GENOVA – PALAZZO TURSI, UNA PORTA ANTICA CHE GUARDA AL FUTURO

GENOVA – VIA GARIBALDI
PREMESSA:
Non ero mai stato a Palazzo Tursi. Lo avevo incontrato su libri e fotografie, ma entrarci davvero è stato come varcare una soglia viva.

La cerimonia nuziale di Chiara e Anders si è svolta al terzo piano, nel maestoso Salone di Rappresentanza, (foto sopra), e lì ho avuto la sensazione precisa di trovarmi nel cuore segreto della genovesità.
Genova ha già molti simboli che parlano la sua lingua:
la Lanterna che veglia su venti chilometri di porto,
la Casa di Colombo,
la Cattedrale di San Lorenzo,
la fiera Torre degli Embriaci,
e mille altri sguardi di pietra rivolti al mare.
Eppure, in quel salone, c’è qualcosa di diverso: c’è lo spirito stesso di coloro che hanno fatto grande Genova.
– Il soffitto affrescato sembra sollevarsi verso un cielo domestico;
– Il grande lampadario, come una costellazione sospesa, diffonde una luce antica e morbida.
– Sulle pareti laterali, i navigatori osservano in silenzio, custodi muti delle rotte che hanno unito continenti.
– Al centro, dietro al celebrante, il gonfalone di Genova veglia sulla scena, mentre un semplice tavolo di legno, con quattro sedie per sposi e testimoni, ricorda che la solennità nasce sempre dalle cose essenziali.
– Ai lati, due busti si ergono come fari nella memoria: Garibaldi e Mazzini.
È come se fossero ancora lì, testimoni di un’idea di libertà che non ha mai smesso di camminare per l’Europa.
E sì, forse farà sorridere qualcuno, ma ho avuto la sensazione di trovarmi in una piccola Cappella Sistina genovese: non per la grandiosità pittorica, ma per la forza degli spiriti liberi che sembravano riuniti in un unico abbraccio.
Colombo e Vespucci con i loro oceani,
Mazzini e Garibaldi con le loro visioni,
Paganini con il suo violino che ancora vibra tra le pareti.
Uomini che hanno osato guardare oltre, che hanno varcato orizzonti sconosciuti donando al mondo idee, arte, libertà.
Genova, la sua Porta sul Mondo
Tra le tante eredità che questi grandi figli di Genova ci hanno consegnato, ce n’è una che ancora oggi respiriamo come un vento costante: il porto.
Un luogo che non è semplice infrastruttura, ma la vera Porta della città sul mondo.
Genova non ha mai vissuto il mare come separazione, ma come legame. Ha sempre guardato alle altre sponde con uno sguardo accogliente, fraterno, curioso.
Questo sguardo ha permesso ai mercanti di intrecciare rotte, ai naviganti di partire senza paura, agli artisti di respirare mondi lontani.
È uno sguardo che ancora oggi vive nelle poesie e nelle canzoni dei figli più sensibili della città.
Amare Genova significa questo:
stare dalla parte dell’incontro tra i popoli, credere nell’accoglienza, nei commerci che generano cultura, nel mare come luogo di benessere e di dialogo.
L’8 dicembre è la Festa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Si tratta di una delle più importanti feste mariane del calendario liturgico della Chiesa cattolica e noi, marinai portuali e d’Altura genovesi, la commemoriamo così:
MADONNA REGINA DI GENOVA
La Madre di tutti i naviganti

E pensando al porto, non posso dimenticare coloro che quella Porta sul Mondo la aprono, la custodiscono e la difendono ogni giorno: i Piloti del Porto.
Davanti alle loro torri, da oltre quattro secoli, li accompagna una figura antica e rassicurante: la Madonna dei Piloti, scolpita da Bernardo Carlone intorno al 1638.
Una Madre di tutti, che guarda il mare senza stancarsi mai, salutando ogni nave che entra e ogni nave che esce dall’imboccatura del porto come figli da proteggere, senza distinzioni di bandiera o di fede.
Per i piloti, quella statua è più di un simbolo: è un compagno silenzioso di ogni manovra, di ogni notte di vento, di ogni arrivo e di ogni partenza.
È un messaggio che attraversa i secoli:
“siamo tutti figli dello stesso mare”
Ed è forse per questo che Genova continua, ancora oggi, a essere un abbraccio aperto verso il mondo.
Una città che accoglie, che protegge, che ricorda ai suoi naviganti – e ai viaggiatori di ogni tempo – che il mare non divide: il mare unisce.
VIA GARIBALDI, IL SALOTTO DI GENOVA….
la “Strada Nuova” di Genova oggi si chiama Via Garibaldi. Fu realizzata nel XVI secolo e conosciuta originariamente anche come “Via Aurea” prima di essere intitolata a Giuseppe Garibaldi, l’anno della sua morte, nel 1882.
“Strada Nuova”: il nome originale dato al momento della sua costruzione nel Cinquecento per creare un quartiere prestigioso.
“Via Aurea”: un nome che le fu dato in seguito per la sua magnificenza.
Le famiglie aristocratiche genovesi che gestirono la Via Nuova, (Via Garibaldi) come gli Spinola e i Doria, ebbero periodi di forte competizione e scontro, ma anche di alleanza e collaborazione. La loro storia è caratterizzata da un’alternanza di conflitti interni e guerre tra fazioni (ghibellini contro guelfi), anche se spesso si alleavano contro nemici esterni, come pisani o veneziani, e gestivano la città attraverso sistemi di co-governo e rivalità.
Le principali famiglie che hanno legato il loro nome a Palazzo Tursi sono i Grimaldi, che lo costruirono inizialmente, e i Doria, che ne completarono l’edificazione, tanto che oggi è noto anche come Palazzo Doria-Tursi.
Prima o poi tutti si chiedono:
Perché si chiama Palazzo Tursi ?
Andrea Doria, principe di Melfi, che desiderava una dimora prestigiosa come quella per destinarla al ramo cadetto della propria discendenza, quello di Carlo I Doria del Carretto, duca di Tursi (1576-1649), il cui predicato nobiliare è quello tuttora utilizzato per denominare il palazzo.
Si può aggiungere che la parola Tursi si riferisce principalmente a un comune in provincia di Matera, noto per il suo antico borgo saraceno, la Rabatana, e per essere il paese natale del poeta Albino Pierro. Le ipotesi sull’origine del toponimo sono diverse e spaziano dal greco “torre” (da cui “týrsis“) a nomi propri di origine bizantina o saracena, come “Turcico”.
PALAZZO TURSI
IL MUNICIPIO DI GENOVA
Il palazzo del Municipio di Genova, Palazzo Doria Tursi, in Via Garibaldi.


Palazzo di Niccolò Grimaldi
(Palazzo Tursi)
La facciata con la pietra rosa di Finale, l’ardesia della Valfontanabuona dal colore grigio-nero e il marmo bianco di Carrara.
La Scala

Il cortile rettangolare sopraelevato su due piani

Spazio confinante con il giardino inferiore di Palazzo Rosso
MUSEI DI STRADA NUOVA
Patrimonio dell’Umanità UNESCO
Nella straordinaria cornice di Via Garibaldi, la magnifica “Strada Nuova” rinascimentale e barocca tracciata a metà Cinquecento per ospitare le dimore della ricca e potente aristocrazia cittadina, un singolare percorso museale collega tre palazzi e costituisce il maggiore museo di arte antica in città.
Palazzo Rosso è una “casa-museo” dove rivive il fascino della dimora seicentesca che ancora ospita le ricche collezioni d’arte e gli arredi storici della famiglia Brignole-Sale in ambienti sontuosamente decorati da affreschi e stucchi.
Palazzo Bianco è la principale pinacoteca della Liguria, capace di offrire uno spaccato ricco e articolato della scuola pittorica ligure dal Cinquecento, con aperture di alto livello alle realtà fiamminga, spagnola e italiana. Il nuovo collegamento tra Palazzo Bianco e Palazzo Tursi attraversa il sito dove si ergeva la chiesa del distrutto convento di San Francesco di Castelletto, di cui si vedono i resti in un contesto suggestivo e assolutamente unico.
Palazzo Doria-Tursi, che oggi ospita anche il Municipio, nacque come la più grandiosa residenza privata costruita in città nel cosiddetto “Secolo dei Genovesi”. Qui si conclude il percorso dedicato alla pittura del XVIII secolo e il visitatore trova una ricca selezione di opere d’arte decorativa e applicata: arazzi, ceramiche genovesi, monete, pesi e misure ufficiali dell’antica Repubblica di Genova.
È qui che si conservano anche i violini storici di Nicolò Paganini, tra cui il celebre “Cannone Guarneri”.
Il percorso dei Musei di Strada Nuova, che consta di oltre settantacinque sale, si snoda su diversi livelli tra corti, loggiati, giardini e terrazze. È intervallato così da tanti panorami mozzafiato sulla città e sul centro.
Le 10 meraviglie
I Musei di Strada Nuova conservano dipinti, sculture e arti applicate dal Cinquecento all’Ottocento.
La strepitosa quadreria della famiglia Brignole-Sale, negli ambienti affrescati di Palazzo Rosso.
La ricca pinacoteca di Palazzo Bianco custodiscono capolavori di pittura veneta del Rinascimento, da Palma il Vecchio a Veronese, di pittura italiana di primo Seicento, da Caravaggio a Guido Reni e Guercino, oltre alla rassegna più completa in Liguria di pittura nordica di Cinque e Seicento e a un nucleo fondamentale di ritratti di Anton van Dyck.
L’allestimento è segnato dal magistrale intervento museografico dell’architetto Franco Albini di metà Novecento.
Da non perdere, a Palazzo Tursi, una scultura di Antonio Canova e gli spazi dedicati ai cimeli e al violino di Nicolò Paganini: un Guarneri del Gesù.

Antonio Canova, “La Maddalena Penitente”

Il violino costruito nel 1743 dal liutaio italiano, Bartolomeo Giuseppe Guarneri e appartenuto a Niccolò Paganini e detto Il Cannone


Palazzo Doria-Tursi
Musei di Strada Nuova

Liguria: Collezione ceramiche, vasi farmaceutici di luppolo ed altri – XVII secolo

Alessandro Magnasco, Trattenimento in un giardino d’Albaro
Salone di Rappresentanza, il soffitto

Francesco Gandolfi, “Cristoforo Colombo alla Corte di Spagna” (1862). Affresco sul soffitto del Salone di Rappresentanza di Palazzo Doria Tursi a Genova.
Quanta STORIA LIGUSTIGA su quei muri…..

Il grande lampadario che domina il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi ha una storia legata alla sua installazione nel tardo Ottocento e alla sua provenienza. Originariamente apparteneva a un altro palazzo genovese, Palazzo Brignole-Sale, (oggi Palazzo Rosso) ed è stato spostato nel palazzo dei Doria Tursi nel 1892.

Sotto il gonfalone di Genova, con ai lati i busti di Mazzini e Garibaldi, il Sindaco unisce in matrimonio gli SPOSI ognuno dei quali ha il proprio testimone accanto.

Rubens – Palazzi di
Genova, 1622
Peter Paul Rubens – Université de Heidelberg (Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg)
RINGRAZIO TRIPADVISOR ed I suoi Viaggiatori
che ci hanno permesso d’illustrare, a scopo divulgativo, il nostro “servizio” su Palazzo Tursi e dintorni….
RIFERIMENTI:
PALAZZO TURSI
https://it.wikipedia.org/wiki/Tursi
SALONE DI RAPPRESENTANZA
https://www.instagram.com/reel/DFXQsm4I1KK/
SUI MURI DEL SALONE DI RAPPRESENTANZA
https://www.genova24.it/wp-content/uploads/2021/12/visita-aac.pdf
Carlo GATTI
Rapallo, 3 dicembre 2025


