DALARNA

una regione svedese molto speciale.

Partire per il Dalarna, regione centrale della Svezia, é per gli svedesi un‘immersione nella tradizione: qui vivono i troll,  babbo-natale (Jultomten), la festa del “midsommar” (24 giugno). Qui cominciano le colline e gli sport invernali, le terre dei Sami, i pascoli di renne e qualche incontro sgradito con lupi, orsi e alci.

Costumi del Dalarna


I grandi fiumi scendono tutti per Sud-Est e sfociano nel Golfo di Botnia. Fino al 1997 c’era in uso il “flottning” di tronchi tagliati nelle sterminate foreste di pini, abeti e betulle che erano trascinati dall’impetuosa corrente verso i porti del distretto di Gävle, Söderhamn, Hudiskvall, Sundsvall, Härnosand, Umeå ecc…

Il Dalarna, per queste sue caratteristiche a tinte molto forti, é in prima fila nel regalare simboli, marchi e loghi al settore turistico della Svezia.

La Vasaloppet è una gara di sci di fondo su lunga distanza (maratona sciistica), che si svolge annualmente in questa regione, la prima domenica di marzo. È la più vecchia, più lunga e più grande gara di sci di fondo del mondo. Durante l’ottantesima edizione, disputata il 7 marzo 2004,  circa 15.500 sciatori gareggiarono nella gara principale, che si svolge su una distanza di 90 chilometri tra il villaggio di Sälen e la città di Mora.  Un totale di 40.000 persone hanno partecipato ad una delle sette gare tenutesi nella prima settimana di marzo. La gara nacque nel 1922,  ispirandosi al percorso che il futuro Re Gustavo Vasa aveva compiuto nel 1520.  Il vincitore della prima edizione fu Ernst Alm di Norsjö che ancora oggi è il più giovane vincitore della gara.

Il Dalarna é la regione della Svezia centrale dove si fondono il modernismo europeo con le lunghe distanze nevose e piene d’incognite. Da questa terra di artisti, citiamo soltanto i pittori Carl Larsson e Anders Zorn, provengono quasi tutti i simboli della Svezia: i cavallini colorati (Dalahästen) nella foto, i pupazzi di alci e caproni, le corna di renna e di altri cervidi, le pitture, i tessuti particolari, gli orologi e i coltelli di Mora.

Da queste parti sono abbastanza frequenti le collisioni stradali con gli alci.

Più a Nord ci s’imbatte facilmente in branchi di renne.

Sopravvivono gli accampamenti Lapponi che qui si chiamano Sami. Non mancano gli orsi bruni che ogni tanto si aggirano tra le case e le linci, secondo le statistiche, sono 1.500.

I laghi pullulano di lucci che superano il metro di lunghezza.

Ci siamo mossi sul parallelo che dal porto di Gävle (Botten Havet) giunge al lussureggiante lago Siljan, costellato da decine e decine di isolotti dove gli svedesi vanno a rifugiarsi d’estate presso quelle casette rosse di legno (sommarstuga) con i bordi bianchi che fanno capolino tra i boschi. Il colore rosso scuro delle abitazioni di campagna di tutta la Svezia, é fabbricato nella città di Falun, e si chiama “Rosso Falun”. La nostra meta é proprio questa città di provincia, 26° posto in classifica con i suoi  35.000 abitanti, a metà strada sul parallelo che unisce il Siljan a Gävle.

In questa parte della Svezia, che é molto lontana dai rumori delle grandi città, il bisbiglio umano non supera mai quello del vento, anche nei giorni di bonaccia. Persino le martellate degli operai sulla strada sembrano chiedere scusa ai passanti, e sono ovattate.

Ci prepariamo mentalmente ad un soggiorno rilassante, dedicato alla raccolta di funghi porcini (ignorati dalla cucina locale), mirtilli neri e rossi, di qualche pescata di lucci e alla caccia fotografica di alci, lepri, caprioli, falchi che all’imbrunire escono dai boschi e pare abitino solo da queste parti.

Entrando da Ovest nel centro abitato, ci accorgiamo di uno strano museo all’aperto tra dune di minerale e qualche monumento: si tratta di un complesso minerario di rame, tra i più importanti al mondo. Ormai dismesso e convertito all’archeologia industriale. Qui tutto si rinnova in continuazione e guai a non avere il tom-tom aggiornato.

A poco a poco scopriamo una decina di Chiese tra cui svetta l’imponente duomo “Kristine Kyrka” del 1600 (foto sopra). Tra un filare di case e l’altro del centro città, si penetra in macchie di verde che coprono tutto: monumenti e ville importanti, fontane e supermercati. Pare che da queste parti abbia importanza soltanto l’aria che si respira. I Verdi impazzirebbero di gioia!

Questa strana costruzione a lamelle é una delle sedi universitarie di Falun

Rimaniamo basiti quando scopriamo che 18.000 studenti universitari arrivano ogni anno a Falun da tutto il mondo per i corsi ERASMUS e per le eccellenti facoltà umanistiche, linguistiche e per quelle scientifiche di Borlänge, situata a 12 km di autostrada.

Ci spostiamo verso il centro universitario, ubicato alla periferia Est della città. Qui iniziano le pinete e i filari di candide betulle che, a loro volta, fanno da schermo ad un Centro Sportivo tra i più grandi al mondo. In primo piano si notano le piscine scoperte. A destra inizia il Centro sportivo di cui riportiamo il grafico qui sotto. Cominciamo a non capirci più niente!

Rappresentazione grafica degli impianti sportivi invernali di Falun. Non appaiono gli impianti estivi: campi da calcio, bandy, basket, galoppatoio, golf che circondano l’intero struttura rettangolare.

Entriamo all’Università. Pare che la luce i colori e la funzionalità siano state le principali linee guida degli architetti.

Questa é la biblioteca dell’Università: 2.600 m2 d’estensione, 400 posti per gli studenti. 3.600 metri disponibili per i libri.  Disegnata dagli architetti danesi Anders Lonka, Martin Laursen e Martin Krogh, l’opera ha ricevuto quest’anno il 1° premio dalla World Architecture Festival. Ogni tavolino espone la bandierina della lingua parlata dagli studenti in quel momento.

A poco a poco scopriamo che pur parlando svedese, non ci si può permettere alcuna distrazione perché l’interlocutore locale ti si rivolge subito in inglese. Qui tutti parlano la lingua inglese senza il minimo intoppo. La stessa università usa l’inglese anche per i corsi di svedese. Gli stessi esami in lingua locale prevedono l’inglese come lingua base per la comunicazione. La futura classe dirigente che viene formata da queste parti, come si può facilmente intuire, si serve di parametri ben lontani da quelli nostrani.

Questo é lo Ski Jumping di Falun che nel 2014 ha ospitato il Campionato del mondo della specialità. Nel 2015 qui si terrà il FIS Nordic Ski World Championships: Sci di fondo, otto specialità – dal 18 febbraio al 1 marzo 2015. Gare di salto dal 19 febbraio al 28 febbraio 2015. Combinata Nordica dal 20 al 28 febbraio 2015.

Usciamo dall’università con un vago senso di vergogna… ma siamo rincuorati dalla visione di questo gigantesco trampolino per il salto con gli sci che ci proietta nel mondo dei sogni… Scattiamo qualche foto e ci troviamo davanti ad un centro Sportivo di dimensioni esagerate. Entriamo, andiamo al Bar e chiediamo informazioni. Veniamo a sapere che per tutto il mese di febbraio 2015 si svolgeranno i Campionati del mondo di discipline nordiche e che gli alberghi, pensioni, abitazioni private ecc… sono prenotati da cinque anni.

Ecco come si presenta il “generale” inverno da queste parti…

Da ogni lato di questo lunghissimo corridoio, di cui non si riesce ad vederne la fine, si notano, attraverso ampie vetrate, palestre di ogni tipo, campi di basket, curling, hockey, piscine, campi da tennis, piste di atletica ecc…In questa struttura esiste anche uno dei più attrezzati laboratori del Paese per la fisiologia dello sport.

Confrontando i prezzi esposti per la pratica di ciascuna disciplina sportiva, ci accorgiamo che vivere lo sport in Svezia costa meno che in Italia, e ci spieghiamo come il pagare le tasse a “governi onesti” sia la chiave di lettura per capire le ragioni di quelle posizioni occupate dai Paesi Scandinavi ai vertici delle classifiche mondiali

Ogni volta che veniamo da queste parti, notiamo quanto la gente sia calma e nello stesso tempo attiva  nel compiere opere pubbliche e private di notevole modernità. I migliori cervelli, da queste parti, sono al loro posto, cioé in alto. Qui si raggiungono le vette per meriti acquisiti, non per i voti raccolti nelle sedi dei partiti. Qui non esiste il politico di professione, ma é premiato il politico che porta le novità che necessitano al Paese e le sappia realizzare.

Che dire ancora? Forse é meglio soprassedere … chiedendoci: se questa é la “provincia svedese”, chissà cosa ci toccherà vedere nelle grandi città sulla stessa latitudine di Stoccolma?

Conclusione: Il modello nordico é off limits per gli italiani e ci viene in mente una citazione che é sempre attuale nel nostro Paese: gli Inglesi il commercio, i Francesi lo spirito, gli Italiani l’odio di parte.

Carlo GATTI

Rapallo, 10 Ottobre 2014