata, in verde quella del ritorno.
LIVORNO-PORTO SAID-SUEZ-ADEN-KARACHI-BOMBAY – COLOMBO-SINGAPORE-DJAKARTA-PORT DARWIN-CAIRNS BRISBANE-SIDNEY-AUKLAND-WELLINGTON MELBOURNE-HOBART-ADELAIDE-MELBOURNE – SUVA-PAGO PAGO-PEARL HARBOR-SAN FRANCISO SAN DIEGO-MANZANILLO-ACAPULCO-SALINAS CRUZ LA LIBERTAD-PUNTARENAS-BALBOA CRISTOBAL CARTAGENA-LA GUAYRA-BRIGHTON-PORT OF SPAIN SAO VINCENTE DI CAPO VERDE-GIBILTERRA-LIVORNO
Il LINK CHE SEGUE RACCOGLIE MOLTISSIME FOTO DI QUELLA CROCIERA PER CASO….
https://www.marinai.it/comunica/corsi/corsi/monte.pdf
Conclusione
Quando ero un giovane studente del Nautico di Camogli, spesso andavo a Spezia per rubare qualche scatto alle navi della nostra M.M. che si trovavano nell’Arsenale.
A missione compiuta, prima di prendere il treno per tornare a Rapallo, ricordo quella strada in leggera salita: Via Chiodo che porta alla stazione ferroviaria.
Era l’ultima sosta di quella giornata, la più attesa. Era l’ultimo rito che mi dava una gioia indescrivibile. Il libraio/tabacchino sulla destra mi aspettava quel giorno stabilito per consegnarmi le foto-cartolina in bianco e nero delle Unità della Marina che mancavano nella mia collezione.
Molte erano le navi perdute nella guerra, ma quelle che erano sopravvissute le amavo ancora di più per le storie e le “ciccatrici” che ancora raccontavano….
Gli Incrociatori della classe Montecuccoli sono stati apprezzati per la loro linea elegante, affusolata e per l’estetica, considerata tipicamente italiana e che conferiva loro un senso di bellezza e velocità. Le navi da guerra italiane, fin da allora, erano rinomate per il design e l’ingegneria.
Estetica italiana:
La progettazione italiana era spesso caratterizzata da linee pulite, eleganti e veloci, che rispecchiavano un’estetica che è stata poi associata anche ad altri incrociatori leggeri italiani dell’epoca.
Bellezza e velocità:
La linea affusolata, le forme affilate e il design complessivo contribuivano a dare a queste navi un aspetto slanciato e veloce, che le rendeva visivamente attraenti e, come si diceva, potenti.
Armamento e prestazioni:
Oltre all’aspetto, le navi erano anche ben armate e progettate per operare in autonomia, tipiche di un incrociatore leggero.
In sintesi, la classe Montecuccoli è un esempio emblematico della combinazione di bellezza estetica e prestazioni funzionali tipica dell’ingegneria navale italiana.
Il FRIGNANO del Montecuccoli
https://www.ilfrignanodeimontecuccoli.it/incrociatore-raimondo-montecuccoli/
Carlo GATTI
Rapallo, 24 ottobre 2025


