GINOSTRA

TERRA DI DIO

Un viaggio senza fiato tra acqua e fuoco

di Martina Bernareggi

6.3.2013

Il semplice fatto di approdare al porticciolo di un villaggio accessibile esclusivamente dal mare, isolato dal resto del mondo, è motivo di riflessione: dal momento in cui si mette piede sul primo scoglio di Ginostra ci si sente in totale balia delle forze della natura. Il vulcano, lo Stromboli, respira incessantemente sotto le pareti scoscese: è lui a dominare l’isola mentre il mare tutto attorno detta le sue leggi. L’atteggiamento umile e contemplativo è l’unico consentito all’essere umano.

L’assoluta pace, l’assenza di distrazioni, di inquinamento acustico e luminoso creano quindi le condizioni  ideali per un soggiorno full-immersion (in tutti i sensi) di apnea, anche se un prezzo da pagare esiste. Infatti, il primo impatto per un apneista che si trova sull’isola più a nord delle Eolie per cercare anfratti sommersi e profondità, è già di per sé abbastanza estremo: cinque ripide rampe da percorrere in salita con zavorra e attrezzatura sono solo l’assaggio delle successive scarpinate necessarie a raggiungere i pochi, impervi accessi al mare.

Martina Bernareggi

Ma se è vero che la conquista ha un sapore del tutto differente quando accompagnata dal sudore della fronte, allora gli stupendi fondali di Ginostra, l’acqua cristallina, i paesaggi sommersi e le specie marine che li popolano risulteranno quanto di più bello si possa desiderare e l’atmosfera quasi mistica in cui si è immersi renderà il tutto un’esperienza indimenticabile.

Conformazione geologica e fondali

Di origine vulcanica come le altre isole dell’arcipelago delle Eolie, Stromboli è formata da roccia magmatica che sortisce due effetti principali sull’ambiente (e di conseguenza sulle acque circostanti): oscurità e calore.

I fondali attorno all’isola sono costituiti dalla parte sommersa del vulcano, conformazioni rocciose ricche di anfratti e sifoni generati da un’erosione massiccia. La spiegazione scientifica di questi particolari geositi è da ricercare nelle caratteristiche della roccia magmatica. Senza scendere troppo nel particolare, il magma in ambiente subacqueo solidifica rapidamente sia per il brusco passaggio da temperature molto elevate alla temperatura ambiente, sia per un abbassamento di pressione, originando in questo modo rocce dalla grana molto fine, particolarmente soggette all’azione erosiva degli agenti esterni.


Tutto ciò si traduce per l’apneista in uno spettacolo sottomarino suggestivo e particolarmente adatto a stimolare la curiosità e la voglia di scoperta; soprattutto quando, intenti ad esplorare un anfratto o distratti da un incontro inatteso, ci si rende conto che un solo respiro può durare più a lungo di quanto si sia mai creduto.

L’acqua cristallina lascia trasparire gli scuri fondali fino ad una profondità di circa 20-25 metri e  quando la luce del sole filtra tra le onde i riflessi variano dal verde smeraldo al blu intenso. A differenza del paese di Stromboli, presso cui è possibile trovare piccole spiagge nere formate da fine pietrisco igneo, a Ginostra l’accesso al mare è consentito esclusivamente attraverso gli scogli in tre punti.

Accessi al mare


Il porto. E’ forse l’accesso meno pittoresco, ma sicuramente il più comodo e immediato. E’ possibile raggiungere l’acqua scendendo degli scalini oppure calandosi con cautela dai grossi massi posti attorno al molo, dove alcune piscine naturali fanno da anticamera al mare aperto. Già a pochi metri di profondità è possibile incontrare diverse specie marine, spesso nascoste e mimetizzate tra le rocce. Con un po’ di attenzione non sarà difficile distinguere piccoli scorfani, polpi, cernie brune e alcuni esemplari di stummo (così è chiamato nel dialetto locale un pesce simile alla tracina, ma senza spine) tranquillamente adagiati su una pietra o rintanati in qualche fessura.



Lazzaro. Dista circa 15-20 minuti di cammino dalla parte centrale di Ginostra. Il sentiero, che si snoda al sotto delle bianche case in stile eoliano fino ad un minuscolo porticciolo, può risultare decisamente ostico in alcuni tratti. Si consiglia dunque l’utilizzo di scarponcini da trekking o comunque calzature comode. Si accede al mare tramite una darsena che scivola morbidamente tra le onde.

In questa zona, su un fondale massimo di circa diciotto metri, è facile divertirsi anche in pochi metri d’acqua grazie a camini, tunnel ed un ampio arco sommerso che rendono l’esplorazione subacquea accattivante e particolarmente indicata per chiunque cerchi un’esperienza intensa in profondità poco elevate. Potrebbe infatti non esservi mai accaduto di entrare in un tunnel dove per qualche secondo si vede solo un gran buio. O meglio, potrebbe esservi accaduto in qualche incubo: il diametro di quel tunnel inizia a rimpicciolirsi e tutto intorno c’è solamente acqua. La consapevolezza che dall’altra parte esiste una via d’uscita e che la distanza da percorrere è alla propria portata, sono elementi  sicuramente fondamentali per mettere l’apneista nella condizione di affrontare la situazione. Ma il resto dipende da una convinzione che deve nascere nella sua mente, la convinzione che quell’ambiente in realtà non sia ostile, ma intimo ed accogliente, ed il fatto di potervi accedere, di potersi insinuare nelle viscere della roccia, rappresenti fondamentalmente un privilegio.

La chiesa. Una sentiero che parte dal sagrato porta ai grossi scogli sottostanti la chiesa. Il fondale è formato anche in questo punto da massi di roccia magmatica che lasciano spazio di tanto in tanto ad ampie chiazze di poseidonia. Durante l’esplorazione ci si accorge dei resti di un antico vascello a vapore, grosse caldaie e lamiere sono disseminate su un’ampia area. Salpe e saraghi di piccola taglia sono un incontro abbastanza facile attorno alla profondità di dieci metri, mentre un occhio attento non si farà sfuggire le piccole murene che, sporgendo di poco il capo dalle rocce, si guardano attorno circospette, curiose quanto diffidenti, pronte a ritirarsi al minimo segnale di pericolo. Gusci rotti e conchiglie svuotate indicano la presenza qua e là di tane i cui inquilini più riservati si guardano bene dal lasciarsi osservare.

In barca

L’utilizzo di una piccola imbarcazione consente di raggiungere alcune tra le zone migliori per le immersioni, altrimenti precluse all’esplorazione dell’apneista che decide di entrare in acqua munito delle sole pinne. Girando in senso orario attorno all’isola in pochi minuti si raggiunge la sciara del fuoco, uno scenario mozzafiato di cui però si  può godere solo mantenendo le debite distanze. Esiste, infatti, un limite segnalato da una boa oltre il quale è vietato procedere a causa del pericolo rappresentato dalla frequente caduta dei massi scagliati in aria dalla bocca del vulcano. Sostando con l’imbarcazione di fronte alla sciara è possibile ascoltare i boati dello Stromboli che rompono il silenzio mentre una colonna di fumo si innalza al di sopra del cratere.



Proseguendo verso il paese di Stromboli si raggiunge, ad un miglio dalla costa, l’isolotto (sarebbe meglio definirlo un grosso scoglio) chiamato Strombolicchio. La leggenda vuole identificare questo scoglio con il tappo scagliato in mare dal vulcano durante un’eruzione. In realtà si tratta di una  formazione di origine vulcanica più antica dell’isola di Stromboli, che il tempo ha ridotto ad un isolotto di roccia frastagliata con pareti a strapiombo sul mare. La parte sommersa scende in verticale nell’acqua con leggere variazioni di pendenza a seconda del versante, formando delle pareti che si perdono nel blu. Proprio accanto a queste pareti  è possibile effettuare stupende immersioni e sfidare i propri limiti sfruttando il riferimento visivo degli scalini naturali che scandiscono la profondità mentre si è impegnati nella discesa. Attorno a questo grosso scoglio, nell’acqua limpidissima, si incontrano pesci di media e grossa taglia e non è inusuale, tra castagnole e salpe, imbattersi in qualche banco di barracuda.

L’assoluta limpidezza delle acque che circondano Strombolicchio è sicuramente un grosso sprone per l’apneista alla ricerca della profondità. La discesa risulta piacevole e naturale e il riferimento della parete, con tutti gli organismi marini che la popolano, un valido aiuto per l’orientamento (da non dimenticare che le correnti attorno all’isolotto sono piuttosto intense)

La notte

Se durante il giorno Ginostra stupisce per i colori del mare e i paesaggi surreali, addirittura lunari in alcuni casi, è durante la notte che il villaggio si accende, sprigionando tutto il suo fascino. La volta celeste è punteggiata da una miriade di stelle e, luna permettendo, è possibile vedere la via lattea spiccare come un chiaro sentiero che attraversa il cielo. Accanto al luccichio del manto stellato, Ginostra regala anche un altro genere di spettacolo “scintillante”:  sono i lapilli rossi lanciati in aria dai crateri attivi del vulcano. Se le acque nere non vi mettono a disagio, il suggerimento è cimentarsi in un’immersione in notturna, sia per provare l’ebbrezza di un tuffo nelle tenebre guidati solo da un fascio di luce che di tanto in tanto svela qualche forma di vita, sia per osservare, sdraiati supini sul pelo dell’acqua, uno spettacolo inebriante.

Come arrivare

Il villaggio di Ginostra è raggiungibile solo via mare:

Siremar (navi, aliscafi)

Ustica Lines (aliscafi)

Snav (aliscafi)

Alilauro (aliscafi)

Partenze da Napoli, Milazzo, Reggio Calabria, Cefalù e Palermo

Dove alloggiare

B&B Luna Rossa

Via Piano, 3

98050 GINOSTRA DI LIPARI (Me)

Tel.: 090-9880049 – 090-9812305

www.ginostra-stromboli.it

Dove mangiare:

Ristorante Il Puntazzo

98050 Ginostra di Stromboli (ME)

tel. 090-9812464

e-mail: puntazzo@tiscali.it