PERCHE' DUBROVNIK?

 

PERCHE’ DUBROVNIK ?

PREMESSA:

 Dubrovnik (ex Ragusa), oggi è una perla turistica di prima grandezza per la sua combinazione unica di patrimonio storico e culturale, bellezze naturali e rinascita turistica. La città vanta un centro storico, dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, con mura medievali perfettamente conservate, e un ambiente mozzafiato costeggiato dalle acque cristalline del Mar Adriatico. La sua fama globale è stata ulteriormente alimentata dalla sua apparizione come set cinematografico di serie come "Il Trono di Spade".

Dubrovnik non è considerata una delle tradizionali Repubbliche Marinare italiane, che includono Amalfi, Pisa, Genova e Venezia, nonostante fosse una potente repubblica marittima adriatica.

La distinzione si basa principalmente sulla sua storia e sul contesto geografico; Dubrovnik ha mantenuto la sua indipendenza e il controllo dei commerci, ma non è inclusa nel ciclo storico delle repubbliche marittime italiane.

Sono passati molti anni, e la memoria — birbante compagna di viaggio — non sa più dirmi con certezza su quale nave ero imbarcato, ma una cosa non l’ho mai dimenticata: quel nuotatore che, respirando solo a destra, non si accorgeva che un transatlantico gli stava venendo incontro a poche centinaia di metri, mentre avanzava con elegante souplesse — come si diceva allora, per far bella figura — verso l’altra sponda del canale di Dubrovnik.

Non ero un fenomeno… ma giovane sì, e con gli occhi buoni! Sul ponte di comando gli ufficiali si erano radunati, distratti, in attesa del pilota portuale alla biscaglina, pronti a raggiungere i posti di manovra. Sul ponte di comando invece, eravamo soltanto in due: il Comandante G. Peranovich e io, allievo ufficiale “anziano”, forte del mio primo imbarco su una petroliera.

Fu con una rapida occhiata che avvertii il pericolo. Balzai sul primo binocolo che trovai e mi accertai che davanti a noi c’era sì un bravo nuotatore… ma anche un po’ strambo — per non dire altro — e proprio in rotta di collisione con una “vecchia signora” dei mari, sopravvissuta ai bombardamenti e alle paure della Seconda Guerra Mondiale.

Mi accorsi solo dopo d’aver afferrato il binocolo del Comandante, che non fece in tempo a rimproverarmi perché-urlai:
«Comandante, c’è un mona che ci sta tagliando la strada a nuoto!»

Il Comandante, furibondo, mi strappò il binocolo, lo mise a fuoco con decisione e ordinò al 3° Ufficiale:
«Ferma la macchina! Pari indietro tutta! Azionare la sirena, ripetutamente!»

Eravamo già a velocità di manovra, e il vecchio motore — con i pistoni che parevano voler scappare dalla ciminiera — fece il resto.

Il nuotatore non sentì né i segnali acustici, né le imprecazioni del Comandante Peranovich che sarebbe sbarcato a Trieste pochi giorni dopo per raggiunti limiti d’età.

La storia finì bene ma destò curiosità, e produsse un effetto inatteso: una richiesta, formale e affettuosa, da parte della mia futura moglie. Tornare un giorno a Dubrovnik… via mare… per rivivere quel mezzo miracolo e visitare insieme la città.

Passarono anni — parecchi — ma la promessa fu mantenuta una decina di anni fa. E da quel ritorno è nato questo articolo, sgorgato dal cuore, come l’ex voto del “raguseo” che, per Grazia ricevuta, donò alla Madonna la sua caracca per essere scampato alla tempesta.

Ragusa si chiamava allora
Dubrovnik si chiama oggi

Ed è del Comandante raguseo che voglio occuparmi subito, perché tra la mia Rapallo e Ragusa (oggi Dubrovnik) esiste un legame spirituale che pochi conoscono — ed è proprio questo il motivo che mi ha spinto a ritornare da pellegrino, per rendere omaggio e recitare una preghiera di “gemellaggio spirituale” al Comandante Nicola Allegretta, che innescò un secondo miracolo. Come vedremo…

 

IL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI MONTALLEGRO

RAPALLO

UN FARO DI FEDE PER LA GENTE DI MARE

 Il Santuario di Nostra Signora di Montallegro nasce dopo l’Apparizione della Madonna del 2 luglio 1557 al contadino Giovanni Chichizola, nativo della vicina San Giacomo di Canevale; da quel giorno ormai lontano il Tempio, tanto caro alla gente tigullina emana, proprio come un FARO MARITTIMO, una forte luce diuturna per migliaia di naviganti che prima o poi lassù salgono in pellegrinaggio per pregare e lasciare una testimonianza di fede alla Madonna: un voto per GRAZIA Ricevuta durante il passaggio di un viaggio nell’inferno di CAPO HORN; ne abbiamo le testimonianze: tre velieri su cinque erano disalberati dai venti ruggenti e urlanti di quelle latitudini e si perdevano nei gelidi abissi dell’emisfero australe.

IL VOTO DEL RAGUSEO

L’ex-voto su lamina d’argento raffigura la “caracca ragusea”, simbolo di destrezza e perfezione tecnica. C’è capitato di scoprire proprio a Dubrovnik (ex-Ragusa) altri esempi di Ex-Voto marinari, molto simili ai nostri e quasi sempre rappresentati con la “caracca di epoca colombiana”.

Iniziamo il nostro itinerario devozionale incontrando oggi il più antico e forse il più “chiacchierato” tra gli omaggi Per Grazia Ricevuta alla SS. Vergine. Si tratta di una lamina d’argento offerta dal capitano di mare Nicola Allegretti di Ragusa (l’odierna Dubrovnik-Croazia meridionale) che, scampato miracolosamente al naufragio del suo non specificato veliero su Punta Mesco, a causa di una terribile burrasca da libeccio, trovò rifugio nel golfo Tigullio e si recò poi pellegrino al Santuario il 26 dicembre 1574, 15 anni dopo l’Apparizione della Madonna a Montallegro.

 

Icona greco-bizantina  dell’Assunzione o Dormizione della Vergine -  datazione anteriore all’ XI sec.

 

Il capitano Allegretti proveniva da questa realtà storico-geografica che per la sua peculiarità e grande fascino può ancora oggi reggere il confronto culturale con molte altre “perle” sicuramente più celebrate in Europa e nel mondo. Gli storici locali ci tramandano che la visita del Raguseo al Santuario di Montallegro si trasformò, molto presto, nel tentativo di recupero della Sacra Icona (la Dormizione di Maria), (Foto sopra) reclamata dalla comunità dalmata, che ne vantava la precedente proprietà. Ma qui, paradossalmente, avvenne un altro miracolo:

il Senato genovese sentenziò, infatti, la restituzione del quadretto dell’Apparizione al termine di una vertenza legale che, tuttavia, non si realizzò a causa del misterioso rientro della Icona sul monte, che soltanto da quel momento cominciò a chiamarsi Monte Allegro per la felicità della popolazione che sentiva concretamente la protezione della Madonna.

Lasciamo le questioni legali ed entriamo nel dettaglio dell’omaggio al Santuario, dal cui Codice Diplomatico (p.16-17) riportiamo:

“…Narra egli dunque di Nostra Signora del Monte il seguente bellissimo fatto, degno di perpetua memoria “ Dell’anno 1574 correndo  naufragio Cap. Allegretti Raguseo con sua nave da mercanzia, che di là veniva a Genova, mentre si trovava nei nostri mari della Liguria, vicino a Monte Rosso delle Cinque Terre, radunatasi ha consolato tutta la ciurma, fecero voto unitamente a Dio, che se li avesse dall’imminente naufragio liberati, nel primo terreno o porto dove si fossero afferrati sarebbero tutti a piedi scalzi andati pellegrini alla Chiesa più memorabile per devozione che ivi fosse. Trascorsero per divina provvidenza portati dalla procellosa marea nel Golfo di Rapallo dove tranquillatasi la burrasca e accertati che la Chiesa di Santa Maria della Mont’Allegro che dalle spiagge li fu mostrata era la più rinomata per devozione e miracolosa che fosse non solo in queste parti, ma nei lidi della Liguria, pochi anni avanti colassù comparsa, non tardarono di andarla a visitare per adempire il voto fatto e vi portarono la tabella votiva o quadretto d’argento, in cui intagliata la Nave in atto di naufragare colla seguente inscrizione ancora oggi giorno nella Chiesa di detta Nostra Signora si vede.”

 

La vecchia città di Ragusa

UN PO’ DI STORIA ....

Origini (VII secolo d.C.): 

La città fu fondata da rifugiati romano-greci provenienti dalla vicina Epidauro su una piccola isola rocciosa chiamata Laus (che significa "roccia").

Questo nome si evolse in Rausium e infine in Ragusa (o Ragusa di Dalmazia in italiano).

Un insediamento slavo separato si sviluppò sulla terraferma di fronte all'isolotto, chiamato Dubrovnik, derivato dalla parola slava dubrava, che significa "bosco di querce".

I due insediamenti si unirono quando la palude/canale che li separava fu interrata (l'odierna via principale, lo Stradun).

Il nome storico di Dubrovnik era Ragusa (o in latino, Ragusium), ed è stata conosciuta con questo nome per gran parte della sua storia, coesistendo con il nome slavo "Dubrovnik" per secoli.

La città era conosciuta come Ragusa, anche in italiano, e spesso veniva chiamata anche:

               Ragusa di Dalmazia

 PERIODO VENEZIANO

 Nel 1205, dopo la Quarta Crociata, Venezia prese il controllo di Ragusa  di altre città vicine.

Al fine di mantenere il controllo commerciale e politico, Ragusa accettò l'imposizione di un vescovo e adottò l'italiano come lingua ufficiale.

Il dominio di Venezia su Ragusa durò:

dal 1205 al 1358

In questo periodo, la città adottò diverse istituzioni veneziane e fu soggetta a un controllo commerciale e politico, sebbene mantenesse una certa autonomia nei commerci.

Nel 1358, Ragusa si sottomise ai re di Ungheria e Croazia, mantenendo la sua autonomia e creando la Repubblica aristocratica di Ragusa (Respublica Ragusina).

Il nome "Ragusa" fu usato per secoli in particolare durante il periodo della sua indipendenza   come Repubblica di Ragusa che durò fino alla sua abolizione da parte di Napoleone nel 1808.

Infatti, nel marzo 1806 Napoleone aggregò ufficialmente l'Istria e la Dalmazia al Regno d'Italia.

Dopo alterne vicende, i francesi rimasero sulla costa orientale dell'Adriatico sino al 1813, quando gli austriaci ripresero il controllo della penisola istriana e della costa dalmata.

Questa strana coesistenza di nomi (Ragusa-Dubrovnik) mutò ufficialmente nel 1919 con la fine della Prima guerra mondiale, quando la CITTA’ divenne parte del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni e assunse il nome:

 Possiamo così sintetizzare la storia recente di Dubrovnik nei suoi diversi e dolorosi passaggi:

 - Regime napoleonico:

La Repubblica di Ragusa fu annessa all'Impero francese napoleonico nel (1806-1814), ponendo fine alla sua secolare indipendenza.

- Impero Austriaco:

Dopo la sconfitta di Napoleone, nel (1814-1918), il Congresso di Vienna assegnò la Repubblica di Ragusa all'Impero Austriaco, che in seguito divenne Impero Austriaco-Ungarico.

- Regno dei Serbi, Croati e Sloveni:

Con la dissoluzione dell'Impero Austro-Ungarico alla fine della Prima Guerra Mondiale, Dubrovnik divenne parte del nuovo stato slavo meridionale, il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (1918-1929)

(che più tardi fu ribattezzato Regno di Jugoslavia nel 1929). fino alla sua dissoluzione.

 Dubrovnik, come parte della Croazia, si è liberata dal Regno di Jugoslavia con la proclamazione di indipendenza della Croazia il 25 giugno 1991, a seguito di un referendum. Questo evento segnò la dissoluzione della Jugoslavia e l'inizio della guerra d'indipendenza croata, che vide la Croazia diventare uno stato sovrano.

- Proclamazione dell'indipendenza:

Il 25 giugno 1991, il parlamento croato votò l'indipendenza, segnando la fine dell'unione con la Jugoslavia.

Guerra d'indipendenza:

La proclamazione scatenò la guerra d'indipendenza croata, una lunga e violenta guerra che portò alla fine anche alla formazione di altri nuovi stati dalla dissoluzione della Jugoslavia.

Riconoscimento internazionale:

La Croazia ottenne il riconoscimento internazionale come stato indipendente, portando al ritiro delle forze jugoslave.

Nei periodi di Pace e prosperità portarono allo sviluppo di arti, scienze e letteratura:

- Marin Drzic (1508-67) letterato noto per la commedia "Dundo Maroje";

- Ivan Gundulic (1589-1639) poeta e drammaturgo - poema epico "Osman";

- Ruder Boskovic (1711-87) fisico.

RAGUSA

IERI

DUBROVNIK

OGGI

La Cattedrale

Dubrovnik conta circa 42.000 abitanti,  la maggioranza è cattolica, anche se una parte significativa della popolazione è ortodossa.

La composizione religiosa è cambiata nel tempo, ma il cattolicesimo rimane la fede predominante. 

 

Album fotografico

La torre monumentale di Minceta e la magnifica fortezza Lovrijenac

Spesso chiamata "Gibilterra di Dubrovnik", questa fortezza medievale in cima alla collina si trova arroccata fuori dalle mura della città, su un promontorio a strapiombo sul Mar Adriatico.

Il monte alle spalle di Dubrovnik è chiamato Monte SRD  o Monte Sergio e ospita una funivia che porta alla cima per ammirare un panorama mozzafiato della città

 

L'antico porticciolo

 

DUBROVNIK NEI SECOLI: I PRINCIPALI EVENTI DELLA CITTÀ TRA GUERRE, ALLEANZE E ACCORDI COMMERCIALI

 

"Affermare che Istria, Fiume e Dalmazia siano territori italiani è da leggersi solo come atto dovuto: quello di un padre che chiede giustamente un rapporto di figliolanza. Ecco, soltanto un riconoscimento non una potestà. Perché sappiamo bene che queste “creature” hanno anche una meravigliosa madre slava; ed anche una nonna veneziana; e bisnonni narentani, poi prozii morlacchi e infine avi illiri.

Sono terre dal sangue d’oro, dalla bandiera propria, dal cuore franco... è nostro dovere ascoltare il giusto sospiro di libertà".

 Daniele Radini Tedeschi

1991 - la città di Dubrovnik venne assediata da alcune unità dell'esercito jugoslavo. Nel corso dell'assedio la città subì notevoli danni in seguito restaurati.
2016 - superato un milione dei visitatori all'anno

 

ALBUM FOTOGRAFICO

L’antico porto della città attraverso il quale arrivava la ricchezza a Dubrovnik

 

 Šipan, Lopud e Koločep. Queste isole fanno parte dell'arcipelago delle Isole Elafiti. (chiamate anche "isole dei cervi").

Koločep: È la più vicina a Dubrovnik e ospita circa 150-300 persone. È nota per le sue spiagge sabbiose, le scogliere e i sentieri panoramici.

Lopud: Quest'isola è famosa per la sua bellissima baia di sabbia e per i suoi resti di ville nobiliari.

Šipan: È l'isola più grande dell'arcipelago e, sebbene sia meno visitata dalle guide turistiche, è anche molto bella.

 

Portico del Palazzo del  rettore XV sec.

 

 

PASSEGGIANDO TRA LE ANTICHE MURA DI DUBROVNIK

 La cinta muraria lunga 1940 metri è forse la caratteristica principale di Dubrovnik, l'antica Ragusa, posta nella punta estrema del sud della Croazia. La scopriamo percorrendo via Stradun, cuore pulsante della città, ma anche sostando nelle numerose taverne e nei negozi dello shopping.

 Le mura di Dubrovnik sono tra le fortificazioni medievali più impressionanti e meglio conservate d'Europa. Circondano completamente il centro storico della città di Dubrovnik, situata sulla costa del mare Adriatico nel sud della Croazia.

Queste mura sono uno dei sistemi difensivi medievali meglio conservati al mondo e un simbolo iconico della città. La loro storia è strettamente legata allo sviluppo e alla difesa della antica Repubblica di Ragusa, il nome storico di Dubrovnik.

Le prime mura rudimentali furono costruite per proteggere l'insediamento di Ragusa dalle incursioni, specialmente da parte di slavi e arabi, e consistevano in semplici fortificazioni di legno e pietra.

Con il prosperare della città e il suo consolidarsi come potenza marittima indipendente, le mura furono rinforzate e ampliate, cominciando ad assumere la loro forma attuale. Di fronte alla minaccia dell'Impero Ottomano, vennero costruite nuove sezioni e rafforzati bastioni, torri e porte, acquisendo così la loro forma definitiva, circondando completamente la città vecchia.

Tra il 1358 e il 1808, le mura rappresentavano un simbolo di indipendenza. Ragusa evitò di essere conquistata dalle potenze vicine grazie a una politica diplomatica abile e a queste fortificazioni. Nonostante il devastante terremoto del 1667, le mura resistettero, aiutando a proteggere parte della città.

Durante la Guerra d'Indipendenza croata (1991-1995), Dubrovnik fu bombardata, ma le mura resistettero per la maggior parte, subendo solo alcuni danni.

Nel 1979, le mura e il centro storico di Dubrovnik sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale dall'UNESCO, riconoscendo il loro valore storico e architettonico.

 

 

 

Dubrovnik: panoramica al tramonto sulla nave Karaka

La caracca (Karaka) ragusea è uno dei simboli della Repubblica di Ragusa (l'odierna Dubrovnik) e simboleggia il suo benessere economico e la sua sopravvivenza come emporio marittimo.

A differenza delle repubbliche marinare tradizionali come Venezia, Genova, Pisa e Amalfi, Ragusa ebbe una storia legata più al commercio che alla guerra e la sua forza derivava proprio dal suo ruolo di centro di scambi tra il Mediterraneo e l'entroterra balcanico.

Significato simbolico

La caracca, una nave commerciale di grandi dimensioni, divenne il simbolo della prosperità e dell'importanza economica della Repubblica di Ragusa. Il suo nome era addirittura legato a quello di Ragusa, tanto che in inglese la caracca viene a volte chiamata "argosy", un termine derivato da Ragusa/Argus.

Origine e sviluppo

Sebbene a volte inclusa nel novero delle repubbliche marinare, Ragusa ebbe un percorso storico e commerciale distinto. La sua forza si basava sul commercio, e la caracca ne era il vessillo e il motore.

Differenze con le altre repubbliche

Mentre le altre repubbliche marinare (Venezia, Genova, Pisa, Amalfi) erano note anche per il loro potere militare, Ragusa si distinse soprattutto per il suo ruolo di emporio commerciale. La caracca, quindi, rappresenta la vocazione commerciale di Ragusa, piuttosto che una potenza militare. 

 

NAVI DA CROCIERA A DUBROVNIK

Gli approdi delle navi da crociera a Dubrovnik sono molto importanti per l'economia turistica della città, poiché portano migliaia di visitatori che esplorano le attrazioni principali come le mura e il centro storico. Tuttavia, la loro presenza solleva anche questioni di gestione del flusso turistico, poiché le navi non attraccano direttamente nel porto più piccolo e famoso, ma nel terminal del porto di Gruž, a circa tre chilometri di distanza. 

 

Ponte Franjo Tuđman

 

 

Tipo

Ponte strallato

Lunghezza

518 m

Luce max.

49 m

Larghezza

14 m

Altezza

52 m

Realizzazione

Inaugurazione

2002

Intitolato a

Franjo Tuđman

Il Ponte Franjo Tuđman (in croato Most dr. Franja Tuđmana) è un ponte strallato  situato in Croazia,  che conduce alla strada statale D8  nella parte occidentale di Rausa  attraverso il seno di Ombla vicino al porto di Gravosa.

Il ponte, aperto nel 2002, è costato 38 milioni di dollari. La progettazione fu iniziata nel 1989 ma a causa della guerra d'indipendenza croata  che ha imperversato nel paese negli anni '90, è stato realizzato solo negli anni 2000. Il ponte è stato riprogettato dal Dipartimento Strutture della Facoltà di Ingegneria Civile dell'Università di Zagabria e il progetto utilizzato è stato sviluppato da Zlatko Šavor.

La costruzione del ponte iniziò nell'ottobre 1998. I lavori di costruzione furono eseguiti dall'azienda Walter Bau AG e Konstruktor di Spalato. La costruzione è stata completata nell'aprile 2002 e il ponte è stato aperto ufficialmente il 21 maggio 2002.

 

Un'ultima considerazione.

Ho chiesto alla I.A. se tra la città di Ragusa (Sicilia) e la Ragusa (Dubrovnik) ci fosse qualche attinenza. Ecco la risposta:

No, la città di Ragusa (Sicilia) e la Ragusa (Dubrovnik) in Croazia non hanno alcuna attinenza, tranne il nome.

 

Ci piace concludere questo viaggio con un "passaggio" della Storia di Dubrovnik

“L'epoca d'oro di Dubrovnik”

........ omissis ........

....ma nella "Perla dell'Adriatico" la pace era destinata a durare ben poco. Nel 1364, le truppe turche cercarono di annettere Ragusa alla Turchia, ma, grazie all'intervento degli abilissimi diplomatici della città, Dubrovnik e l'Impero Bizantino firmarono il primo trattato fra uno stato cristiano e uno musulmano. La pace in cambio di un tributo annuale: questo fu il prezzo da pagare per la nascita della Repubblica di Ragusa.

È sorprendente constatare come questa piccola città sia riuscita ad avere la meglio nella lotta di interessi fra Oriente e Occidente. A partire da allora, l'antica Ragusa, capace di riunire una flotta di ben 200 imbarcazioni, divenne una temibile rivale di altre grandi potenze italiane. Questo, sommato ad una struttura governativa alquanto moderna, ha fatto sì che Dubrovnik venisse soprannominata "l'Atene dell'Adriatico".

La fama della flotta marina della città croata era tale che l'equipaggio che accompagnò Colombo durante la sua prima spedizione nelle Americhe comprendeva ben due marinai di Dubrovnik.

Fu proprio in questo periodo, inoltre, che la città di Ragusa forgiò il motto che l'avrebbe accompagnata nel corso della storia: 

Non bene pro toto libertas venditur auro

(la libertà non si vende neanche per tutto l'oro del mondo)

 

 

 

Carlo GATTI

Rapallo, giovedì 27 Novembre 2025

 

 

 

 

 

 

 

 

 


USS ZUMWALT - Il silenzio tecnologico che domina il mare

 

USS ZUMWALT

Il silenzio tecnologico che domina il mare

PREMESSA

Viviamo in un tempo in cui la forza si misura sempre meno in uomini e sempre più in tecnologia: potenze antiche e nuove competono per risorse, territori e influenza, mentre le istituzioni internazionali e la diplomazia faticano a farsi ascoltare.

Nel mondo di oggi, dove oltre cento conflitti agitano il pianeta, le guerre si combattono spesso non solo con le armi, ma con i brevetti, con le “terre rare”, con la supremazia dei sistemi elettronici e dei satelliti.

In questo contesto, la nave americana USS Zumwalt rappresenta il simbolo della modernità militare più avanzata. È una creatura del nostro tempo: quasi invisibile ai radar, fortemente automatizzata, con un equipaggio ridotto e una potenza di fuoco che si misura in energia più che in metallo. La sua sagoma spezzata e la prua “wave-piercing” sono una dichiarazione al mondo: gli Stati Uniti intendono restare i padroni del mare, capaci di proiettare potenza e presenza in ogni oceano.

Ma la Zumwalt non è solo una nave: è il segno tangibile di un cambiamento epocale. Come un tempo la balestra superò l’arco, o il cannone la spada, così oggi la guerra si sposta nel dominio dell’elettronica e dell’energia diretta. Cannoni elettromagnetici, missili ipersonici, laser, propulsione elettrica integrata — tutti strumenti che trasformano l’oceano in un laboratorio del futuro.

Per chi ama il mare, per chi lo naviga o lo studia, comprendere queste trasformazioni non è curiosità tecnica: è conoscenza che serve a capire come la tecnologia ridisegni la strategia marittima, la sicurezza dei traffici e perfino l’economia globale.

Parlare della Zumwalt, dunque, non significa celebrare la potenza, ma interrogarsi sul suo significato: quale direzione stiamo prendendo, quale prezzo stiamo pagando, e se la ricerca della superiorità non rischi di trasformare il mare — da spazio di libertà e incontro — in uno scenario di continua tensione.

Ho scelto la Zumwalt per i lettori di Mare Nostrum Rapallo proprio per questo: perché racconta la nostra epoca meglio di molti discorsi. È una nave che riflette il presente — potente, sofisticato, ma inquieto — e ci invita a osservare il mare con occhi nuovi, consapevoli che la conoscenza può essere il primo passo verso la pace.

E allora, mentre le flotte si trasformano e le potenze si sfidano nei silenzi elettronici dell’oceano, noi continuiamo a scrutare l’orizzonte. Perché il mare, con la sua antica saggezza, resta più grande di ogni tecnologia: e ci ricorda che chi lo rispetta davvero non cerca di dominarlo, ma di comprenderlo.

 

GLOSSARIO:

Wave-piercing

 E' la parola magica per indicare una nuova filosofia di progettazione: il corpo galleggiante non si muove più sopra le onde, ma attraverso di esse. Finora questo sembrava possibile solo con catamarani e trimarani, oggi anche con navi militari (Zumwalt)

Cannoni elettromagnetici e i LASER

Sono armi ad alta tecnologia che usano l'energia per colpire i bersagli, ma in modi diversi: i cannoni elettromagnetici lanciano proiettili fisici ad altissime velocità grazie a forze elettromagnetiche, mentre i laser emettono un raggio di luce concentrata e altamente direzionale che trasferisce energia direttamente sul bersaglio. Entrambe le tecnologie sono in fase di sviluppo e mirano a potenziare le capacità militari.

Le navi STEALTH

Le navi stealth sono navi da guerra progettate per essere difficili da rilevare da radar e altri sistemi di localizzazione, utilizzando tecnologie che ne riducono la "firma". Questo si ottiene combinando forme geometriche che deviano le onde radar e materiali specifici (come vernici radar-assorbenti o compositi) che le assorbono. Lo scopo è aumentare la capacità di navigare senza essere intercettate, per operazioni militari.

LA “FIRMA” - Nel contesto "stealth", una "firma" si riferisce alle tracce rilevabili da sensori nemici, come la firma radar, infrarossa o acustica. Si tratta di segnali che un veicolo (aereo, nave, missile) emette e che possono essere rilevati dai sistemi di avvistamento nemici, anche se la tecnologia stealth mira a minimizzarli. La riduzione della firma (radar, termica, acustica) è l'obiettivo principale della progettazione stealth.

Firma radar: Riguarda come un oggetto riflette le onde radar. La forma e i materiali di un veicolo stealth sono studiati per deviare le onde radar e minimizzare il segnale riflesso.

Firma infrarossa: Si riferisce al calore emesso dall'oggetto. Le tecnologie stealth cercano di ridurre l'emissione di calore, ad esempio deviando o mascherando i gas di scarico dei motori.

Firma acustica: Comprende i rumori prodotti dal veicolo, come il suono dei motori. Le tecniche stealth cercano anche di ridurre queste emissioni acustiche.

In sintesi, la "firma" è l'insieme di tutti i segnali che un veicolo emette e che possono essere rilevati, e la tecnologia stealth lavora per ridurre al minimo ciascuna di queste "firme" per rendere l'oggetto il più possibile "invisibile" ai sensori nemici.

 Il cannone di Gauss, anche conosciuto come coilgun: (cannone a bobina o solenoide) o cannone magnetico, è una bocca da fuoco che utilizza l'accelerazione magnetica o elettromagnetica per lanciare a velocità molto elevate proiettili di metallo, grazie ad un motore lineare posto su di un asse comune.

MISSILI SONICO-SUBSONICO-SUPERSONICO-IPERSONICO: In materia di missili, "sonico" si riferisce a velocità inferiori a Mach 1 (velocità del suono), "subsonico" è sinonimo di sonico, mentre "supersonico" indica velocità comprese tra Mach 1 e Mach 5. Invece, si parla di "missili ipersonici" per velocità superiori a Mach 5, caratterizzati anche da capacità di manovra e traiettorie non balistiche.

 

 

Saliamo a Bordo ...

La classe di cacciatorpediniere ZUMWALT è considerata una delle più potenti al mondo per la sua tecnologia avanzata, tra cui armi futuribili come cannoni elettromagnetici e laser, la sua capacità "stealth" per eludere i radar nemici e il suo sistema altamente automatizzato che richiede un equipaggio ridotto.

La combinazione di queste caratteristiche permette alla nave di avere una maggiore potenza di fuoco e di essere più difficile da rilevare e colpire rispetto alle navi tradizionali.

Pertanto, la nave militare statunitense USS Zumwalt è considerata tra le più avanzate e potenti al mondo principalmente per la sua combinazione unica di tecnologia stealth avanzata, potenza di fuoco significativa e sistemi di bordo all'avanguardia.

 

Caratteristiche principali che la rendono potente

Armamento avanzato

 Cannoni elettromagnetici:

La nave è progettata per ospitare cannoni elettromagnetici che sparano proiettili ad altissima velocità (circa 7 volte la velocità del suono).

Armi laser:

È prevista l'installazione di armi laser, come quelle che possono essere utilizzate per abbattere droni e piccole imbarcazioni.

Missili:

Possiede missili a lungo raggio, come i Tomahawk, e una disposizione dei missili che consente di sparare anche se la nave è danneggiata.

Design "stealth":

La sua forma a piramide e la struttura sono progettate per ridurre al minimo il suo “shape” al RADAR, facendola apparire sugli schermi nemici come un piccolo peschereccio.

Alta automazione:

È dotata di un elevato livello di automazione che riduce significativamente il numero di membri dell'equipaggio necessari per il suo funzionamento (circa la metà rispetto a una nave di dimensioni simili), migliorando l'efficienza e riducendo i costi.

Potenza energetica:

Dispone di un sistema di alimentazione elettrica molto potente in grado di fornire l'energia necessaria per i suoi sistemi d'arma avanzati e per i propulsori elettrici.

I MOTIVI PRINCIPALI DELLA SUA EXTRA POTENZA INCLUDONO QUINDI

 Tecnologia Stealth: 

La caratteristica più distintiva è la sua progettazione a prua invertita ("wave-piercing") e la sovrastruttura angolata che riducono drasticamente la sua sezione radar, facendola apparire come un peschereccio sulle schermate radar nemiche nonostante le sue grandi dimensioni.

Sistemi d'Arma Avanzati:

Originariamente era dotata di due rivoluzionari cannoni da 155 mm Advanced Gun Systems (AGS), capaci di sparare proiettili a lungo raggio con guida di precisione. Sebbene i costi elevati dei proiettili abbiano portato a una modifica, la nave è ora in fase di aggiornamento per ospitare missili ipersonici nel nuovo "Advanced Payload Module", aumentando ulteriormente la sua capacità d'attacco a lungo raggio.

Elettronica e Automazione: 

La Zumwalt impiega sistemi di bordo altamente automatizzati e un equipaggio notevolmente ridotto rispetto ad altre navi di dimensioni simili, grazie all'uso estensivo di tecnologie informatiche e di controllo all'avanguardia.

Versatilità: 

È dotata di un sistema di lancio verticale (VLS) multiuso, che le consente di utilizzare una vasta gamma di missili per diverse missioni, inclusi attacchi terrestri, antiaerei e antisottomarino.

Propulsione Integrata: 

Un sistema di propulsione elettrica integrata genera una quantità enorme di energia, sufficiente non solo per la navigazione, ma anche per alimentare futuri sistemi d'arma ad alta intensità energetica come i cannoni a induzione (railgun) o le armi laser, quando saranno operativi. 

In sintesi, la sua superiorità deriva dall'integrazione di queste tecnologie futuristiche in un'unica piattaforma, progettata per operare con un profilo di rischio ridotto e una flessibilità operativa senza precedenti.

 YouTube di presentazione della Unità Navale

https://www.youtube.com/watch?v=Cq5sYbnD5fs

DDG-1000 Zumwalt

Descrizione generale

Tipo

cacciatorpediniere missilistico

Classe

Classe Zumwalt

In servizio con

 U.S. Navy

Utilizzatore principale

U.S. Navy

Costruttori

BAE Systems, Bath Iron Works, Huntington Ingalls Industries, Raytheon[1]

Viaggio inaugurale

8 settembre 2016

Entrata in servizio

ottobre 2016

Stato

In servizio

Caratteristiche generali

Dislocamento

14 564[2]

Lunghezza

180 m

Larghezza

24,6 m

Velocità

35 nodi (56 km/h)

Equipaggio

147

Armamento

Armamento

20 moduli VLS MK57 (per un totale di 80 celle missile)

4 lanciatori per missili Tomahawk 1 lanciatore per missili antisottomarino ASROC 1 lanciatore per AGS (Advanced Gun System) 2 x 155 millimetri; 920 × 155 mm ; 70–100 LRLAP; 2 × 30 mm Mk 46 Mod. Nel progetto originale, le due bocche da fuoco da 155mm avrebbero dovuto essere sostituite da due cannoni elettromagnetici (Railgun Weapon System) ma questo sviluppo è stato abortito per cancellazione del progetto Railgun.

Note

Motto

Pax Propter Vim

Stemma

UN PO’ DI STORIA ....

Ha preso il largo la USS Zumwalt, la nave da guerra più ...  degli Stati Uniti è stato infatti paragonato all'Enterprise di Star Treck.

La DDG-1000 Zumwalt è la capoclasse della cl. Zumwalt di cacciatorpediniere della U.S.Navy. 

Il viaggio inaugurale è avvenuto l'8 settembre 2016 e in ottobre è entrata in servizio.

Nonostante l'accettazione in servizio, la nave è ancora affetta da problemi che l'hanno portata tra l'altro a incagliarsi durante l'attraversamento del Canale di Panama a fine settembre 2016, per problemi ai motori dovuti al loro surriscaldamento.

Atlantico, 21 aprile 2016 

Il cacciatorpediniere lanciamissili USS Zumwalt (DDG 1000) ha solcato l’Oceano Atlantico durante le prove di accettazione condotte insieme alla Commissione d’Ispezione e Verifica della Marina statunitense (INSURV).

La U.S. Navy ha ufficialmente preso in consegna la nave il 20 maggio 2016. Dopo la fase di certificazione dell’equipaggio e la cerimonia di entrata in servizio svoltasi nell’ottobre successivo a Baltimora, lo Zumwalt ha intrapreso la traversata verso il suo porto base di San Diego, dove ha iniziato il periodo di post-consegna e attivazione dei sistemi di missione.

Il DDG 1000 rappresenta la nave capoclasse dei nuovi cacciatorpediniere classe Zumwalt: unità di superficie di nuova generazione, multiruolo, concepite per l’attacco terrestre e per garantire la superiorità nelle acque costiere.

(Foto: U.S. Navy – Pubblicazione autorizzata)

ALBUM FOTOGRAFICO

Emblema della USS ZUMWALT DDG-1000

 

Ammiraglio Elmo Zumwalt

 

Il cassero centrale dello Zumwalt pronto per il montaggio a bordo 2012

USS Zumwalt in transito il 6 November 2012 con il cassero montato sullo scafo

USS Zumwalt (DDG1000) arriva alla base di San Diego (California) per la prima volta nel 2016

USS Zumwalt in visita a Yokosuka, Giappone nel 2022

Il costo del cacciatorpediniere USS Zumwalt è di circa $4,4 miliardi per la prima nave della classe, che all'epoca del suo completamento era la più costosa della Marina degli Stati Uniti. 

Il costo totale per le tre navi della classe è di circa $22,4 miliardi, se si include la ricerca e lo sviluppo. 

Cosa sono i missili Tomahawk, gli ordigni che vengono dalla Guerra Fredda e perchè sono ambiti.

Sarebbero un salto di qualità enorme nel conflitto con tutti i rischi che questo comporta. Schierati in Europa occidentale come arma nucleare dopo un accordo NATO del 1979 e poi armati con testate convenzionali

BGM-109 Tomahawk

Cosa sono i missili Tomahawk, gli ordigni che vengono dalla Guerra Fredda e perchè sono ambiti.

Sarebbero un salto di qualità enorme nel conflitto con tutti i rischi che questo comporta. Schierati in Europa occidentale come arma nucleare dopo un accordo NATO del 1979 e poi armati con testate convenzionali.

Ecco che si riparla di nuovo insistentemente di una fornitura (ora negata da Trump) di missili Tomahawk all'Ucraina. 

Si tratta di vettori che "possono essere equipaggiati con testate nucleari". Ma cosa sono e che caratteristiche hanno questi missili a lungo raggio? 

Missile da crociera subsonico 

Il BGM-109 Tomahawk è un missile da crociera subsonico a lungo raggio realizzato in numerose versioni e pensato per attacchi su vasta scala, come avvenne trent'anni fa, nella guerra contro l'Iraq di Saddam Hussein e come è successo lo scorso giugno con la salva di ordigni lanciata contro un sito nucleare iraniano. 

Chiesti da Zelensky a Trump, costituirebbero un salto di qualità enorme nella guerra in Ucraina per la loro potenza e gittata, con tutti i rischi che questo comporta. Schierati in Europa occidentale come arma nucleare dopo un accordo NATO del 1979, furono armati con testate convenzionali.

 

Un missile cruise Tomahawk lanciato dalla nave statunitense Aegis Uss Uan Jacinto - 2003 (LaPresse).

30/10/2024 

 

Operativi dal 1983

L'US Navy iniziò a considerare lo sviluppo di missili cruise imbarcati nel 1972, prevedendo di impiegare missili subsonici che avrebbero volato a bassissima quota per sfuggire all'intercettazione dei radar.

Il programma nasceva dalla volonta' di aggirare le restrizioni del trattato sulle armi nucleari SALT I che imponeva un numero limitato di missili balistici sui sottomarini, ma non prevedeva restrizioni per i missili cruise. 

Nel giugno 1972 la scelta definitiva cadde sul modello piu' piccolo. Nel 1974 diverse aziende presentarono le loro proposte, e a febbraio venne selezionata General Dynamics per sviluppare il progetto. 

 

 

Nel 1980 un BGM-109A della produzione in serie fu lanciato da una nave con successo, e nel 1983 fu dichiarato operativo.

 

Lancio di un missile Tomahawk da una nave della marina militare americana - immagine d'archivio (Ansa)

In Europa come arma nucleare, poi convenzionale

Schierato in Europa occidentale come arma nucleare nel numero di 464 esemplari, in seguito a un accordo dei Paesi della NATO del 1979, fu armato poi, grazie alla precisione del sistema TERCOM, anche con testate convenzionali. 

Nel frattempo la versione terrestre dell'US Army fu tolta dal servizio in virtu' del trattato INF sugli Euromissili. Una base che doveva ospitare i lanciatori mobili dei cruise era quella di Comiso (Sicilia), scelta che causo' polemiche in Italia.

Dopo il ritiro degli Euromissili, rimase la versione navale, con testate convenzionali, ampiamente usata dagli USA a partire dagli anni '90.

Ci sono diverse versioni del Tomahawk:

 il TLAM-C, missile d'attacco terrestre con testata convenzionale,

il TLAM-N, missile d'attacco terrestre dotato di testata nucleare,

il TLAM-D, missile d'attacco terrestre armato con submunizioni

il TASM, missile antinave.

In Europa come arma nucleare, poi convenzionale

Schierato in Europa occidentale come arma nucleare nel numero di 464 esemplari, in seguito a un accordo dei Paesi della NATO del 1979, fu armato poi, grazie alla precisione del sistema TERCOM, anche con testate convenzionali.

Nel frattempo la versione terrestre dell'US Army fu tolta dal servizio in virtu' del trattato INF sugli Euromissili. Una base che doveva ospitare i lanciatori mobili dei cruise era quella di Comiso, scelta che causo' polemiche in Italia. Dopo il ritiro degli Euromissili, rimase la versione navale, con testate convenzionali, ampiamente usata dagli USA a partire dagli anni '90.

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TOMAHAWAK

Lungo quasi 6 metri

Il missile BGM-109 Tomahawk ha una lunghezza (escluso il booster) di 5,56 metri, un'apertura alare di 2,67 metri, e un diametro di 52 centimetri. Il peso e' di 1.300 chilogrammi, che arriva a circa 1.600 chilogrammi con il booster. Ha due ali retrattili e in coda delle piccole alette che hanno la funzione di timoni direzionali.

 

GITTATA

La gittata di un missile Tomahawk varia a seconda della versione specifica, ma può raggiungere circa 

1.600-2.500 chilometri. A seconda del modello.

Ad esempio, alcune versioni hanno una gittata massima di circa 1.600 km (come la Block IV), mentre altre arrivano a 2.500 km (come la BGM-109A). 

Caratteristiche: Si tratta di un missile da crociera subsonico che può volare a bassa quota per eludere il radar, dotato di un motore turbofan. 

BGM-109 Tomahawk Table_title: BGM-109 Tomahawk Table_content: header: | Raytheon BGM-109 Tomahawk | | row: | Raytheon BGM-109 Tomahawk: Prestazioni...

La versione aviolanciata non ha bisogno di booster, mentre ne fanno utilizzo le versioni imbarcate sulle navi e i sottomarini, e i lanciatori terrestri. 

Cos’è il BOOSTER? :

il booster di un Tomahawk è un razzo a combustibile solido che fornisce la spinta iniziale per il lancio del missile. Questo razzo viene attivato dopo il lancio e si spegne poco dopo, quando il missile raggiunge la velocità necessaria per far entrare in funzione il suo motore a turbogetto per il volo di crociera.

Il booster montato in coda, durante la prima fase di lancio, e' un razzo a combustibile solido, Atlantic Research Corporation (ARC) Mk 106 nelle prime versioni, sostituito da un piu' moderno ARC Mk 135 nelle versioni piu' recenti come l'RGM-109E Block IV.

Questo booster e' lungo 69 centimetri, ha un diametro di 52 centimetri, e un peso di circa 270 chili. La lunghezza totale del missile BGM-109 con il booster e' quindi di 6,25 metri.

 

Alcuni Avvenimenti dell’anno in corso

Razzi russi colpiscono la capitale ucraina Kiev,07_9_2025 (reuters)

Il lancio di missili Tomahawk da una nave militare americana 

27/09/2025 

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CONCLUSIONE

Qualche anno fa, quando la tensione geopolitica nel mondo sembrava più lontana e il mare appariva un rifugio di pace, non avrei scelto di trattare un tema “bellico” come quello della nave Zumwalt. La nostra Associazione, composta anche da molte signore e da persone che amano il mare per la sua bellezza, avrebbe forse trovato l’argomento poco vicino al proprio sentire.

Oggi, però, il contesto è cambiato. Viviamo un tempo in cui la forza e la tecnologia si intrecciano alle politiche globali, e le decisioni prese lontano da noi finiscono per influenzare la vita di tutti. Anche chi non si è mai interessato di armi o strategie militari comprende che non si può più ignorare ciò che accade sopra e sotto la superficie del mondo. Come ricordava il Papa recentemente scomparso, siamo  già dentro una “terza guerra mondiale combattuta a pezzi”.

Per questo ritengo che sia necessario parlarne — non per spaventare, ma per capire. Tutti, uomini e donne, giovani e adulti, dovremmo imparare a leggere questi segnali e a prepararci psicologicamente ad affrontare un tempo complesso, nel quale l’Europa stessa si scopre fragile. In altri Paesi si richiamano le leve e si costruiscono rifugi; noi, forse, confidiamo ancora troppo nella speranza.

Eppure, la speranza non deve mancare: va nutrita con la conoscenza e con la consapevolezza. Perché solo chi comprende può scegliere, e solo chi è lucido può difendere davvero la pace.

Noi, che del mare abbiamo fatto scuola di vita, sappiamo che ogni tempesta passa, ma che occorre saperla affrontare con la rotta chiara, la mente vigile e il cuore limpido.

 

FINE

 

Carlo GATTI

8/11/2025