CANALE DI CORINTO

Tagliare l’istmo di Corinto per collegare il mar Ionio con il mar Egeo permettendo così alle navi di risparmiare miglia e navigazione  in mare aperto intorno al Peloponneso, è un’idea risalente addirittura al VI secolo a.C.

 

 

 

IL CANALE DI CORINTO è una via d’acqua artificiale che unisce due mari: Egeo e Ionio, é lungo 6,3 km, è largo meno di 25 metri, é altamente suggestivo e pienamente operativo. Venne inaugurato nel 1893 dopo secoli di progetti e tentativi. Con il suo passaggio stretto tra alte pareti tufacee, il Canale di Corinto è un’esperienza di navigazione che non lascia indifferenti se si pensa che ogni anno sono oltre 11.000 le imbarcazioni che lo attraversano di cui circa il 60 per cento barche da diporto e il 40 per cento navi commerciali. La maggior parte del traffico avviene naturalmente durante la stagione estiva, circa il 70 per cento con quasi 3.000 imbarcazioni che transitano in entrambe le direzioni.

TIME IS MONEY – Tutti lo sanno! Specialmente i naviganti che risparmiando circa 400 miglia sulla rotta tra il Mar Ionio e il Mar Egeo anticipano l’arrivo al Pireo evitando le burrasche in mare aperto: il risparmio è variabile e maggiore per le rotte in cui il punto di partenza o di arrivo siano collocati più vicino all’istmo, cioè nel Golfo di Corinto a Ovest o nel Golfo Saronico a Est.

E’ quasi inutile dirlo: il maggiore limite del canale è la sua contenuta larghezza che non consente il transito alle “giant ships” di qualsiasi tipo come accade invece per i Canali di Suez, Panama e Keel, che sono prettamente commerciali e sono soggetti periodicamente ad allargamenti e dragaggi per fare fronte alle continue e crescenti esigenze commerciali.

Per dare un’idea limite della sua operatività, citiamo un record: l’imbarcazione più grande che abbia mai attraversato il canale è la nave da crociera BRAEMER (195,82 metri di lunghezza e 22,52 m di larghezza, con a bordo 929 passeggeri) della compagnia norvegese di navigazione Fred Olsen che ha effettuato con successo il passaggio il 9 ottobre del 2019.

 

Crociera da record per la BRAEMAR – la nave più grande ad aver mai transitato il Canale di Corinto

 

ESISTE UN PROBLEMA: Le stesse pareti rocciose del canale, particolarmente alte e ripide, hanno da sempre costituito uno dei principali problemi del canale, costruito oltretutto in zona sismica: i crolli di roccia sono tutt’ora abbastanza frequenti e spesso il canale deve essere chiuso per lavori di manutenzione, messa in sicurezza e dragaggio. L’ultima frana, avvenuta a gennaio 2021, ne ha causato la chiusura per oltre un anno.

RIPORTIAMO ALCUNE IMPORTANTI ISTRUZIONI PER COLORO CHE DECIDESSERO D’INTRAPRENDERE UN NUOVA AVVENTURA NAUTICA

A circa mezzo miglio dall’imboccatura iniziano le procedure burocratiche. Prima di tutto si effettua una chiamata radio sul canale 11 del VHF all’autorità di controllo del canale che è Isthmia Pilot. L’attesa, prima di accostare in banchina per le pratiche di ingresso e il pagamento, dipende ovviamente dal traffico. Occorre quindi compilare l’apposito modulo con i dati della barca, il porto di provenienza e destinazione, il numero di persone a bordo e pagare il pedaggio nell’ufficio dell’autorità di controllo del canale.

QUANTO COSTA IL TRANSITO DEL CANALE?

Evitando di assumerci responsabilità che non sono di nostra competenza, riportiamo integralmente alcune istruzioni, disposizioni e tariffe che possono interessare i nostri lettori:

Il pedaggio viene calcolato in base al tipo di imbarcazione e alla sua lunghezza, alla bandiera e al tipo di utilizzo (privato o commerciale). Per fare un esempio, un 53 piedi privato, bandiera inglese a vela, paga 322 euro. Il passaggio notturno prevede un sovrapprezzo. Insomma un salasso, e non è un caso che rispetto alla lunghezza del passaggio, il Canale di Corinto sia uno dei più cari “transiti”  al mondo.

Ricevuta l’autorizzazione, a questo punto si deve attendere. Di giorno quando il transito non è ancora permesso è esposta la bandiera rossa, mentre di notte ci sono due luci bianche sovrapposte. Il via libera è dato dalla bandiera blu, che nelle ore notturne è segnalato con una sola luce bianca. Subito dopo si viene contattati via radio: “5 minuti al transito”. Si accende quindi la luce verde ai lati del piccolo ponte sommergibile che scendendo sott’acqua apre così il varco all’interno del canale. Se si è da soli, il tutto si è risolto in una ventina di minuti, mentre in caso di più barche le procedure sono più lunghe e si attende di creare un convoglio con le piccole navi commerciali davanti e le barche da diporto dietro.

 UN PO’ DI STORIA 

Il Canale di Corinto, fu già pensato da Periandro, uno dei Sette Savi, 600 anni prima di Cristo, e poi dai Romani, anche se la sua realizzazione è iniziata molto più di recente, tra il 1881 ed il 1893, addirittura dopo l’indipendenza della Grecia.

L’idea di ‘tagliare’ l’istmo nel suo punto più stretto risale al VII secolo a.C., ma per non togliere a Corinto la sua centralità sulle rotte commerciali, non fu mai concretizzata.

ALCUNE CURIOSITA’

  • La necessità di accorciare le distanze e i tempi di consegna delle merci si realizzò con un primo compromesso: fu creato un collegamento via terra, pavimentato e utilizzato per lo spostamento di beni e merci da una parte all’altra. La strada consentiva lo spostamento di persone ma anche il trasporto di intere navi tirate in secco.

  • Sotto Nerone, avvenne il primo tentativo di scavo dell’Istmo. Ai lati opposti del futuro canale, si avviarono le prime perforazioni in cima per valutare la resistenza delle pietre e, alla base, vengono scavate le prime trincee. Il progetto fu abbandonato per la grande difficoltà dovuta al non adeguato avanzamento tecnico e tecnologico dell’epoca.

L’unificazione della Grecia e la ripresa del progetto

Soltanto nel 1830, con la nascita del nuovo Stato greco, si riaprirono i cassetti dei vecchi progetti e si ripensò ad una concreta realizzazione. Il prestigioso incarico fu dato all’ingegnere francese Pierre Théodore Virlet d’Aoust giunto in Grecia, non per caso, con la spedizione sbarcata per liberare il Peloponneso dalle forze turco-egiziane. Gli eccessivi costi portarono tuttavia a un nuovo rinvio del progetto che riprese vigore soltanto dopo il collaudo delle nuove tecnologie sperimentate con l’apertura del canale artificiale di Suez, inaugurato nel 1869.

La realizzazione del canale

Una difficile storia di fallimenti iniziali…

Il cambio di passo arriva finalmente da uno strategico cambio di prospettiva che, aiutato da importanti progressi tecnici, guarda al coinvolgimento di capitali privati. Proponendo un partenariato pubblico privato ante litteram, lo stato vara una legge che in cambio della realizzazione dà in concessione l’opera e i suoi proventi per 99 anni. Inizia così una staffetta che, tra fallimenti e nuove prese in carico, vede alternarsi società e ingegneri provenienti da mezza Europa. Si inizia con una prima compagnia che fallisce dopo lo scavo delle due estremità, per passare a un gruppo misto franco-italo-ungherese che fallisce interrompendo nuovamente i lavori. Il cantiere viene portato a termine, dopo 12 anni dall’avvio dei lavori, dalla compagnia di costruzione greca guidata da Andreas Syngros.

ALCUNI INTERESSANTI INGRANDIMENTI

 

 

 

 

 

 

La velocità massima consentita è di 6 nodi e in parte è condizionata dalla corrente, fra 1 e 3 nodi, che a sua volta risente della direzione del vento. Con buone condizioni il passaggio si conclude in circa 30 minuti, a una velocità di circa 5,5 nodi. Non vi sono particolari difficoltà durante il transito, ma è sempre bene stare a debita distanza dai motoscafi che per via della scia potrebbero generare fastidiose turbolenze sulla pala del timone. Per il resto lo spettacolo è garantito tanto che ogni giorno frotte di turisti si affacciano dai ponti che collegano le due sponde, per ammirare il passaggio delle barche.

Da questa foto, più che in altre, si nota la “briglia” dei cavi del rimorchiatore il quale con piccoli aggiustamenti del timone riesce a tenere in rotta la nave che in ogni caso usa i propri mezzi Timone e Motore).

 

Chiudiamo questa carrellata d’immagini della CORINTO navale con il nostro adorato SCIPIO (dott.Scipione D’Este) che tanto ha donato a tutti noi di Mare Nostrum e alla città di Rapallo.

 

 

I DINTORNI DEL CANALE

In superficie è oggi attraversato da diversi ponti: per la linea ferroviaria, per una strada locale e un’autostrada a due carreggiate e un collegamento pedonale. Risalgono alla fine degli anni ottanta i due ponti mobili sommergibili collocati alle sue estremità, a Isthmia e Poseidonia. Abbassano il loro impalcato per 8 metri sotto la superficie dell’acqua per consentire il passaggio di imbarcazioni senza limiti di altezza, permettendo il passaggio dei veicoli terrestri.

La città sorge alle pendici del monte Acrocorinto, proprio sull’istmo di Corinto. Il Canale di Corinto collega il golfo omonimo con il Mar Egeo ed il Golfo Saronico e trasforma l’istmo in qualcosa che si può considerare quasi a sé stante, quasi un’isola, oggi una terra nota come Peloponneso.

Un tempo Corinto era una delle città più importanti della Grecia e lo è rimasta, nel Medio Evo ha visto nascere sulla sua area le fortificazioni di Acrocorinto, l’acropoli, odierna “Corinto Alta”, un terremoto ha distrutto poi quasi tutta la città, poi ricostruita 9 km a nord di quella antica.

 

 

 

“INNO ALL’AMORE” DI SAN PAOLO TRATTO DALLA PRIMA LETTERA AI CORINZI

 

 

“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,

ma non avessi l’amore,

sono come un bronzo che risuona

o un cembalo che tintinna.

E se avessi il dono della profezia

e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza,

e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne,

ma non avessi l’amore, non sarei nulla.

E se anche distribuissi tutte le mie sostanze

e dessi il mio corpo per esser bruciato,

ma non avessi l’amore, niente mi gioverebbe.

L’amore è paziente,

è benigno l’amore;

non è invidioso l’amore,

non si vanta,

non si gonfia,

non manca di rispetto,

non cerca il suo interesse,

non si adira,

non tiene conto del male ricevuto,

non gode dell’ingiustizia,

ma si compiace della verità.

Tutto copre,

tutto crede,

tutto spera,

tutto sopporta.

L’amore non avrà mai fine”.

Per chi ama la Storia Antica e l’Archeologia riporto dal sito ROMANO IMPERO il seguente LINK:

CORINTHUS – CORINTO (Grecia)

https://www.romanoimpero.com/2016/01/corinto-grecia.html?hl=en

MELTEMIUN VENTO DA NON SOTTOVALUTARE

 

 

 

 

Il Meltemi greco: vento amico o nemico?

https://www.yachting.com/it-it/news/the-greek-meltemi-friend-or-foe

NAVIGARE CONTRO MELTEMI ? di Marinella Gagliardi Santi

https://www.marenostrumrapallo.it/maltemi/

 

Carlo GATTI

Rapallo, 29 Dicembre 2022