LA SAGRA DELLA TORTA BACIOCCA - Prato Sopralacroce - Liguria di Levante

LA SAGRA DELLA TORTA BACIOCCA

 E’ una festa gastronomica dell’entroterra ligure che si tiene principalmente nel borgo di Prato Sopralacroce, nel comune di Borzonasca. Celebra l'omonima e antica torta rustica, un piatto povero a base di patate, cipolle e lardo cotto tradizionalmente sotto campane di ghisa su un letto di foglie di castagno.

 

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https://www.youtube.com/shorts/uAft5AZ6j0k

 

Torta baciocca della Val di Taro (confine con l'Emilia)

 

Torta baciocca ligure

 La Torta Baciocca è una torta di patate e cipolle, tipica di Borzonasca, nell’entroterra ligure, e in tutta la zona che dal Tigullio conduce sino all’Emilia Romagna e alla Toscana.

Trovare la ricetta della “Torta Baciocca” non è facile. È un patrimonio di confine: conosciuta nella valle del Taro sul limitare della provincia genovese e quella che guarda a Parma. Di questa torta salata, molto antica e di derivazione contadina, colpisce la bella storia che ne sarebbe all’origine.

Partiamo dalla leggenda, che prefigura un “Ratto delle Sabine” in versione ligure.

Si narra che a Santa Maria del Taro, Provincia di Parma, vivessero più fanciulle che uomini. Vuole sempre la storia che le ragazze in questione fossero di bell’aspetto e che, al loro passare, spesso gli astanti si lasciassero andare a complimenti del tipo “A l’è unn-a baciocca”, intesa nel senso di una ragazza bella e di modi gentili.

 

 

Tra le loro molte prerogative, le “baciocche” avevano anche quella di saper cucinare molto bene......

 Oltre la collina, a Prato/sopra/la/croce, i molti ragazzi del luogo vennero a conoscenza del fatto. C’è chi adombra un vero e proprio “ratto”, chi vuole i giovani più cerimoniosamente impegnati.

Fatto è che le ragazze si trasferirono a Prato portando con loro le ricette, specialmente quella della torta. Una tradizione che poi si diffuse in tutto il Tigullio.

Non a caso proprio nel mese di luglio, a Prato Sopra la croce, si svolge la tradizionale sagra dedicata alla Torta Baciocca.

Altro particolare avvincente che riguarda la baciocca, è quello della sua cottura. Infatti questa torta salata deve cuocere in una campana di ghisa. Essa fa da copertura ad una grossa lastra, anch’essa ghisa (testu).

La lastra viene riscaldata dalla brace di un forno a legna, portandola a temperature molto alte. La si libera delle braci e sopra di essa si pongono delle foglie di castagno bagnate. Queste foglie faranno da letto aromatizzante per la baciocca che, per questo motivo, viene posizionata sopra di esse.

La torta viene quindi coperta dalla campana di ghisa, in alcuni casi può essere anche di terracotta, e rimossa solo a cottura ultimata: circa trenta minuti. Detto del “testo”, altro elemento importante è il tagliere di legno (turtà) dove, alla bisogna, si prepara l’impasto della baciocca.

Terzo elemento importantissimo è dato dalla qualità della patata utilizzata: nel caso di quella “QUARANTINA”. Si tratta di un orgoglio ligure perché la patata quarantina pareva caduta nel dimenticatoio prima di essere stata riportata in vita da alcuni agricoltori riuniti in consorzio nella seconda metà degli anni Novanta.

Pregevoli anche le patate di montagna: a denotare il carattere tipicamente contadino montano di questa torta salata.

  • Quarantina Genovese,

  • Bianca di Montoggio,

  • Bianca di Torriglia,

  • Bianca di Rovegno,

  • Bianca di Reppia,

  • Bianca Nostrana.

Viene utilizzata in cucina per accompagnare alcuni tipi di cibo, dai primi piatti come le trenette al pesto ai piatti a base di carne come trippe o di pesce, come lo stoccafisso, in tal caso occorre servirlo cucinata in umido. Il suo sapore viene maggiormente evidenziato se nella cottura a vapore si conserva la buccia.

Esistono almeno altre cinque versioni di baciocca:

Val Graveglia, Lunigiana, Nescia, Valle Stura e Val d’Aveto.

- In quella della Val Graveglia spicca la presenza di prescinseua e delle uova, c’è il latte in quella tipica della Lunigiana.

- Per la versione Nescia ancora le uova. In questo caso le patate, invece di essere affettate, vengono bollite, schiacciate ed amalgamate.

- In Valle Stura aggiungono anche il lardo che può essere cucinato con le patate oppure rosolato a parte. Si possono aggiungere anche foglie di bietole.

- In Val d’Aveto aggiungono il formaggio Sarasso (ricotta stagionata).

- Le cipolle trovano posto nelle versioni della Lunigiana e della Valle d’Aveto: a Chiavari, ad esempio, la fanno con le cipolle di Zerli.

Insomma: la torta Baciocca è tanto buona che non ne bastava una…

Ecco una delle ricette:

Ingredienti2 kg di patate, 2 cipolle grosse , 150 gr di parmigiano, olio evo, latte , sale grosso e sale fino , lardo, farina, acqua.

Procedimento: 

- Pulire e tagliare le patate sottili con la mandolina, porle in una ciotola con due manciate di sale grosso.

- Tagliare le cipolle fini fini con la mandolina farle soffriggere a fuoco lento fino a che non si saranno completamente ammorbidite se necessario aggiungere un filo di acqua per farle appassire.

- Una volta spento il fuoco aggiungere due cucchiaini di lardo tritato.

- Preparare ora la sfoglia, disporre la farina a fontana sul piano di lavoro e aggiungere al centro acqua poco alla volta fino ad ottenere un impasto omogeneo. Tirare la sfoglia e stenderla su un tegame di 26 cm di diametro ben oliato.

- Lavare bene le patate sotto acqua corrente eliminando tutto il sale, per essere certi che non siano salate se ne può sentire una con la punta della lingua.

- Aggiungere la cipolla il parmigiano due manciate di farina e un po' di latte e un pizzico di sale, mescolare il tutto e metterlo nella teglia schiacciando bene l'impasto per pareggiarlo.

Fare il bordino con la sfoglia spennellarlo con olio e cospargere con parmigiano. Infornare a 170° 180 ° gradi per un ora.

 

Testo dal sito Zena a Toua
Ricetta dal sito Le Ricette di Elena B.
Foto di Cristina Cella

Bella veduta del Monte Penna dalla Caserma Forestale

 

Monte Aiona la chiesetta degli alpini

 

 

La Festa della Baciocca a Prato Sopralacroce, frazione di Borzonasca nell'entroterra di Chiavari, celebra una delle torte salate più antiche e povere della tradizione ligure. La manifestazione, che solitamente si svolge tra la fine di luglio e l'inizio di agosto (la 24ª edizione, l'Evento principale è previsto per il 27 luglio 2026 ).

 

Piatto Povero:

La baciocca nasce come torta salata "povera" nell'entroterra del Levante genovese (Valle Sturla), utilizzando ingredienti umili e facilmente reperibili dai contadini: patate, cipolle, farina e talvolta lardo o panna.

Ingredienti Chiave: 

L'ingrediente fondamentale è la patata, in particolare la "quarantina bianca genovese", un prodotto locale riscoperto negli anni '90.

 

Differenza con altre torte: 

A differenza della celebre torta pasqualina, la baciocca tradizionale spesso non prevede l'uso di uova o sfoglia, o utilizza una semplice "pasta matta" (acqua, farina, olio). La ricetta classica prevede spesso una cottura lenta che rende le patate morbide e saporite.

 

La Sagra a Prato Sopralacroce

La Festa: 

 Da oltre vent'anni (nel 2025 si  è tenuta la 23ª edizione), il circolo ACLI Amici di Sopralacroce organizza questa festa che attira molti visitatori, offrendo la baciocca preparata secondo la tradizione, solitamente accompagnata da musica da ballo.

Atmosfera: 

La sagra è un momento di valorizzazione della cultura montana, spesso tenuta in concomitanza con altre attività del Parco dell'Aveto.

La ricetta della festa: 

Durante la festa, la baciocca viene spesso servita a fette o quadretti, talvolta preparata in teglie, con una crosticina esterna saporita, da consumare come piatto caldo o tiepido. 

Prato Sopralacroce, situato a circa 600 metri s.l.m. e dominato dal Monte Aiona, offre il contesto ideale per questa celebrazione culinaria legata alla pastorizia e all'agricoltura di montagna.

 

Piatto di Confine

Borgo Val di Taro

 

Statua della Madonna sul Monte Penna

https://www.esvaso.it/1306/la-madonna-sul-penna-una-bella-storia/

La Val di Taro, situata nell'Appennino parmense in Emilia-Romagna, è nota per i suoi paesaggi verdi, il fiume Taro che nasce dal Monte Penna e i famosi funghi porcini IGP di Borgotaro. Immagini tipiche includono borghi storici come Borgo Val di Taro e Bedonia, castelli, boschi di castagni e faggi, e l'Oasi WWF dei Ghirardi.

 

La Sagra a Prato Sopralacroce

L'evento si svolge tipicamente nel mese di luglio (spesso l'ultimo weekend) ed è organizzato dal locale Circolo ACLI "Amici di Sopralacroce". 

Tradizione Pluridecennale: 

La sagra ha superato le venti edizioni consolidandosi come momento di aggregazione e valorizzazione del territorio.

L'atmosfera: 

Oltre alla degustazione della baciocca, preparata secondo le varianti locali (che possono includere lardo o formaggi come la prescinsêua), la festa prevede serate danzanti con orchestre di liscio e stand con altre specialità dell'entroterra.

La baciocca di Prato Sopralacroce ha ottenuto nel tempo riconoscimenti per la sua tipicità, diventando un vessillo della cucina ligure di montagna che resiste all'omologazione.

ALBUM FOTOGRAFICO

 

 

CONLUSIONE

Nei tempi moderni, la sagra ha un valore molto più profondo del semplice ritrovarsi per mangiare. È un potente strumento di coesione sociale, un'occasione di riscoperta della storia locale e delle tradizioni, infine è un motore per il turismo locale

I suoi significati principali oggi includono:

  • Tutela dell'identità: Le sagre difendono le produzioni tipiche e le ricette storiche contro la globalizzazione alimentare, celebrando i prodotti a chilometro zero.

  • Socializzazione e senso di comunità: Riuniscono residenti di tutte le età e offrono ai visitatori un'immersione autentica nella cultura del posto, lontano dai circuiti turistici di massa.

  • Sostegno all'economia: Rappresentano una vetrina fondamentale per piccoli produttori, artigiani e aziende agricole locali, stimolando il commercio di prossimità.

  • Solidarietà: Molti eventi sono organizzati da associazioni di volontariato e pro loco per raccogliere fondi da reinvestire in progetti sociali, culturali o di assistenza sul territorio.

 

 

Carlo GATTI

Rapallo, 16 Luglio 2026

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


LA MADONNINA DEL MARE - STATUA SUBACQUEA - ZOAGLI

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LA MADONNINA DEL MARE

STATUA SUBACQUEA

ZOAGLI

COMUNE DI ZOAGLI

La statua, realizzata dalla scultrice Marian Hastianatte, dall’agosto 1996 protegge gli abitanti di Zoagli.

Ogni anno, la sera del 6 agosto, i subacquei riuniti in processione con fiaccolata onorano la Madonna e ricordano il giorno in cui è stata posata sul fondo del mare di Zoagli.

Questa realizzazione arricchisce il patrimonio artistico e turistico del borgo marinaro e rappresenta una ulteriore meta per gli appassionati di esplorazione subacquea.

 

L’IDEA

 Nel 1985 un gruppo di amici, amanti del mare e della subacquea, idearono di ricordare tutti i Marinai Zoagliesi con la posa sul fondale di una piccola statua dedicata alla Madonna. Il 6 agosto 1996 con una suggestiva celebrazione venne posta sul fondo del mare. La statua è opera della scultrice Marianne Hastianatte.

 

Marianne Hastianatte (pseudonimo di Maria Allaro, 1928–2017) è stata una scultrice e pittrice italiana nata a Nicotera (Calabria) da padre arabo e madre spagnola. Ha vissuto gli ultimi 40 anni della sua vita a Zoagli (Liguria), dove è celebre per aver creato la suggestiva Madonna del Mare, una statua in bronzo collocata sui fondali della cittadina. Ha vissuto e lavorato per oltre 40 anni nello storico Castello Duca Canevaro a Zoagli, a pochi chilometri da Rapallo, creando opere in marmo e legno di ispirazione arcaica e astratta.

Nelle giornate con mare limpido, la statua è visibile dalla superficie o tramite imbarcazioni dotate di fondo trasparente. I dettagli completi e le informazioni sul posizionamento sono consultabili sul portale del Comune di Zoagli

 

Passeggiando sul molo di levante di Zoagli (splendida e suggestiva camminata! Foto sotto) ad un certo punto, in prossimita' di una rotonda, c'e' una lapide sugli scogli che ricorda la presenza nello specchio d'acqua antistante della "Madonna del Mare" collocata a ricordo dei marinai zoagliesi.

 

 

La statua della Madonna del Mare  è stata collocata nel 1996 nel fondale di fronte al molo di levante della città.

 

La Madonna del Mare

   

 

UN PO’ DI STORIA

Zoagli vanta tanti suoi figli, soprattutto nell’Ottocento, ad un tempo comandanti ed armatori: i Chighinzola, i Merello, i Vicini, i Raggio, i Peirano ed i Canevaro hanno battuto i mari dell’America Meridionale, doppiando Capo Horn per raggiungere Cile e Perù dove molti conterranei si erano trasferiti per lavoro; oppure verso il Nord America, con passeggeri, od ancora le rotte dell’Oriente, per commercio.

Tra le tante navi a vela zoagliesi ricordiamo il "Marinin" un veloce brigantino che consumò tante cavalleresche sfide con i "clipper" inglesi sulle rotte del riso e del Tè a Rangon.

La famiglia più celebre fu quella dei Canevaro e si distinse per i traffici commerciali e per il ruolo svolto nella storia dell’Italia Risorgimentale: amici di Cavour, i loro bastimenti furono decisivi nel 1859 per il veloce trasporto delle milizie dell’alleato francese Napoleone III, che permisero all’esercito sabaudo di conquistare la Lombardia e di istituire così il primo nucleo dell’Italia unita.

L’ammiraglio Felice Canevaro fu Ministro della Marina Militare ed ebbe il comando della flotta unita delle grandi Potenze (Inghilterra, Francia, Germania ed Italia) che nel 1896 combattè e vinse un’offensiva dell’Impero Turco.

Discendente dalla Famiglia Canevaro fu anche il grande Ammiraglio Thaon de Revel, Duca del Mare, che comandò la flotta militare italiana nella Prima Guerra Mondiale.

L’ultimo naufragio della marineria civile, che faceva capo a Zoagli, è stato quello che costò la vita al comandante Stefano Merello nel dicembre del 1923.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Zoagli ha sacrificato, oltre ai tanti morti civili nei bombardamenti, anche 53 giovani vite in combattimento. Tra essi ricordiamo i tenenti di vascello Vincenzo Bozzo e Cino Marana, inabissatisi con i loro sommergibili, e il Capitano Giovanni Solari, comandante di piroscafi che trasportavano i rifornimenti ai nostri combattenti in Libia.

Oggi chiediamo alla Madonna del Mare la protezione per ogni attività marinara, sia essa lavorativa, sportiva o semplice divertimento.

 

   Posizione e Caratteristiche:

  .     Storia: Voluta dai cittadini nel 1986 in memoria dei SUOI naviganti 

  • E’ stata Collocata: 1996

  • Profondità9 mt

  • Altezza della statua in bronzo: 1,60 mt

  • Posizione: Specchio d'acqua antistante la passeggiata a mare, facilmente raggiungibile a nuoto dalla riva.

  • Fondale: 10 mt. circa

  • Visibilità: Perfetta per immersioni e snorkeling. Nelle giornate limpide è talvolta visibile anche dalla superficie o con barche dotate di fondo trasparente. Festa della Madonnina

 Il 5 Agosto, ogni anno, si svolge la festa della Madonnina del Mare. E' assolutamente da vedere per i lumini che vengono lasciati in mare a decine, per i sub che portano la corona sciabolando con le loro torce il buio del mare e per i fuochi d'artificio che ogni anno sono sempre più belli.

 

   Eventi e Ricorrenze:

   La statua è al centro di una suggestiva festa celebrata ogni 5 agosto 

  • Processione notturna: I subacquei scendono in acqua con torce subacquee impermeabili.

  • Cerimonie: Una corona d'alloro viene deposta ai piedi della Madonna, accompagnata da una Messa sulla spiaggia e fuochi d'artificio. 

Per informazioni dettagliate sulle normative di immersione e sul territorio, puoi consultare la pagina ufficiale Sopra e sotto la superficie del mare - Comune di Zoagli o leggere i racconti dei subacquei su Tripadvisor.

 

LA MADONNINA DEL MARE DI ZOAGLI

STEFANO SIBONA

DICEMBRE 8, 2021

https://www.underwatertales.net/2021/12/08/madonnina-del-mare-di-zoagli/

 

Carlo GATTI è autore dei seguenti articoli:

 

LA FAMIGLIA CANEVARO DI ZOAGLI

QUANDO IL MARE ERA IL TRAMPOLINO DI LANCIO PER ENTRARE NELLA STORIA

https://www.marenostrumrapallo.it/la-famiglia-canevaro-di-zoagli-quando-il-mare-era-il-trampolino-di-lancio-per-entrare-nella-storia/

 

MARINA DI BARDI – ZOAGLI  - UNA VILLA STORICA – SI CHIAMA “LA QUIETE”

https://www.marenostrumrapallo.it/marina-di-bardi-zoagli-una-villa-storica-si-chiama-la-quiete/

 

 

A L’EA GENTE NAVEG …

https://www.marenostrumrapallo.it/navega/

Dedicata a tutti i “marinai navigatori” del Tigullio

 

SEM BENELLI E IL SUO CASTELLO DI ZOAGLI

https://www.marenostrumrapallo.it/sem/

 

… Quando s’andava per pagelli …

Marina di Bardi - ZOAGLI

https://www.marenostrumrapallo.it/pagelli/

 

L’Ammutinamento dei Coolies cinesi

trasforma in un rogo il Brigantino di Zoagli Napoleone Canevaro

il più bel veliero del Pacifico

https://www.marenostrumrapallo.it/lammutinamento-dei-coolies-cinesi/

 

 

A cura di:

Carlo GATTI

Rapallo, 15 luglio 2026

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


MTS OCEANOS - IL MARE NON DISTRIBUISCE IL CORAGGIO SECONDO I GRADI

MTS OCEANOS

 IL MARE NON DISTRIBUISCE IL CORAGGIO SECONDO I GRADI

Il naufragio della MTS Oceanos è uno degli eventi più drammatici e straordinari nella storia della navigazione. La nave da crociera greca affondò nell'agosto del 1991 al largo della Wild Coast del Sud Africa (vicino a Coffee Bay). Incredibilmente, tutti i 571 passeggeri e membri dell'equipaggio furono salvati.

L'Oceanos fu una nave da crociera battente bandiera greca, costruita nel 1952 nei cantieri Forges Chantiers de la Gironde, a Bordeaux, per la società francese Messageries Maritimes con il nome di Jean Laborde, naufragata  il 4 agosto 1991 al largo delle coste del Sudafrica. 

Stazza Lorda: 14.000   tsl

Lunghezza:        153   mt

Larghezza:          20    mt

Velocità:           18,5  nodi

Pescaggio:          7,0  mt

Equipaggio:        250

Passeggeri:        550

La nave - Utilizzata inizialmente sulla rotta Marsiglia - Madagascar - Mauritius nel corso della sua vita cambiò più volte nome: Mykinai, Ancona, Brindisi Express, Eastern Princess e infine, nel 1976: Oceanos quando fu acquistata della compagnia greca Epirotiki Lines.

Il 3 agosto 1991 l’Oceanos lasciò il porto di East London, Sudafrica, diretta a Durban (vedi Freccia Rossa ricurva a destra - carta sotto). Le condizioni meteomarine erano estremamente severe. La violenta corrente di Agulhas, unita ai forti venti e al mare forza 9, contribuì a creare una situazione fra le più impegnative dell'intera costa sudafricana.

 

 

La Wild Coast (ex Transkei) in Sudafrica è un tratto di costa incontaminato lungo circa 350 km, situato nella provincia del Capo Orientale (Eastern Cape). Si estende da East London (a sud) fino a Port Edward (a nord), ed è famosa per le sue scogliere a picco, le spiagge deserte e la cultura tradizionale Xhosa.

 

IL NAUFRAGIO

Verso le 21:30 UTC +2, al largo della costa del Transkei, avvenne un'esplosione nella sala macchine e la nave rimase in panne.

Il Direttore di Macchina informò il comandante Yiannis Avranas che la nave stava imbarcando acqua, inondando la stanza del generatore elettrico, e di conseguenza stava andando alla deriva. Resosi conto dell'accaduto, l'equipaggio, in preda al panico, non chiuse le paratie stagne inferiori e non lanciò nessun allarme lasciando i passeggeri all'oscuro dell'accaduto fino a quando gli stessi non si resero conto della gravità della situazione.

In questa fase, secondo molte testimonianze, molti membri dell'equipaggio, tra cui il capitano Avranas, avevano già indossato i giubbotti di salvataggio ed erano pronti ad abbandonare la nave, apparentemente incuranti della sicurezza dei passeggeri.

Alcune tragedie della storia del mare sembrano lontane nel tempo, eppure continuano a ricordarci che il comando non è un privilegio, ma una responsabilità che dura fino all'ultimo uomo da mettere in salvo.

Ma poi la storia prende una rotta completamente diversa, perché sulla Oceanos la figura del comandante scompare, mentre emergono persone comuni che diventano straordinari uomini di mare.

“Quando viene meno il comando, qualcuno deve assumersi la responsabilità”!

“il comandante è l'ultimo ad abbandonare la nave”

"Gli intrattenitori-musicisti intervennero da veri marinai."

È una lezione marinaresca universale.

Sul mare il grado conta, ma conta ancora di più il senso del dovere.

Fortunatamente alcune navi nelle vicinanze risposero all'SOS lanciato dal chitarrista e intrattenitore di bordo Moss Hills e la South African Navy, insieme alla South African Air Force, mise in atto una massiccia operazione di soccorso, utilizzando sedici elicotteri per riuscire a evacuare i 225 passeggeri che non avevano potuto lasciare la nave con le scialuppe di salvataggio.

 

Essere marinai non significa soltanto navigare.

Significa non voltarsi dall'altra parte quando qualcuno ha bisogno!

 

Il mare non distribuisce il coraggio secondo i gradi cuciti sulla manica. Talvolta lo affida a chi non porta galloni, non ha mostrine né distintivi.

Quel giorno, sull'Oceanos, il comando morale passò nelle mani di un semplice chitarrista. E lui, senza aver mai studiato in un Istituto Nautico né aver frequentato un Ponte di Comando, seppe fare ciò che ogni vero marinaio riconosce come il primo dovere: restare al proprio posto finché anche l'ultima persona non sia in salvo.

 

 

La nave da crociera MTS Oceanos, affondò tragicamente nel 1991

La tragedia avvenne davanti a Coffee Bay (Vedi Freccia Rossa) un piccolo villaggio rurale della

Wild Coast  in Sudafrica.

Alla fine dell'operazione tutte le 571 persone che erano a bordo furono tratte in salvo

 

Alle 15:30 UTC +2 circa del 4 agosto 1991 l'Oceanos si inclinò su un fianco, la poppa si alzò verticalmente e la nave affondò. Le ultime cinque persone, tra cui tre animatori, erano state tratte in salvo pochi minuti prima.

La sigla indica l'ora esatta in cui, alle 15:30 circa del 4 agosto 1991, la nave da crociera MTS Oceanos si inclinò, sollevò la poppa in verticale e colò a picco al largo della costa del Sudafrica. 15:30: L'ora approssimativa dell'inabissamento finale. UTC + (circa): Il fuso orario di riferimento. La nave si trovava al largo del Sudafrica, dove il fuso locale è \(UTC+2\). La dicitura indica che l'orario si basa sul tempo coordinato universale.

L'intero affondamento della nave è stato ripreso da un elicottero che sorvolava la zona ed il filmato completo è tutt'oggi visibile sulle varie piattaforme. Noi abbiamo scelto:

https://www.youtube.com/watch?v=LI3dYbzBCjA

Il comandante è stato accusato da molti passeggeri di averli abbandonati. Avranas ha sostenuto di aver lasciato la nave tra i primi al fine di organizzare meglio le operazioni di salvataggio, dichiarando inoltre:

"Quando io do l'ordine di abbandonare la nave, non importa quando me ne vado. L'abbandono nave è per tutti. Se alcune persone hanno intenzione di rimanere, possono farlo."

I VERI EROI DI QUEL GIORNO.....

La notte del 4 agosto 1991, la nave da crociera Oceanos fu sorpresa da una tempesta furiosa al largo della Wild Coast del Sudafrica. Mentre la nave iniziava a imbarcare acqua, il panico si diffuse rapidamente — peggiorato dal fatto che il capitano e gli ufficiali senior abbandonarono i loro posti prematuramente, lasciando i passeggeri senza ISTRUZIONI nel bel mezzo della crisi. In questo vuoto di autorità, emerse un eroe inaspettato:

 

Moss Hills, chitarrista britannico a bordo insieme alla moglie, la bassista Tracy

Senza alcuna formazione marittima, la coppia iniziò a organizzare i passeggeri spaventati, lanciando segnali di soccorso e coordinando quella che sarebbe diventata una delle più straordinarie operazioni di salvataggio civile in mare.

Mentre la nave sbandava e le luci tremolavano nel buio della notte, Moss e altri intrattenitori calarono le scialuppe di salvataggio e mantennero l’ordine nel caos generale.

La tempesta sempre più intensa rendeva il lancio delle scialuppe pericoloso, così quando la Marina Sudafricana inviò degli elicotteri, Moss salì sul ponte superiore per aiutare a imbracare i passeggeri nei dispositivi di salvataggio. Uno ad uno, tra venti furiosi e pioggia battente, le persone venivano sollevate in aria e portate in salvo.

Grazie ad istruzioni calme e sensate, con dedizione rassicurante ed instancabile, Moss e il suo team improvvisato aiutarono più di 200 persone ad abbandonare la nave destinata ormai al naufragio.

Moss Hills fu tra gli ultimi ad abbandonare l'Oceanos. Salì sull'elicottero soltanto quando comprese che a bordo non era rimasto più nessuno da salvare. Quarantacinque minuti dopo, la nave scomparve tra i marosi della Wild Coast.

Le successive inchieste individuarono gravi responsabilità nel comportamento del comandante e di parte degli ufficiali. Ma più ancora delle colpe, questa vicenda mise in luce il valore di uomini che, pur privi di qualsiasi grado nautico, seppero assumersi il peso della responsabilità.

Quello che avrebbe potuto essere un disastro di massa si trasformò in un miracolo marittimo, grazie soprattutto ad un chitarrista che si rifiutò di restare a guardare mentre la tragedia si compiva dimostrando che il senso del dovere può nascere anche in chi non porta alcun grado.

 

CONCLUSIONE

 Il mare non cambia gli uomini. Li rivela.

Nella tempesta dell'Oceanos non tutti si comportarono allo stesso modo. Alcuni pensarono a salvarsi; altri pensarono prima agli altri.

Per questo, a distanza di tanti anni, non ricordiamo soltanto una nave che affondò. Ricordiamo soprattutto una lezione che ogni marinaio porta con sé fin dal primo giorno di navigazione: il comando è un incarico, ma la responsabilità è una scelta.

Ed è proprio in quella scelta che nasce il vero uomo di mare.

 

 

 

Carlo GATTI

Rapallo, Venerdì 10.7.2026